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Lo Spirito di Stelladi Christian Zovico Venezia, Rimini, Pescara, Brindisi, Leuca, Riposto (Catania), Palermo, Villasimius (Cagliari), Portisco (presso Olbia) e Savona. Un mese di viaggio, quasi duemila miglia marine (pari a oltre 3.300 chilometri): questo in sintesi l'itinerario seguito dal catamarano di Andrea Stella, durante il Giro d'Italia a Vela del 2003, dopo il varo ufficiale in luglio all'Arsenale di Venezia. L'imbarcazione (Lo Spirito di Stella) ha solcato i mari italiani con equipaggi misti, composti da persone disabili e non e il suo "capitano" ha così potuto realizzare l'antico sogno di tornare in mare da protagonista in un'imbarcazione speciale dove non esistono barriere e dove persone disabili e normodotate possono condividere le medesime sensazioni. E' stata la tecnologia - ma forse ancor di più il semplice buon senso - a consentire tutto ciò, ovvero una barca dove qualsiasi persona con difficoltà motorie è a proprio agio, potendo anzi riuscire persino a governarla. E Lo Spirito di Stella - recentemente presentato anche al Salone Internazionale della Nautica di Genova, oltre che in varie trasmissioni televisive - è proprio lì per dimostrare che la volontà e l'intelligenza possono vincere sfide estremamente dure, come quella di trasformare un ambiente già di per sé complicato, una barca a vela appunto, in uno spazio accessibile per tutti. Il Giro d'Italia è stato un lungo e impegnativo esame per la barca e per la sua strumentazione all'avanguardia. Si tratta infatti di un prototipo a tutti gli effetti e qualcosa si può ancora migliorare in visti dei prossimi appuntamenti e in particolare della nuova sfida di Andrea Stella, la traversata dell'Atlantico, prevista tra un anno, verso gli Stati Uniti, Miami, Fort Lauderdale, là dove il giovane vicentino subì tre anni fa il sanguinoso tentativo di rapina di cui porta ancora le conseguenze. "Lo spunto iniziale", ha dichiarato Andrea, "è stato il desiderio di salire nuovamente su una barca a vela `da protagonista', potendo cioè muovermi autonomamente sul natante e, perché no?, governarlo io stesso. Poi c'è stato anche il piacere di accogliere degli amici, senza dover escludere nessuno, carrozzina o no. Man mano che si procedeva con la costruzione e riuscivamo ad eliminare i vari ostacoli, mi sono reso conto di quante barriere esistano per gli spostamenti normali, quotidiani e che a volte con semplici interventi si possono eliminare". Significativa una frase di Mauro Pellaschier, il celebre timoniere di Azzurra, secondo il quale "tutti sul catamarano hanno la stessa velocità. Le differenze scompaiono e ciascuno può provare a vivere il mare senza l'angoscia di non sapere come spostarsi, come affrontare le varie difficoltà".
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |