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Piovono consensi!di Stefano Andreoli Non si può non trarre la conclusione sintetizzata dal titolo di questo scritto, a giudicare dall'affluenza alla proiezione di Piovono mucche (prevista solo per la serata di giovedì 8 maggio e ripetuta il giorno dopo) e dall'incontro con il regista Luca Vendruscolo, nell'ambito delle Manifestazioni Nazionali UILDM 2003. Il film, uscito nelle sale già in marzo, ha vissuto una distribuzione "parallela", frutto di numerose richieste da parte di scuole, sindacati, associazioni, comunità e parrocchie, senza dimenticare la proiezione in Campidoglio, voluta dalla Consigliera Ileana Argentin e al carcere milanese di San Vittore. Esso è stato poi oggetto di innumerevoli dibattiti, a cui Vendruscolo quasi mai si è sottratto, come nel caso di Lignano, in cui una trentina di delegati lo hanno letteralmente sottoposto ad un fuoco di fila di domande. "Prima di fare l'obiettore", ha esordito Luca, "mi sentivo estraneo al mondo del volontariato, perché ritenevo che dover essere `buoni' a tutti i costi facesse diventare le persone un po' noiose e fosse un modo per non guardare in faccia la realtà". Fondamentale dunque è stato l'anno di servizio civile svolto presso la Comunità di Capodarco, esperienza che "mi ha cambiato in meglio la vita" e da cui è nata la sceneggiatura di Piovono mucche, vincitrice nel 1996 del prestigioso Premio Solinas. "Per i personaggi non disabili ho scelto degli attori che fossero prima di tutto persone capaci di emozionarsi. Quelli che interpretano gli obiettori - ex obiettori a loro volta, ma impiegati in mansioni d'ufficio - il vero servizio civile l'hanno fatto sul set del film con gli attori disabili, imparando durante il backstage il lavoro di assistenza". In questa fase prima dell'inizio delle riprese, è stata insomma ricreata una vera e propria comunità, da cui peraltro sono nate amicizie proseguite anche dopo il film, come nel caso di Alessandro Tiberi (Matteo) e Luca Dionisi (Alex). Ad eccezione di Flora (Evelina Meghnagi), Beatrice (Barbara Bonanni) e Franco (Franco Ravera), i personaggi disabili sono disabili veri, conosciuti durante il servizio civile dallo stesso Vendruscolo, che ha spiegato come, dal punto di vista attoriale, essi abbiano rivelato doti nascoste. Ad esempio, scoprire che la mimica facciale di Marcello Sanna (Renato, soprannominato sul set "Dottor Lecter in carrozzina") non è quella di un bravo attore che fa la parte di un tetraplegico, ma è il risultato di tre anni di preparazione di un tetraplegico con la reale intenzione di lavorare come attore! "Ho voluto raccontare dei personaggi disabili - ha proseguito Luca - mettendo in luce le loro caratteristiche, quello che sono come persone a prescindere dal loro handicap". Aspetto, quest'ultimo, ripreso anche da Riccardo Rutigliano del Comitato di Redazione di DM, che per primo sul giornale "L'Agenda" ha parlato del film: "Spesso i disabili si sono abituati ad essere rappresentati solo positivamente. Qui invece la disabilità non viene interpretata, ma rappresentata per quello che è, con personaggi anche dai tratti ambigui o negativi. Molto buona anche la colonna sonora che fa da giusto contrappunto, senza diventare invadente". Negli interventi successivi di Lignano, altri aspetti del film sono stati evidenziati. Per Mariangela Caroppo si tratta di un film che ha il pregio della leggerezza, senza però aver la pretesa di spiegare tutto. Per DM è intervenuta anche Edvige Invernici: "Ho sentito ridere forte durante la proiezione, qualcuno degli obiettori si è riconosciuto e un po' anch'io mi sono riconosciuta nel personaggio di Flora. Ma come hanno reagito gli spettatori non coinvolti con i problemi della disabilità?". "Hanno scoperto - ha risposto Vendruscolo - che i disabili sono qualcos'altro: qualcuno si è commosso pietisticamente, tipo `poverini come sono bravi!', in altri casi invece ho riscontrato che qualcuno è addirittura riuscito, grazie al film, a superare le proprie paure verso i disabili". E su Flora: "L'ho resa più antipatica di quanto volessi. In fin dei conti è importante che in una comunità ci siano persone anche come lei, attente a mantenere la disciplina". Dal canto suo Adriana Grotto ha sottolineato come questo film riesca a cogliere la dimensione fisica della relazione di assistenza e di quanto importante sia la fisicità che si riesce a trasmettere e a ricevere dall'altro. "Mi interessava raccontare i corpi e non le patologie - ha commentato Vendruscolo - e anche la sessualità tra Matteo e Beatrice ho voluto descriverla in modo molto normale, per evitare di scivolare nel lirismo". "Una storia che dovrebbe far riflettere le famiglie con disabili al loro interno", ha fatto notare infine Federico Rodriguez. "La famiglia tende a creare intono al disabile una situazione protetta, asessuata, ghettizzante, a differenza invece della comunità in cui la persona viene maggiormente responsabilizzata". E infine sempre Rodriguez ha posto la domanda che tutti aspettavano: cosa significa la frase del titolo? "Ho conosciuto al centro diurno della Comunità di Capodarco un disabile psichico che amava tre cose: Stanlio e Ollio, i bovini e la pioggia. Ogni volta che qualcuno gli chiedeva `che tempo fa?', rispondeva `Piovono mucche'.
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |