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La miotonia di Thomsena cura della Redazione Scientifica di DM La miotonia di Thomsen è una forma di miotonia congenita (l'altra principale è quella di Becker), che si manifesta con una difficoltà alla decontrazione muscolare, in relazione con uno stato di ipereccitabilità della membrana della fibrocellula muscolare. Essa è stata descritta per la prima volta nel 1876 e la sua trasmissione è autosomica dominante: è sufficiente cioè che il gene malato sia presente in un solo esemplare perché la malattia si manifesti. Un soggetto malato nasce da un genitore malato (padre o madre) e ha il 50% di probabilità di trasmettere la malattia a ognuno dei figli, maschio o femmina, a seconda che trasmetta il cromosoma portatore del gene malato o quello portatore del gene sano. Sia la miotonia di Thomsen che quella di Becker sono malattie cosiddette "dei canali del cloro" e per spiegare questo, è necessario dire qualcosa di più su tali meccanismi. La membrana di una cellula è attraversata da canali che permettono il passaggio di particelle cariche elettronicamente, gli ioni. Il passaggio di ioni (sodio, potassio, calcio e cloro) attraverso questi canali specifici, modificando le cariche elettroniche da una parte all'altra della membrana muscolare, consente il fenomeno di contrazione e rilassamento muscolare. L'entrata del sodio nella cellula dà il segnale che innesca la contrazione del muscolo. L'avvio e il mantenimento del rilassamento muscolare sono invece assicurati dal movimento degli ioni potassio e cloro. Un muscolo miotonico è definito ipereccitabile e gli scambi di ioni cloro e potassio sono anormali. Lo studio genetico di famiglie colpite da miotonia di Becker e di Thomsen ha permesso di localizzare il gene in questione sul braccio lungo del cromosoma 7 (7q35) e lo stesso gene, denominato CLC-1, codifica un canale muscolare del cloro. Fra il 1993 e il 1994 sono state scoperte tre mutazioni genetiche in famiglie colpite da malattia di Thomsen. Queste mutazioni sono responsabili della sostituzione di un aminoacido con un altro all'interno della proteina che costituisce il canale del cloro. La modificazione della struttura di un aminoacido è sufficiente ad alterare il corretto funzionamento del canale muscolare del cloro, alterando il passaggio degli ioni cloro attraverso di esso. La quantità di cloro che circola è cinque volte inferiore ai valori normali, mentre rimane invariata la quantità di potassio che esce dalle fibre muscolari. Tale disequilibrio ionico sarebbe proprio all'origine della miotonia. Le mutazioni individuate nella miotonia di Thomsen non sono le stesse che sono state osservate nella miotonia di Becker e ciò spiega le differenze tra le due malattie. Non si è però ancora scoperto perché, nello stesso gene, certe mutazioni siano responsabili della miotonia di Becker e si trasmettano in modo recessivo, mentre altre sono responsabili della miotonia di Thomsen e si trasmettono in modo dominante. Questo fino ad oggi. Recentemente (all'inizio del 2003), una ricerca finanziata da Telethon (vedi anche DM 149/150, Porte chiuse al passaggio del cloro, www.uildm.org/dm/150/ricerca/142thnew1.htm) ha consentito di localizzare la cosiddetta "maniglia" che chiude la porta al cloruro, ione essenziale per mantenere l'equilibrio salino di molte cellule e per garantire la normale attività elettrica delle cellule nervose e muscolari. Proprio il gene CLC-1 della miotonia - e la proteina-canale prodotta - sono stati l'oggetto di questo studio, condotto a Genova e ad Amburgo. Il lavoro continuerà ora con lo studio del funzionamento dei canali ionici sulle cellule del muscolo scheletrico e cardiaco, dal momento che l'individuazione della "maniglia" sulla porta del cloro rappresenta un primissimo passo verso la possibilità di sviluppare farmaci che interagiscano specificamente con canali di questo tipo, diminuendone il flusso, quando questo sia nocivo per la cellula.
Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |