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Guida, psicologi e maleducazioneHo 36 anni, sono affetta da distrofia da quando ne avevo quattordici e ho la Patente B normale, ossia senza modifiche al veicolo, ma con rinnovo previsto ogni due anni. Quest'anno, come le altre volte, ho preparato la documentazione per presentarmi alla Commissione Medica di Vicenza, per il rinnovo, ove - finita la visita - mi hanno detto di tornare quindici giorni dopo per l'esame del fisiatra. Così ho fatto e la seconda volta mi hanno chiesto se negli ultimi anni avessi avuto dei ricoveri. Ho risposto affermativamente, segnalando però che si era trattato di controlli riguardanti lo stato evolutivo della mia malattia e non di aggravamenti specifici. Mi hanno chiesto di vedere la lettera dell'Ospedale di Padova e così, tornata a casa, ho fissato un nuovo appuntamento e sono tornata per la terza volta con il documento richiesto. A questo punto i medici della Commissione hanno deciso che dovessi andare a fare una visita psicologica! Ci son rimasta male e ho pensato a cosa potesse servire questo per dare a una persona miodistrofica la possibilità di guidare e quindi di essere più autosufficiente. Vabbè, mi sono detta, andrò anche dallo psicologo! Una settimana dopo, però, mi è arrivata una lettera della Commissione con la lista dei vari psicologi dove andare, con i relativi recapiti e l'indicazione che tutte le sedute sarebbero state a pagamento (al costo di circa 80 euro l'una!). Avevo già pagato marca da bollo, versamenti postali ecc. ecc. e tenendo conto che ho un'invalidità del 100% senza diritto di accompagnamento e una pensione di circa 210 euro al mese, che cosa dovrei fare ora? Leonella Dal Lago Guido ormai da dieci anni e scadendomi la patente normale, ho deciso di fare la B Speciale, in quanto credo di averne bisogno. Mi sono stati prescritti alcuni adattamenti (acceleratore e freno al volante), ma purtroppo mi sono imbattuto in un ingegnere che definirei con un eufemismo "un po' ostile", il quale - a detta del mio insegnante di guida - mi ha bocciato per un'inezia. Al di là questo, per altro, ciò che mi ha infastidito è stato il suo atteggiamento decisamente maleducato (non rispondeva, fumava in macchina, non dava spiegazioni e così via). Sono ancora qui che mi chiedo il perché, pensando anche al fatto che non mi ha nemmeno controllato gli adattamenti! Ma le cose devono essere proprio così difficili per chi ha già tanti problemi? Lettera firmata Alla Signora Dal Lago posso dire subito che la Commissione di Vicenza avrebbe dovuto attenersi a quanto dettato dall'art. 320 del Codice della Strada, Malattie invalidanti, comma 1, parte D, il quale recita: "D. Malattie del sistema nervoso. La patente di guida non dev'essere né rilasciata né confermata a candidati o conducenti colpiti da: a) encefalite, sclerosi multipla, miastenia grave o malattie del sistema nervoso, associate ad atrofia muscolare progressiva e/o a disturbi miotonici; b) malattie del sistema nervoso periferico; c) postumi invalidanti di traumatismi del sistema nervoso centrale o periferico. A giudizio della commissione medica locale e con sua espressa certificazione, nei casi a), b) e c) sopracitati, a seguito dell'esito della visita specialistica presso strutture pubbliche, ove ritenuta necessaria, può essere rilasciata o confermata la patente di guida a condizione che dette malattie non siano in stato avanzato e che la funzione degli arti sia buona, per cui non venga pregiudicata la sicurezza della guida. In tali casi gli interessati devono mostrare di essere capaci di usare i comandi del veicolo appartenente alla categoria per la quale si richiede il rilascio della patente, in condizioni di sicurezza. La validità della patente non può essere superiore a due anni. Per la conferma e la revisione valgono le stesse modalità...". La Commissione, quindi, una volta esaminata la documentazione clinica (quella di Padova) avrebbe dovuto giudicare il "conducente" solo dopo una prova di guida, magari a bordo di un simulatore. Simulatore che finora è stato adottato solo da tre Commissioni mediche in tutta Italia. Vista però la scarsa professionalità mostrata fin dalla prima visita, non c'è da meravigliarsi se la Commissione di Vicenza abbia letteralmente preso un abbaglio richiedendo la visita psicologica. Forse ha scambiato la distrofia con una malattia psichica! Per quanto poi riguarda l'altro lettore, un comportamento come quello da lui descritto va senz'altro stigmatizzato: infatti, dopo dieci anni di guida con i comandi tradizionali, è quasi normale che l'esame per la B Speciale, effettuato con i nuovi comandi al volante, possa creare situazioni "critiche" e quindi - sia per la limitata esperienza, sia per l'emozione - l'esaminatore avrebbe dovuto certamente almeno approfondire il controllo delle capacità della guida. Naturalmente, ogni commento sulla maleducazione è superfluo... Sono tutte situazioni - sia quella segnalata dalla prima che dalla seconda lettera - purtroppo frequenti. Ma chi può difenderci? Magari un gruppo di esperti in materia, come auspicato da una mozione presentata e approvata all'unanimità, durante l'Assemblea Nazionale UILDM di quest'anno a Lignano Sabbiadoro. Luigi Giuliani
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |