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Alluminio e raccolta solidaledi Cristina Benfenati E' stato presentato ufficialmente, nel giugno del 2003 a Roma, il progetto Raccolta solidale, promosso dal CiAl (Consorzio Imballaggi Alluminio). L'iniziativa, che ha il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dell'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti, offre a tutte le ONLUS, alle associazioni e alle cooperative sociali la possibilità di farsi promotrici della raccolta differenziata dell'alluminio, per aumentare la propria capacità di autofinanziamento e la visibilità sul territorio. Nel corso dell'incontro di Roma, è stato sottoscritto un protocollo di intenti che CiAl ha siglato con le organizzazioni guida del Terzo Settore, come il Summit della Solidarietà e il CGM (Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale "Gino Mattarelli"). A "cascata" queste agiranno nei confronti delle associazioni iscritte e a breve altre organizzazioni di secondo livello - come il Forum del Terzo Settore - aderiranno anch'esse all'iniziativa. Raccolta Solidale è in realtà un progetto che funziona già da alcuni anni. Ad esempio le Sezioni AVIS e AIDO di Coccaglio (Brescia) e di San Bonifacio (Verona) sono "storicamente" impegnate nel recupero dell'alluminio, con una raccolta annuale che frutta . All'anno la raccolta frutta circa 5.000 euro, destinati a progetti di vario genere, quali la creazione di borse studio per la ricerca o l'acquisto di mezzi di trasporto per gli ammalati. Tali associazioni si distinguono anche per la realizzazione di monumenti costituiti interamente di lattine. Vere e proprie opere d'arte e validi strumenti di comunicazione per incentivare la raccolta sono tra gli altri la Basilica di San Pietro, il Maschio Angioino, la Cattedrale di Sant'Antonio da Padova. Ed è proprio all'esperienza di queste organizzazioni che CiAl fa ricorso quando altri soggetti nonprofit vogliono promuovere iniziative o eventi speciali finalizzati alla raccolta differenziata dell'alluminio. Determinante, ai fini della buona riuscita del progetto, è il legame che si stringe con il territorio. Come sottolinea infatti Gino Schiona, direttore generale di CiAl, "le associazioni sono in grado di coinvolgere numerosi partner per aumentare la quantità raccolta. Basti pensare a bar, ristoranti, scuole, mense aziendali, parrocchie e oratori, ma anche a Comuni e imprese. L'esperienza fatta in questi anni ci ha dimostrato che, grazie alla forza di tali organizzazioni, molte attività di raccolta si sono trasformate in eventi di grande successo, utili alla raccolta fondi e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla salvaguardia dell'ambiente". In concreto CiAl si impegna a pagare 0,57 euro per ogni chilo di alluminio recuperato dalle associazioni, pari a circa il 22% in più rispetto al contributo che oggi viene conferito ai soggetti attivi nella raccolta differenziata. Una nota importante: il prezzo è bloccato e invariabile anche quando, come ora, il mercato è in ribasso. Ma quali sono gli oggetti da raccogliere? Astucci, tubetti, bombolette, pentole e naturalmente le lattine che, da sole, assorbono il 40% dell'alluminio trattato. Una curiosità: per capire se un oggetto è di alluminio, basta una semplice calamita: se non resta attaccata, il materiale è quello giusto!
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |