DM 151 Aprile 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

A Trento e dintorni

di Gianfranco Bastianello

L'idea iniziale era quella di fare il periplo del Lago di Garda, ma visti i prezzi, abbiamo pensato bene di allestire la nostra base in una zona più economica, scegliendo così il Lago di Caldonazzo, non lontano da Trento. Cercavamo un albergo non eccessivamente costoso e soprattutto accessibile. E così, navigando in Internet, ci siamo imbattuti nell'hotel Aquila D'Oro, un due stelle che successivamente, alla prova dei fatti, credo ne meriterebbe senz'altro una in più. Dopo esserci accertati della sua accessibilità e del prezzo (25 euro a persona, con prima colazione), abbiamo deciso di partire.

L'Aquila D'Oro (www.aquiladoro.it) si trova proprio al centro della graziosa cittadina di Caldonazzo e ha un parcheggio privato che consente l'accesso alla hall grazie ad uno scivolo. L'ascensore è spazioso e a norma, mentre i bagni delle stanze sono piccoli, ma per chi abbia problemi di mobilità o sia in carrozzina, c'è la possibilità di usufruire di un bagno a norma (spazioso, con maniglioni ecc.) sul piano vicino alla stanza. Le camere, infine, consentono ampio spazio di manovra alla carrozzina. L'albergo è gestito dallo chef Carlo e dalla moglie Ida, connubio friulano-abruzzese che fa dell'ospite "un vero re": cucina sublime e curata, senza dimenticare le grappe di fine pasto, delle quali Carlo è un appassionato cultore.

In quei torridi giorni dell'estate 2003, la prima escursione l'abbiamo dedicata agli altipiani di Luserna, con una partenza "immersa" tra gli alberi di meli in piena produzione e raccolta. Fra boschi fitti di abeti, la nostra povera Renault Scenic si inoltrava fra sentieri ripidi, ma comunque curati e asfaltati, che permettevano di scendere tranquillamente e di fare delle piccole passeggiate in mezzo al silenzio e ai fiori di alta quota. Alla fine siamo arrivati al termine della strada asfaltata, alla malga Camporosa, a poco più di duemila metri di quota, ove dal vasto piazzale asfaltato c'è un panorama da togliere il respiro, coronato dalle vette innevate dei ghiacciai. E nonostante ciò, c'erano ben 23 gradi! Cinque i gradini per salire nella malga, ma, se si accetta di farsi portar su con la carrozzina, la disponibilità dei gestori è immensa oppure ci si può sistemare nel piazzale, su una delle belle tavolate in legno e farsi servire lì.

Seconda gita dedicata ad alcuni laghi (in quella zona ve ne sono a decine). Anche qui sentieri attrezzati, boschi infiniti e gente disponibile. Il periplo del lago di Serraia a Baselga di Pinè non presenta difficoltà e permette, vista la sua posizione, di scoprire i vari tipi di vegetazione tra le zone esposte al sole e quelle umide. In quell'occasione, pranzo all'agriturismo La Vecchia Quercia (www.agriturvecchiaquercia.it), struttura completamente accessibile, che dispone anche di stanze, una delle quali attrezzata per disabili.

Il giorno successivo ci siamo arrampicati sull'altipiano di Lavarone, incontrando - strada facendo - due cimiteri di caduti austro-ungarici, con le croci in bronzo che ricordano i capitelli montani. Si tratta di luoghi sacri perfettamente curati dagli alpini, vicino ai quali è bello soffermarsi qualche istante in un silenzio che sa di storia e di dolore, in mezzo a una natura senz'altro rispettata. In inverno l'altipiano è mèta degli appassionati di sci di fondo, mentre d'estate è un immenso pascolo d'altura, dove i profumi del fieno si mescolano ai campanacci delle mucche e ai relativi "profumati" ricordi. Da non perdere la visita al Forte Belvedere, a poco più di mille metri (www.magicoveneto.it), costruito per la prima guerra mondiale. Grazie a dei fondi europei, esso è stato sistemato egregiamente ed ora ospita il museo della Grande Guerra, con i suoi numerosi cimeli e in continuo aggiornamento.

Anche qui il panorama è di straordinario fascino e oltretutto completamente accessibile. Chi è munito del tagliando arancione, ad esempio, può salire direttamente fino al forte e la squisita guida che ci ha illustrato i vari piani della struttura, quando all'uscita abbiamo chiesto di pagare, ci ha risposto: "Scherzate? Voi con il `panzer' non pagate!".

Nel ritorno verso Caldonazzo, abbiamo affrontato la vecchia statale provinciale 349 che un tempo portava a Lavarone. E' una strada strettissima e piena di curve, che viene chiusa al tramonto, ma che consente di gustare un paesaggio mozzafiato, con la distesa dei laghi della Valle del Brenta in una sequenza unica. Ci sono anche delle piazzole di sosta a perpendicolo sul burrone, per gustare meglio il panorama.

Ed è arrivato a quel punto il giorno della visita a Trento, con l'intenzione di accedere al Castello del Buon Consiglio, di fronte al quale vi è una bella gradinata tipica di questi manieri. Dopo una prima perlustrazione, mia moglie torna col sorriso sulle labbra, per comunicare due notizie, una bella e una brutta: la bella è che i carrozzati non pagano, la brutta è che non ci sono entrate accessibili... A molti è già noto come la penso su questo: fatemi pagare ma che sia accessibile! E così abbiamo girato la macchina, puntando sul Monte Bondone, dove a mano a mano che si sale, si gode del mutare della vegetazione. Ci siamo fermati proprio in cima, in uno dei pochi alberghi aperti d'estate, a goderci il paesaggio e a farci uno spuntino con salumi locali e formaggio di malga. Al ritorno puntata a Pergine Valsugana, fino al castello omonimo, sede di mostre, purtroppo anch'esso inaccessibile. Alla sera, sempre a Pergine, cena al Volt, locale accessibile, dalla cucina superba.

L'ultimo giorno di vacanza l'abbiamo passato a gironzolare nella zona del porfido, per cercare di scoprire come vengono sventrate le montagne per crearne delle altre con i detriti, per raccogliere quello che qui chiamano "l'oro del Trentino". In questo territorio svettano le Piramidi di Segonzano, misteriosi pinnacoli creati dalla natura nella sua continua disgregazione. La loro visione è possibile direttamente dalla strada in apposite piazzole.

Alla fine, rispetto ai progetti iniziali, del Lago di Garda nemmeno l'ombra! Ci siamo riempiti invece gli occhi di questi panorami; il cuore nello scoprire l'esistenza di persone sensibili, cordiali e gentili, oltre che la straordinaria accessibilità locale; le narici del profumo delle mele, dei boschi e dei fiori; lo stomaco dei pranzi a base di manicaretti, formaggi, frutta e dolci che ci facevano alzare da tavola completamente sazi, pagando prezzi che per noi - abituati a quelli di Venezia - sono senz'altro irrisori.

 

Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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