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Al centro le tecnologiedi Patrizia Bertini Si è svolto a Nizza, nella primavera del 2003, un convegno di due giorni, organizzato dal CEN (European Committee for Standardization), dal CENELEC (European Committee for Electrotechnical Standardization) e dall'ETSI (European Telecommunications Standards Institute), con la partecipazione della Commissione Europea e dell'EFTA (European Free Trade Association). Il prestigioso appuntamento aveva come tema centrale l'accessibilità a 360 gradi: domotica, trasporto, telefonia mobile, 3G, web e i vari standard. Vi hanno partecipato trecento persone provenienti da tutto il mondo, giunte per assistere ad una serie di conferenze tenute dai massimi esperti dal settore. Ne riferisce per DM Patrizia Bertini. Per due giorni, a Nizza, si è parlato solo ed esclusivamente di accessibilità, a cura dei maggiori esperti internazionali provenienti da tutto il mondo, ma lo si è fatto certamente in un modo nuovo. Accessibilità, infatti, intesa come nuovo criterio progettuale universale, come cultura, come concetto super partes, destinato ad integrarsi in tutti gli aspetti della vita quotidiana in modo spontaneo ed efficace, migliorando la vita di ogni cittadino, semplificando le interazioni uomo-macchina, favorendo le prestazioni e le possibilità di comunicare, muoversi e interagire con gli altri e con l'ambiente circostante. Questo in sostanza il messaggio riassuntivo di due giorni intensi di conferenze e interventi di altissimo livello. Per la prima volta il centro delle discussioni non erano le persone disabili e le loro limitazioni, bensì le tecnologie e le potenzialità offerte da queste ultime per migliorare la qualità della vita in senso globale. Un ribaltamento di prospettiva ancora forse poco proponibile in Italia, dove il fulcro della questione non è ancora lo sviluppo tecnologico, bensì il sostegno ai disabili e la ricerca delle modalità di integrazione. Siamo quindi ad un passaggio precedente e forse ad un approccio all'accessibilità ancora immaturo, dov'è difficile scalfire il binomio disabile=accessibilità e cancellare la stigmatizzazione che la nostra società ancora attribuisce a queste tematiche. Ma di che cosa si è parlato a Nizza? Innanzitutto di comunicazione totale, ovvero di un 3G che abbraccia le esigenze di tutti gli utenti, in cui la telefonia diventa una risorsa insostituibile per la comunicazione e l'integrazione completa di tutti i cittadini. La tecnologia sarà presto in grado di offrire una gamma di servizi tali per cui nessuno potrà più considerarsi escluso o "disabile", incapace di utilizzare le nuove tecnologie, perché queste ultime saranno in grado di rispondere a qualsiasi esigenza di comunicazione e integrazione: il video, il testo, la voce e il tatto saranno nuovi elementi di interazione, sia con la telefonia che con l'ambiente, in modo da permettere uguali opportunità a tutti i cittadini. Anche un sordo potrà telefonare con un videotelefono che converte la voce in testo o mostra il video con la comunicazione gestuale e anche un cieco potrà inviare SMS grazie a nuovi dispositivi. Il design incentrato sull'utente, nucleo e protagonista della rivoluzione tecnologica dell'accessibilità, raggiunge così la propria maturità, proponendo agli utenti stessi una molteplicità di soluzioni per una massima semplicità d'uso e un'efficace integrazione e interazione. L'altro concetto emerso con forza riguarda la necessità di definire degli standard e dei formati europei per migliorare l'applicazione e la diffusione delle nuove tecnologie accessibili, affinché la ricerca e lo sviluppo non vengano a scontrarsi e ad essere ostacolati proprio da incompatibilità di questo tipo. La necessità sottolineata da più parti è stata quella di unire le ricerche e le forze, al fine di ottenere un unico standard che favorisca lo sviluppo e la ricerca tecnologica. Tra i relatori di maggior spicco, Karl Heinz Rosenbrock, direttore generale dell'ETSI (European Telecommunications Standards Institute); la statunitense Cynthia D. Waddell, dell'ICDRI (The International Center for Disability Resources on the Internet), una delle massime esperte del settore; il norvegese Knut Nordby, di Telenor; il belga Gottlobe Fabisch, segretario generale dell'ANEC (European Association for the Coordination of Consumer Representation in Standardization); l'inglese John Gill, dell'RNIB (Royal National Institute for the Blind); Georg Hongler, segretario generale del CEN (European Committee for Standardization); il giapponese Hajime Yamada, della Tokyo University; lo spagnolo Loïc Martinez Normand, della SIDAR Foundation. Alla chiusura dei lavori vi è stata anche la partecipazione straordinaria del Commissario Europeo Liikanen. Un dato che decisamente merita una riflessione è la bassa partecipazione italiana. Infatti - sebbene da mesi finalmente l'argomento stia raccogliendo l'attenzione dei mass-media e dei politici, grazie anche all'Anno Europeo delle Persone Disabili - nonostante la vicinanza geografica della sede del convegno, la presenza è stata davvero modesta, con solo quattro partecipanti, tra cui un commissario dell'Unione Europea, un imprenditore, un relatore e colei che scrive. Molto più numerosi i giapponesi, gli statunitensi, i britannici, gli spagnoli e i rappresentanti di tante altre nazionalità. Indubbiamente, coloro che non hanno potuto partecipare hanno perso una delle panoramiche e delle visioni sull'accessibilità più innovative e all'avanguardia, con scenari che, purtroppo, sono ancora molto lontani dalla realtà italiana. Un'occasione mancata, quindi, per molti professionisti: la speranza è che questa esperienza crei almeno il giusto interesse per un confronto produttivo ed efficace con il resto del mondo. Che sta davvero avanti!
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |