DM 149/150 Gennaio 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

Ti ricordi Parigi?

di Nadia Minardi

Con te sono stata bene. Mi hai aiutato a fare cose che mai avrei fatto senza il tuo aiuto. Sono passati parecchi anni da quando mi hai accolta e tenuta tra le tue "braccia". Mi sono sentita quasi indipendente accompagnata da te e addirittura mi hai fatto correre, pensando che dopo di te ci sarebbe stato il... nulla!

Credevo di non poterti mai sostituire con nessuno e addirittura dopo che ho saputo della tua esistenza, pensavo che niente al mondo fosse meglio di te! Mi hai fatto arrivare in luoghi mai visti senza alcuna fatica, senza aver bisogno di chiamare altri accompagnatori. Da te mi sono sentita protetta, aiutata ad essere meno dipendente.

Abbiamo trascorso anche momenti divertenti, abbiamo gareggiato, anche se tu, a volte, arrivavi dietro, facendomi passare per la meno... forte, la meno coraggiosa. Non per questo, però, ti ho amato di meno, anzi! Rammenti Parigi, le belle passeggiate lungo la Senna? La gita su "Le Bateaux Mouche"? Che paura sentirmi prendere con te e trovarmi, come per incanto, a viaggiare lungo il fiume! E quella stradina, in montagna, ripida e ciottolosa, che sembrava agevole, ma che alla fine si era rivelata disastrosa? Mio dio, quanta paura e i passanti tedeschi che vedendoci, così incoscienti, continuavano a ripeterci Kinder nein, kinder nein e noi pensavamo volessero salutarci! Siamo stati dei veri incoscienti, ma lo abbiamo capito a nostre spese, quando abbiamo affrontato la discesa. Tu non eri in grado di tenermi, come sempre, fra le tue "braccia". Eppure, mi sono fidata anche allora e mi hai riportata a valle, sebbene con il cuore in gola, anche quella volta. Hai presente, invece, quando si doveva collaudare una discesa costruita apposta per gli anziani? Era da folli pensare che le persone di una certa età dovessero scendere da una pendenza del quaranta per cento e noi abbiamo fatto da cavie! Altro momento esaltante: il viaggio in treno per andare a Venezia. Li però iniziavi ad essere un po' "decadente" ed è stato per la prima volta che mi è balenata l'idea di lasciarti e di rimpiazzarti con una un po' più confortevole.

Il tempo passava per te, così come per me: sentivo la necessità di maggiore sicurezza, di maggiori "coccole": la tua parte l'avevi fatta e anche benissimo! Sapevo che avrei avuto meno problemi con la nuova che stava prendendo il tuo posto, eppure vivevo momenti di angoscia profonda, solo all'idea di dover iniziare tutto da capo: dovevo averti amata davvero tanto per provare sensazioni cosi forti, ma il cambiamento porta sempre ad ansia e a turbamenti.

E' passato anche il tuo tempo, mi hai aiutato dieci anni per bene e non avrei mai pensato di poterti sostituire. Ti credevo inimitabile, ma sono stata costretta dalla malattia che progredisce a farmi prendere tra le "braccia" da una nuova... sedia a rotelle!

 

Articolo tratto da DM 149/150 - gennaio 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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