DM 149/150 Gennaio 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Vivere meglio? Sì, grazie

L'autonomia della persona disabile è sicuramente uno dei temi centrali attorno al quale ruota la riflessione sull'handicap di questi ultimi anni. Infatti, se vi è un accordo abbastanza diffuso sul fatto che appare riduttivo concepire l'autonomia come semplice autonomia dall'istituto, non si è tuttavia ancora riusciti a proporre una definizione ampiamente condivisa di tale nozione. Una difficoltà, questa, che talora sembra derivare almeno in parte dall'incertezza esistente circa il ruolo sociale che è giusto riconoscere alla persona disabile ed è proprio dalla condizione di fragilità di quest'ultima che per molti decenni è derivata la sua incapacità di condurre una vita indipendente. Tale approccio, però, è stato relativizzato perlomeno a partire dagli anni Settanta da una lettura sistemica dell'handicap, ove questo non è concepito semplicisticamente come una condizione individuale derivata dal precario stato di salute fisica o psichica, ma come il risultato negativo dell'incontro tra la fragilità del singolo e le rigidità, poste dal sistema sociale e normativo, alla possibilità di condurre una vita normale nei vari ambiti della socializzazione. In questa prospettiva l'handicap può scomparire o riapparire a seconda dell'esistenza di strutture atte a sopperire alla deficienza individuale, quando la persona può tranquillamente approcciarsi alle strutture scolastiche, al mondo del lavoro, della vita sociale e così via.

Temi non certo nuovi per le colonne di DM, ma è senz'altro significativo che essi stiano diffondendosi anche in realtà, come quella svizzera, dove il sistema normativo del settore è ora in procinto di fare i primi timidi passi nella riformulazione di tali concetti (dall'1/1/2004 entra in vigore la nuova Indennità di assistenza, che contemplerà una cerchia allargata di beneficiari).

Ed è a tutto ciò che è stata dedicata la giornata di studio tenutasi nell'autunno scorso a Bellinzona, nel Canton Ticino, denominata Vivere meglio? Sì, grazie. Handicap e permanenza a domicilio, curata dall'Associazione Pro Infirmis Ticino e Moesano, con la partecipazione di numerosi esperti elvetici (tra i quali Albert Jacquard, membro del Comitato Nazionale Svizzero dell'Etica, Marco Borghi, docente di diritto costituzionale e Daniele Cattaneo, giudice del Tribunale d'Appello), ma anche di due ospiti che segnaliamo con legittimo orgoglio, come Elisabetta Gasparini, collaboratrice di DM, socia della UILDM di Venezia e responsabile del Gruppo Vita Indipendente UILDM e Damiano Previtali, dirigente scolastico e sociologo della UILDM di Bergamo, che si sono soffermati rispettivamente sui temi Assistenza personale autogestita per la Vita Indipendente e Una quotidiana straordinarietà.

Per ulteriori informazioni sull'appuntamento di Bellinzona: Pro Infirmis Ticino e Moesano (tel. 0041/091/8200870, fax 0041/091/8200877).

(Stefano Borgato)

 

Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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