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Venti giorni di assistenza!di Annavelia Salerno Venti giorni all'anno per un totale di quaranta ore di lavoro. Sono i "numeri" dell'assistenza domiciliare rivolta ai disabili in Italia. Improbabile che al Settentrione si possa parlare di cifre analoghe. Ineccepibile che al Sud siano proprio queste. Mentre i grandi della Pubblica Amministrazione perdono tempo ad emanare leggi che, il più delle volte, lasciano il tempo che trovano, si annega nelle onde della burocrazia, correndo strenuamente dietro la difficile e improbabile comprensione delle stesse. Non è stata ancora ben capita la Legge Quadro sull'integrazione delle persone diversamente abili (la 104/92) che già si parla della 285/97 prima (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza) e della 328/00 poi (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali). Senza che si attui una piccola parte di quanto previsto da queste, come da altre leggi analoghe. Il dramma del Cilento, senza volersi lasciare andare a inutili generalizzazioni, è che persiste una carenza non solo di strutture - il che può essere per certi versi comprensibile - ma soprattutto di servizi, in netto ed evidente contrasto con i grandi paroloni che escono fuori dai convegni, nel nostro territorio non del tutto privi di significato e di grandi ambizioni. Se le poche associazioni dedite ai servizi sociali peccano nei compiti di loro competenza, non è solo perché spesso ostacolate nella gestione autonoma delle risorse disponibili per i casi più urgenti, ma soprattutto perché a monte manca una programmazione dei servizi sociali degna delle norme sopraccitate. Oggi sono passati undici anni dall'emanazione della Legge 104, ma nei nostri piccoli comuni, dove, proprio per l'esiguo numero di popolazione, i problemi di carattere sociale dovrebbero risolversi con maggiore facilità, nessuno, o quasi, ha mai ottenuto un'assistenza domiciliare adeguata, celerità nelle pratiche da sbrigare, aiuti alle famiglie. Quale la risposta degli amministratori alle esigenze di quelle che ancora oggi vengono definite categorie sociali deboli?
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |