DM 151 Aprile 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

SPECIALE PROCREAZIONE

 

La procreazione che fa discutere

a cura di Barbara Pianca e Stefano Borgato

Un tema importante e delicato, con tanti diversi settori che si incrociano e interagiscono. Basterà citarne alcuni: la tutela della vita, quella delle donne e del loro corpo, i diritti/doveri della ricerca scientifica, con le logiche ricadute anche sul settore delle malattie genetiche, che costituiscono una delle basi fondanti del lavoro di DM.

Stiamo parlando della nuova Legge 40/2004 (conversione del Disegno di Legge 1514), sulla Procreazione medicalmente assistita, che tanto ha fatto discutere, dividendo trasversalmente le stesse Camere del Parlamento.

Con questo dossier, abbiamo cercato di trattare tutti i vari aspetti della questione, anche intervistando alcune figure prestigiose, come Carlo Flamigni, ordinario di Ginecologia allĠUniversità di Bologna e membro del Comitato Nazionale di Bioetica, la senatrice Patrizia Toia, del Gruppo La Margherita, che si è espressa a favore della legge, e la deputata Franca Bimbi, dello stesso schieramento politico, contraria invece alla norma.

 

Il dibattito

ÒNessuna legge contro il corpo delle donneÓ: questa la scritta polemica che il 24 settembre 2003 campeggia in Senato sulla maglietta di Alessandra Mussolini (AN) e di un gruppo di deputate e senatrici degli opposti schieramenti, in occasione del voto alla proposta di legge sulla procreazione medicalmente assistita. Quel giorno Marcello Pera, presidente del Senato, di fronte alla confusione in aula e nonostante le critiche di un gruppo di senatori cattolici guidati da Patrizia Toia (Margherita), sceglie di rinviare la seduta.

Il Disegno di Legge 1514 (successivamente divenuto la Legge 40/2004) fa discutere lĠItalia, crea imbarazzi, apre lacerazioni allĠinterno dei partiti di maggioranza e di opposizione. Critica è la posizione del Ministro per le Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo (FI), secondo la quale la politica non può sostituirsi ai medici. Acceso in particolare il dibattito sullĠarticolo che vieta la diagnosi preimpianto, imponendo alla donna di accogliere tutti gli embrioni prodotti, anche se malati: il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini (AN) si dichiara favorevole allĠemendamento dellĠarticolo, salvo poi lasciare al suo partito il compito di smentire tutto.

Inflessibile lĠUDC: per Olimpia Tarzia il provvedimento non va toccato: ÒNon si capisce - precisa - come si possa tutelare la vita degli embrioni mettendo in atto una selezione a monte, con conseguente eliminazione di quelli considerati non idoneiÓ. E dello stesso parere è anche il relatore della legge, Flavio Tredese (FI): ÒNoi vogliamo tutelare il concepito, e cioè riconoscerne il diritto alla vita, allĠintegrità fisica, psicologica ed esistenziale, alla famiglia, alla cura dei genitori, a crescere in un ambiente familiare idoneo, nonchŽ il diritto alla propria identità geneticaÓ. Per Tredese, la diagnosi preimpianto Òuccide con premeditazione un gran numero di embrioni sani, visto che i tassi di malformazione dei bambini nati da embrione ÔbiopsiatoĠ risultano più alti.Ó Anche Francesco Rutelli, segretario della Margherita, è favorevole alla legge, apprezzando ÒlĠapproccio legislativo di cautela rispetto ad alcune pretese di manipolazione della vitaÓ.

Intanto, in Parlamento arriva lĠappello di un gruppo importante di scienziati, tra cui Rita Levi Montalcini e Carlo Flamigni, che definiscono la legge Òinaccettabile e immoraleÓ, perchŽ lesiva dei principi di libertà riproduttiva e di laicità dello Stato. Opposta lĠopinione del Pontefice, che dichiara: Ònessuno può arrogarsi la facoltà di distruggere o manipolare indiscriminatamente la vita dellĠessere umanoÓ.

In dicembre, il testo, licenziato dalla Camera nel 2002, viene approvato al Senato senza modifiche. Due emendamenti identici, uno proposto da alcuni componenti del gruppo DS e lĠaltro avanzato da alcuni dissidenti di Forza Italia, prevedono la possibilità di ricorrere alla procreazione assistita anche per la prevenzione delle malattie trasmesse geneticamente, ma vengono bocciati.

I radicali e lĠAssociazione Luca Coscioni - questĠultima appoggiata tra gli altri anche da Antonio del Pennino di Forza Italia e successivamente da Furio Colombo, direttore dellĠÒUnitàÓ e da Antonio Di Pietro, presidente dellĠItalia dei Valori - pensano già a proporre un referendum abrogativo. Luca Coscioni denuncia il ritorno allĠoscurantismo Òche vuole riaffermare il controllo sul corpo delle donne e sul rapporto di coppia, richiamandosi alla stabilità dellĠunione di coppia e allĠeterosessualità familistica, basate prevalentemente sullĠistituzione del matrimonio come norma di relazione. Si preferisce far prevalere il divieto sulla possibilità di sceltaÓ. Emma Bonino, parlamentare europea per il gruppo radicale, si dice preoccupata per le sorti della ricerca in Italia: ÒLa nostra classe politica si genuflette al Vaticano e non rispetta le esigenze pratiche dei cittadini cattolici. La Chiesa mantiene nei confronti della scienza una posizione di chiusura totaleÓ.

E si arriva al 10 febbraio 2004, quando il Disegno di Legge, tornato alla Camera solo per decisioni relative alla copertura di spesa, riapre le polemiche ma raggiunge il sì definitivo. Le esponenti della sinistra entrano in aula indossando una maschera bianca a indicare lĠannullamento dei diritti delle donne. Inoltre, lĠaula di Montecitorio approva un ordine del giorno presentato da Gabriella Carlucci (FI) e firmato anche da Franca Bimbi (Margherita), con cui il governo si impegna a evitare che questa legge apra la strada a iniziative di modifica della normativa sullĠaborto. Per Gerolamo Sirchia, Ministro della Salute, Òla nuova legge ha il merito di porre fine alla mancanza di regole in Italia, ma potrà essere rivista nel futuroÓ.

Negli stessi giorni, ad aggiungere un ulteriore tassello al dibattito internazionale, arriva dalla Corea del Sud la notizia che scienziati coreani e americani sono riusciti a creare le prime linee di cellule staminali con la tecnica del trasferimento nucleare.

 

La scheda

Legge 40 del 19/2/2004 (ÒGazzetta UfficialeÓ n. 45 del 24/2/2004): Norme in materia di procreazione medicalmente assistita.

  • Procreazione (o fecondazione) medicalmente assistita: è la creazione di un embrione fuori dallĠutero materno. Ovulo materno e seme paterno vengono fatti incontrare in laboratorio e successivamente lĠembrione così formato viene impiantato nellĠutero della donna che inizierà la gravidanza.
  • PerchŽ una nuova legge: per Òassicurare i diritti di tutti i soggetti coinvolti nella procreazione assistita, compreso il concepitoÓ.
  • Quando si può accedere alla fecondazione assistita: solo in caso di sterilità o infertilità.
  • Chi può accedervi: coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambe viventi. Se questa disposizione non viene rispettata, solo il medico sarà punito.
  • Consenso informato: i due coniugi, congiuntamente al medico, devono esprimere la loro volontà per iscritto dopo aver ricevuto tutte le informazioni. La volontà può essere revocata dalla coppia fino al momento della fecondazione dellĠovulo, ma non è prevista alcuna sanzione in caso di disattesa. Il medico può decidere di non procedere solo per motivi di ordine medico-sanitario.
  • Numero degli embrioni che si possono produrre: al massimo tre e devono essere tutti trasferiti nellĠutero, anche se anomali, a meno che sopraggiungano gravi motivi di salute della donna.
  • Registro: presso lĠIstituto Superiore di Sanità sarà disposto il Registro Nazionale delle strutture autorizzate, degli embrioni formati e dei nati.
  • Linee guida: il Ministero della Sanità dovrà fissarle entro tre mesi dallĠentrata in vigore della legge (10/3/2004)ed esse saranno riviste ogni tre anni.

Cosa non si può fare

  • Fecondazione eterologa: è vietata e punita. Se si ricorre ad essa nonostante il divieto, il coniuge o convivente non può disconoscere la paternità, il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato, la madre non può dichiarare la volontà di non essere nominata, il figlio è legittimo o riconosciuto.
  • Diagnosi preimpianto: è vietata. La donna deve sottoporsi allĠimpianto di tutti gli embrioni prodotti, anche se non è prevista alcuna sanzione in caso di disattesa. Unica eccezione: se lĠimpianto danneggia gravemente la salute della donna.
  • Commercializzazione di gameti ed embrioni: è vietata, pena la reclusione, così come la surrogazione di maternità.
  • Clonazione: è vietata, pena la reclusione da dieci a ventĠanni.
  • Sperimentazione sullĠembrione: è vietata, salvo che Òsi perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate, volte alla tutela della salute e allo sviluppo dellĠembrione, e qualora non siano disponibili metodologie alternativeÓ.
  • Produzione di embrioni umani per ricerca o sperimentazione: è vietata.
  • Selezione degli embrioni a scopo eugenetico e manipolazione genetica: è vietata, Òad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeuticheÓ.
  • Fecondazione di gamete umano con uno di specie diversa e produzione di ibridi o ÒchimereÓ: sono vietate.
  • Conservazione di embrioni: è vietata, a meno che il medico disponga di rimandare lĠimpianto degli embrioni nellĠutero per sopraggiunti gravi motivi di salute della donna, caso in cui ne è ammessa la crioconservazione temporanea.
  • Soppressione di embrioni: è vietata. EĠ ammessa, però, attraverso lĠaborto.

AllĠestero

Alcune differenze e analogie con la norma approvata in Italia, rispetto a quanto succede in altri Paesi.

La fecondazione eterologa, che da oggi è totalmente vietata in Italia (ricordiamo che prima lo era solo nei centri pubblici, mentre era ammessa in quelli privati), è invece possibile in Austria, Germania, Gran Bretagna, Spagna e Svezia. In Francia si può fare solo quando la procreazione assistita allĠinterno della coppia non abbia avuto successo, in Norvegia se lĠuomo è sterile o in caso dei malattie.

Un altro distinguo riguarda lĠAustralia e gli Stati Uniti, dove anche le donne single sono ammesse alla fecondazione assistita, mentre in Germania la restrizione è maggiore, escludendo anche le coppie conviventi.

Le differenze più interessanti si registrano probabilmente sul fronte della ricerca. Infatti, diversamente che da noi, in Paesi come la Gran Bretagna, la Spagna e la Svezia, la ricerca è ammessa, anche se solo sulle cellule con sviluppo inferiore a quattordici giorni, perchŽ esse non vengono considerate embrione. In Francia, poi, la ricerca è pure consentita, anche se con importanti distinguo.

Altro punto importante, infine, quello degli embrioni in giacenza, che con la nuova norma italiana non dovranno più esistere (sarà il Ministro a dover decidere la sorte di quelli che ci sono già). Invece, in Gran Bretagna, Spagna, Svezia, Australia e Stati Uniti, sono ammessi, lasciando alla coppia il diritto di decisione sulla loro destinazione. Ancor più precisa, in questo caso, la legge francese, per la quale le coppie hanno tre opzioni: distruggere lĠembrione, darlo alla ricerca o donarlo ad unĠaltra coppia sterile.

 

LĠopinione

di Franco Bomprezzi

EĠ davvero difficile commentare serenamente una legge così pasticciata e confusa come quella recentemente approvata sulla procreazione medica assistita. Il dossier, completo e articolato, che presentiamo in questo numero di DM, è un modo per consentire a ciascuno di formarsi unĠopinione meno urlata, meno ideologica, meno stupida. Ma resta lĠamarezza.

A mio parere, questo Parlamento, nel clima confuso e rissoso, con lĠattenzione rivolta costantemente a problemi di ben altro tipo e livello, non è in grado di legiferare correttamente in tema di diritti, di etica, di coscienza. Il dibattito attorno alla legge ha risentito subito di uno scontro di tutti contro tutti, deviando immediatamente lĠattenzione dai pochi ma forse risolvibili nodi normativi, verso uno scontro Òalla BraveheartÓ.

Cattolici contro laici? Non è così semplice, anche se appare evidente che la Chiesa Cattolica, attraverso i propri strumenti di pressione (legittimi e palesi), ha trovato molti spazi liberi per arrivare al risultato finale di far passare comunque la difesa della vita per così dire Òa oltranzaÓ. Ne esce male, malissimo, il mondo della grande medicina e della ricerca, incapace di dire parole chiare, di esprimersi con orgoglio e determinazione a tutela del codice deontologico, una vera barriera preventiva contro le distorsioni commerciali dei diversi metodi di fecondazione assistita. Nessuno forse era in grado di esprimere in piena indipendenza, senza correre il rischio di subire pesanti conseguenze nel proprio lavoro, una voce autorevole e ÒterzaÓ rispetto alle fazioni.

Ma soprattutto, ancora una volta, è mancata la voce delle persone direttamente interessate al tema della ricerca genetica. Aver definitivamente impedito la ricerca sulle staminali non ricavate da cellule adulte è più che un errore, è uno schiaffo in faccia alla speranza che sia lĠItalia a dire una parola nuova e importante in un filone di ricerca per il quale molto probabilmente, anche grazie al lavoro di questi ultimi anni, il nostro Paese sarebbe in grado di esprimersi al massimo livello di competitività internazionale. ÒNiente su di noi senza di noiÓ: mai come in questo caso, almeno per lĠaspetto della ricerca genetica, sarebbe stato corretto e doveroso tenere conto del punto di vista delle associazioni di malattie genetiche e delle persone con disabilità. Anche perchŽ da questo mondo non sarebbe certo venuta lĠapologia dellĠeugenetica, anzi. Siamo tutti fermamente convinti che una vita, anche se contraddistinta da una forte anomalia genetica, può e deve essere rispettata e vissuta con pari dignità. Ciò non significa però azzoppare la ricerca che deve e può battersi per curare, per guarire, per prevenire. Il buon senso, lĠonestà intellettuale, il confronto, la verifica, gli aggiustamenti nel tempo, forse eviteranno che questa legge faccia troppi danni. Forse effettivamente essa non funzionerà mai. Ma non è giusto augurarsi che il Parlamento abbia lavorato per niente.

 

Parla il medico

Intervista a Carlo Flamigni

PerchŽ si è arrivati alla legge sulla procreazione medica assistita proprio in questo momento storico?

CĠè stata certamente una forte pressione del magistero cattolico che, pur di dar rilievo alla difesa della vita nascente, ha rinunciato al principio fondamentale di inscindibilità tra vita sessuale e vita riproduttiva. Il risultato è una legge che, al di là del ritorno al passato e della disattenzione ai problemi della genetica, ha il gravissimo difetto di essere ambigua. LĠarticolo 6, ad esempio, scritto per tutelare la vita nascente, stabilisce una vera e propria crudeltà, costringendo cioè la donna a impiantarsi lĠembrione prodotto anche se anormale. Ma ecco lĠambiguità: non cĠè sanzione per la donna che abbandona lĠembrione al medico.

Quindi lĠunica punizione prevista è quella per il medico...

Sì, ma se la donna Òse ne vaÓ, la legge non può punire nemmeno il medico perchŽ si delinea un caso di forza maggiore. Questo dimostra che siamo in presenza di una Òfinta normaÓ, voluta per stabilire il principio della difesa della vita nascente, senza poi tutelarlo con convinzione. Se è vietato il congelamento degli embrioni per difendere la vita nascente, perchŽ non si è vietato esplicitamente anche il congelamento degli zigoti, cellule uovo non divise e anchĠesse quindi vita nascente?

Ma si potranno fare analisi genetiche sullo zigote?

Nella legge non compare mai la parola zigote: è un varco lasciato aperto e spetterà al Ministro decidere se colmarlo o meno. In ogni caso si tratterebbe di analisi parziali sui globuli polari nel momento dellĠespulsione, non proprio sulle cellule embrionali. Ma sarebbe già qualcosa.

Cosa pensa della scuola di pensiero secondo la quale lo Stato non può ÒentrareÓ nelle questioni etiche individuali?

EĠ la mia convinzione maggiore. LĠItalia è uno Stato laico e cioè non confessionale, che media tra tutte le ideologie, religioni e confessioni, in modo che nessuna venga privilegiata nŽ punita. Con questa legge accade un fatto incredibile per un laico: i princìpi della morale cattolica diventano norme dello Stato, così come per i musulmani cĠè coincidenza tra Corano e legge.

La norma vieta la sperimentazione sugli embrioni, ammettendola però quando si perseguano Òfinalità esclusivamente terapeutiche e diagnosticheÓ. Si tratta di unĠapertura?

EĠ unĠeccezione priva di significato, oggi, finchŽ non saranno attuabili gli interventi di terapia genica ancora inesistenti. La terapia genica prevede infatti la diagnosi di una malattia genetica dovuta a una mutazione e sostituisce il gene mutato con un gene normale.

Vale lo stesso discorso anche per la selezione di embrioni o gameti a scopo eugenetico e per gli interventi di manipolazione genetica, vietati dalla legge, ad eccezione di quelli Òaventi finalità diagnostiche e terapeuticheÓ?

Siamo sempre nella fantascienza. CĠè invece un altro divieto più crudele: non si possono scegliere i gameti - spermatozoi soprattutto - che portano la x o la y, anche se alcune malattie genetiche a trasmissione con la x puniscono solo i maschi e la possibilità di scegliere lo spermatozoo permetterebbe di evitare la nascita di figli malati.

EĠ consentita invece la crioconservazione dei gameti maschile e femminile: a scopo di ricerca?

Certo che no. Ad essa può ricorrere soltanto chi deve affrontare un trattamento che lo priverà della fertilità e vuole avere un figlio successivamente.

Sarà sempre possibile la diagnosi prenatale a gravidanza avviata?

La diagnosi prenatale non viene toccata, a meno che la nuova norma, per le affermazioni sulla tutela della vita nascente, non venga portata alla Corte Costituzionale per chiedere se è compatibile con la Legge 194 sullĠaborto. Per adesso ci sono assicurazioni che ciò non verrà fatto, ma se la 194 verrà minacciata, potrebbe diventare percorribile la via della consultazione popolare, per la quale invece ora sarebbe difficile raggiungere il quorum.

E la diagnosi preimpianto?

EĠ vietata. Qui la norma è molto precisa, ammettendola solo a scopo diagnostico ÒeÓ terapeutico. QuellĠÒeÓ è vincolante: come infatti già si accennava, la ricerca di unĠanomalia genetica nelle condizioni attuali non ha nessuno scopo terapeutico, quindi non è possibile ragionarci.

Dal momento che si vieta la riduzione embrionale di gravidanze plurime, è reale la previsione di un aumento esponenziale delle nascite di persone con malattie genetiche?

Non credo, anche se questo tema dovrebbe essere affrontato con maggiore piglio perchŽ non è che le diagnosi prenatali abbiano portato a una riduzione molto significativa di bambini nati ad esempio con sindrome di Down. Credo infatti siano diminuiti del 25, massimo 30%. Quando saranno possibili indagini meno invasive, immagino che si allargherà molto il campo delle indagini prenatali. Ricordo come a Modena il professor Forabosco abbia trovato ad esempio frammenti di DNA del cromosoma y del feto nel sangue materno alla quinta settimana di gestazione. Il problema, però, rimane sempre lo stesso: bisogna ricorrere allĠaborto, una ferita per la coscienza di molte donne.

Quindi la gravidanza plurima di per sŽ non comporta un maggior pericolo di nascite anormali?

Certo che lo comporta. Però le gravidanze plurime possono essere sottoposte a indagini prenatali e molte coppie, sapendo che di due gemelli uno è gravemente malconformato, sceglieranno di interrompere la gravidanza e di eliminare anche lĠaltro bambino: è quanto emerge da unĠindagine statistica.

Il divieto di sperimentare sullĠembrione chiude una strada importante?

Chiude tutta la strada della ricerca sulle cellule staminali. Non ci resta che aspettare i risultati che si raggiungeranno allĠestero e metterci in fila: perchŽ gli embrioni congelati, anche se abbandonati, da noi sono diventati letteralmente intoccabili.

Che cosa si intende affermando che il medico può non procedere Òper motivi di ordine medico e sanitarioÓ?

Ci si riferisce ai casi in cui egli ritenga che la gravidanza danneggi la salute, ovvero se la donna è cardiopatica, ha la tubercolosi o una malattia infettiva trasmissibile al bambino.

E se è portatrice di una malattia genetica?

Faccio fatica a immaginarlo. Le donne portatrici di malattie genetiche non sono necessariamente sterili, elemento necessario per accedere alla fecondazione assistita.

Che contenuti avranno le linee guida e come mai si è stabilito un margine di aggiornamento di tre anni in una materia così fluida?

Certo, bisognerebbe porre un limite molto più breve, però mi rendo conto che sarà già difficile avere entro tre mesi le prime linee guida delineate dal Ministro. I quesiti a cui dovrà rispondere sono molti. Ad esempio, una donna incinta per fecondazione assistita è privata del diritto di non essere nominata al momento del parto: ma come si fa a riconoscerla? Attraverso un elenco nominale da spedire a tutti gli ospedali in tempo reale? Come si deve poi comportare il medico di fronte a una donna che voglia solo due dei tre embrioni prodotti? Ed è possibile congelare e fare ricerca sugli zigoti?

A quale scopo la legge chiede alle strutture che conservano embrioni di fornirne al Ministero lĠindicazione numerica, oltre che quella nominativa di coloro che avevano fatto ricorso alle tecniche di fecondazione assistita?

Le persone verranno invitate dal Ministero a riprendere i loro embrioni entro un termine prestabilito, dopo il quale saranno considerate rinunciatarie. A quel punto, gli embrioni residuali potrebbero essere donati a volontari che vogliano un figlio e non possano averlo altrimenti.

Ma sarebbe un caso di fecondazione eterologa!

Certo, la nuova legge vieta lĠeterologa, ma alla fine prevarrà senzĠaltro il principio cattolico della salvaguardia della vita nascente. EĠ una previsione già contenuta nella legge precedente e ora il Ministro dovrà decidere se riapplicarla.

 

La voce di chi è a favore

Intervista a Patrizia Toia

PerchŽ ha votato a favore della legge sulla procreazione medica assistita?

Era necessario intervenire, dopo anni di assenza legislativa, per gestire una situazione senza controllo, senza garanzie per la tutela della salute e regole per la gestione dei centri specializzati. Ho votato la legge ÒpossibileÓ in questo momento, norma della quale condivido il principio della tutela dellĠembrione e la volontà, espressa allĠarticolo 1, di prendere in considerazione tutti i soggetti coinvolti, la coppia, ma anche il figlio nascituro. LĠobiettivo dellĠintervento medico, infatti, è di dare vita a un essere che non è proprietà o prolungamento della coppia, ma potenzialmente una persona a sŽ, che avrà i suoi diritti e la sua personalità. Ciò non significa che io non abbia delle perplessità su alcuni punti, ma gli aspetti positivi hanno prevalso. Un intervento, insomma, era comunque necessario.

Quali sono le sue perplessità?

LĠobbligo di impiantare tutti e tre gli embrioni prodotti ha fatto discutere molto e capisco che tale regola possa sembrare unĠingerenza rispetto allĠautonomia medica e alla deontologia professionale. Era necessario però inserire questa precisazione per definire e far rispettare il criterio per cui nessun embrione può essere prodotto e poi non impiantato.

PerchŽ la legge, pur obbligando la donna allĠimpianto dei tre embrioni, non prevede poi sanzioni a suo carico in caso di mancato rispetto?

Qui lĠintento del Legislatore è quello di orientare e non di punire. LĠassenza di una norma sanzionatoria a me non dispiace: siamo infatti in un campo delicato, dove il problema non è punire chi sbaglia, ma orientare verso atteggiamenti rispettosi della coppia e dellĠembrione.

A qualcuno il fatto che la donna non possa ritirare il proprio consenso allĠimpianto a fecondazione avvenuta sembra una grave lesione al principio di libera determinazione della volontà sul proprio corpo...

Da un lato trovo giusto che ci sia una responsabilizzazione della coppia e della donna, perchŽ decidere un intervento medicalmente assistito non è certo cosa di poco conto. La donna può cambiare idea durante tutto il percorso preparatorio, ma il giorno in cui avviene in vitro la fecondazione dellĠovulo si produce un embrione e, senza entrare nel merito di quando comincia una vita, è chiaro a tutti che la fecondazione dà inizio a un progetto di vita. Inoltre, tra fecondazione e impianto passano solo pochi giorni.

DallĠaltro lato, mi lascia perplessa lĠidea che, di fronte a un caso anomalo, sia comunque obbligatorio lĠimpianto. La nuova legge inizialmente non chiariva la questione e qualcuno, interpretandola, riteneva che ci si trovasse di fronte ad un caso di trattamento sanitario obbligatorio. Per questo, con un ordine del giorno, abbiamo chiesto di chiarire che nel caso particolare ci potrà essere un congelamento provvisorio dellĠembrione. Fermo restando che la legge mantiene la sua forza nellĠaffermare che non è possibile ritirare il consenso.

E se lĠembrione che si forma è un embrione malato?

Beh, la legge vieta lĠanalisi preimpianto e con questo sono abbastanza dĠaccordo. LĠanalisi preimpianto non consente infatti di accertare tutte le malattie ed è una diagnosi invasiva, con altissima incidenza nel distruggere le cellule fragili dellĠembrione. E siccome lĠembrione è progetto di vita da tutelare, lĠanalisi preimpianto è vietata. Potevamo ammetterla solo nei casi di malattie trasmissibili, ma così si sarebbe aperto un pericoloso spiraglio allĠeugenetica. Capisco la contraddizione con la legge sullĠaborto, però bisogna prendere atto che il Parlamento si è trovato dĠaccordo su queste affermazioni.
Quindi, se è vietato questo tipo di analisi, come si può sapere se si impiantano embrioni sicuramente malati?

A proposito delle contraddizioni tra questa legge e quella sullĠaborto, come commenta la frase di Maurizio Ronconi (UDC): ÒAdesso è il momento di rivedere la Legge 194 sullĠaborto. Con la legge sulla fecondazione assistita è come se culturalmente lĠavessimo già modificata, spostando indietro il momento della nascita della personaÓ?

Mi sembrano strumentalizzazioni politiche. Marco Follini, presidente del CCD, ha dichiarato esplicitamente che lo scopo di questa legge non è attaccare la 194: il Paese si dividerebbe drammaticamente. A suo tempo avevo partecipato alla campagna referendaria per lĠabrogazione della legge sullĠaborto, ma mi sono resa conto che non è un desiderio condiviso dalla maggioranza dei cittadini. Certo, è probabile che la nuova normativa apra un discorso critico sulla 194, nata peraltro come intervento di prevenzione dellĠaborto, consentendolo solo come estremo rimedio: non sarebbe male ottenerne unĠapplicazione più restrittiva.

Per molti, sulla scelta legislativa italiana basata sulla tutela del diritto alla vita dellĠembrione, peserebbe lĠopinione della Chiesa Cattolica. Come rappresentante di uno Stato laico e in quanto persona cattolica, che ne pensa?

La convinzione di fede cĠentra, tantĠè che i cattolici hanno votato compattamente, ma le nostre convinzioni sono anche laiche. Laica, ad esempio, è lĠammissione della fecondazione omologa, visto che la Chiesa Cattolica è contraria ad ogni forma di procreazione fuori dal concepimento naturale. Abbiamo scelto poi di ascoltare voci come quella del Comitato di Bioetica Nazionale, per il quale, mancando unĠinterpretazione scientifica univoca sullĠinizio della vita, è opportuno mantenere un atteggiamento di cautela nei confronti dellĠembrione.

Escludere la fecondazione eterologa è stata una decisione sofferta, perchŽ capiamo che comporterà un sacrificio per molti. Ma non si può chiedere al Legislatore di essere indifferente e privo di valori propri: se lĠavessimo approvata, avremmo impedito ai nascituri di sapere da chi sono nati. EĠ giusto che il Legislatore si prenda queste libertà? Inoltre, nella coppia con figlio nato da fecondazione eterologa, si crea un disequilibrio tra la madre - madre biologica e affettiva - e il padre, che è solo padre affettivo: cĠè il rischio, confermato da alcuni casi, che tale disequilibrio si ripercuota nei rapporti dei genitori con il figlio.

A proposito della sua convinzione per cui lĠembrione va tutelato in quanto vita, che cosa auspica in merito agli embrioni già prodotti e a quelli che avanzeranno in casi particolari?

Si tratta di un grande problema ancora senza soluzione, che meriterà una riflessione approfondita, per capirne fino in fondo tutte le implicazioni etiche.

 

La voce di chi è contro

Intervista a Franca Bimbi

PerchŽ ha votato contro la legge sulla procreazione medica assistita?

PerchŽ essa non risponde allĠobiettivo che si prefissava di limitare la ÒmalpraticaÓ della medicina, creando invece un vero e proprio vulnus costituzionale, imponendosi cioè, da Stato autoritario, sulle scelte stesse del medico. La precauzione serve nel regolare interventi sperimentali privi di risultati consolidati, come la terapia genica, ma nel caso della fecondazione assistita ci sono trentĠanni di sperimentazione e almeno venti in Italia di pratica. Questa legge crea quindi un vulnus non tanto alla laicità dello Stato quanto allĠautonomia della medicina riconosciuta dal giuramento di Ippocrate.

Su un altro versante, va anche osservato che la nuova norma mette sullo stesso piano i diritti della madre e quelli dellĠovulo fecondato. In altre parole, la Costituzione già contiene principi di tutela sia per la salute della donna gravida che per quella del concepito, ma non fino al punto da imporre interventi sul corpo della madre senza la libera volontà di questĠultima. Ora invece viene separata la tutela dellĠembrione dalla volontà della donna, imponendo a questĠultima delle scelte.

Un ovulo fecondato non è persona: semmai è un individuo biologico, ma è difficile affermare che abbia anche Òvita personaleÓ: le uniche ricerche che rilevano indizi di sofferenza dellĠembrione - condotte da ricercatori antiabortisti - la riconoscono solo dalla quattordicesima settimana, ovvero due settimane oltre il termine fissato dalla legge sullĠaborto.

Questa legge è ispirata al principio del diritto alla vita. Quali sarebbero invece per lei dei reali interventi di tutela della vita?

Innanzitutto la predisposizione di un registro degli interventi e degli embrioni surgelati, ciò che effettivamente è contemplato da questa legge, senza che però vengano forniti i relativi strumenti di controllo. Per questo si sarebbe dovuto recepire un codice deontologico elaborato dalle associazioni scientifiche da considerare stringente.

Inoltre, non avrei disposto i limiti previsti nŽ sulla crioconservazione nŽ sul tipo di utilizzo degli embrioni preimpianto, rimettendomi ai codici deontologici delle associazioni scientifiche, da rivedere nel tempo. Non avrei infine interdetto le analisi genetiche preimpianto e, rispetto a malattie trasmissibili per via genetica, avrei lasciato la donna e la coppia liberi sulla scelta dellĠimpianto dellĠembrione. Esattamente in analogia con la legislazione sullĠaborto.

Al di là della nuova norma, ritiene che sia lecito sperimentare sullĠembrione?

Sì. E del resto lĠItalia ha sottoscritto la Convenzione Europea di Oviedo che da una parte riconosce la dignità dellĠembrione dal momento del concepimento, dallĠaltra è aperta alla sperimentazione terapeutica sullo stesso. Come cittadina e come legislatore, mi fido che sia possibile una strada di buonsenso, se legata a linee guida precise di registro degli embrioni, controllo delle sperimentazioni e valutazione delle ricerche sulla base delle valutazioni internazionali degli studiosi.

Per altro la nuova legge sembra temere che - ammettendo la ricerca sullĠembrione - la clonazione da una parte e la commercializzazione dallĠaltra ne sarebbero probabili conseguenze. Che ne pensa?

LĠovulo fecondato fuori dallĠutero materno è oggetto di grande interesse (anche economico) da parte della ricerca farmacologica e biochimica, con tanti rischi connessi e non bloccati dallĠattuale legislazione. Nonostante in Italia e in altri Paesi la sperimentazione sullĠembrione sia vietata, sarà impossibile fermarla nel mondo e difficilmente i risultati ottenuti non verranno utilizzati dalle multinazionali della ricerca farmacologica e genetica. Gli Stati Uniti lĠhanno vietata nelle strutture pubbliche, ma lĠUniversità di Stanford ha dichiarato che continuerà privatamente le proprie ricerche. Sarebbe meglio allora spingere i ricercatori a livello internazionale ad adottare codici deontologici stringenti cui ricollegare sanzioni penali nel pubblico e nel privato.

Crede che per come è stata strutturata la legge ci sarà il rischio di un aumento della nascita di persone affette da malattie genetiche?

Nulla vieta di fare delle diagnosi ad una donna incinta rispetto al rischio di malattie genetiche e nulla le vieta di decidere se accettare o no la gravidanza. Non credo quindi che di per sŽ ci sarà un maggior rischio di nascite di persone portatrici di handicap, perchŽ non cambierà la propensione delle madri e delle coppie a scegliere se accettarle o meno. Ma non bisogna dare per scontato che tutte vogliano lĠaborto: ciò mi preoccuperebbe sia sul piano dellĠetica individuale che della morale sociale. Dobbiamo capire che per un genitore portatore di una malattia genetica, la fecondazione in vitro sarebbe un modo di affrontare la scelta con meno angoscia.

Una precisazione sulla fecondazione eterologa, in riferimento al settore pubblico e a quello privato. Come cambia oggi la situazione?

Fino ad oggi vigeva una circolare del ministro Degan che, per contemperare interessi medici e ideologia politica, vietava la fecondazione eterologa nei centri pubblici. Ne erano nati di conseguenza numerosi centri privati, sui quali non cĠè stato un controllo istituzionale. Ora, con la nuova legge, la fecondazione eterologa viene vietata sia nel settore pubblico che in quello privato.

In tutti i casi?

Dipenderà dal tipo di controlli attivati e comunque rimarrà aperta la possibilità di andare allĠestero. Una coppia, il cui figlio rischia di nascere miodistrofico per trasmissione paterna, può andare in Svizzera e fare la fecondazione eterologa. EĠ davvero immorale questo? Giro la domanda al dibattito interno alla vostra associazione.

Cosa accadrà agli embrioni surgelati che non verranno impiantati?

EĠ una situazione complicata. Si dovrà decidere infatti a chi appartengono questi embrioni: non solo non ne parla la legge, ma neanche la medicina. Nessuno ha stabilito che, se una donna richiede la fecondazione per avere una gravidanza, lĠembrione sia personalmente suo. E io attribuirei alla donna che intende diventare madre anche gli embrioni frutto di dono di sperma e di ovocita, visto che lei ne ha fatto richiesta per la sua gravidanza. Se avessimo scritto nella legge: Òè madre colei che conduce la gestazione e partorisceÓ, avremmo ad esempio vietato la pratica dellĠutero in affitto e limitato una delle ricerche più preoccupanti, quella cioè dellĠutero artificiale, che invece procede. Se avessimo questa attribuzione, potremmo poi chiedere alle coppie il permesso di donare ad altre donne lĠovulo o lĠembrione che non usano. E se la legge considera lĠembrione un soggetto, pur di preservarlo, si finirà per ammettere la fecondazione eterologa come male minore.

Appoggerà unĠeventuale proposta referendaria?

No, non firmerò per il referendum, strumento che non amo, salvo che in situazioni eccezionali. Qui i punti interrogativi sono molti e vorrei evitare il rischio di una strumentalizzazione politica. In più temo che chi lo proponesse lo perderebbe, ciò che potrebbe aprire la via ad una ÒlegginaÓ di revisione della Legge 194 sullĠaborto. A quel punto sì che sosterrei un referendum per mantenerla.

E tuttavia credo che nei fatti questa norma si sgretolerà da sola perchŽ è inapplicabile da molti punti di vista: vieta infatti la conservazione dellĠembrione, ma permette di surgelarlo per problemi di salute della donna. Vieta la fecondazione eterologa, ma presto si ricorrerà in tribunale affinchŽ, piuttosto che distruggere lĠembrione, si dia la possibilità di donarlo a volontarie. Restano dei varchi perfino alla fecondazione da parte di una donna sola.

 

Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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