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Se la dipendenza è totaleSono affetto da amiotrofia spinale di tipo III e già da circa vent'anni sono stato dichiarato invalido al 100% da due commissioni, dopo di che mi è stata assegnata l'indennità di accompagnamento. Ovviamente in quest'arco di tempo il male ha proseguito il suo decorso e ora che ho raggiunto 85 anni, le mie condizioni di salute sono notevolmente peggiorate (ho perso quasi totalmente l'uso degli arti superiori e inferiori). Perciò oggi la mia dipendenza richiede l'assistenza ventiquattr'ore su ventiquattro con due badanti extracomunitari, regolarizzati a norma di legge. Di conseguenza il mio bilancio familiare ha subito "un bel colpo", il che mi porta a chiedermi: perché in casi come il mio lo Stato non dispone l'assegnazione di un accompagnatore volontario (obiettore o persona in servizio civile) oppure - su un altro versante - perché l'indennità di accompagnamento non può variare a seconda del tipo di dipendenza dell'invalido? Auspico che la questione sia attentamente considerata da chi di dovere a beneficio di tante persone che versano in situazione di bisogno. Angelo Anatrà Sampierdarena (Genova)
Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |