DM 151 Aprile 2004 Sociale Ricerca Opinioni Vita UILDM TeleThon Rubriche Miscellanea

 

E' malata: se ne vada!

di Simona Lancioni

Nel novembre scorso, in occasione della Festa della Toscana, si è tenuta a Firenze la Conferenza Regionale delle Persone con Disabilità. In quegli stessi giorni conquistava spazi sulla cronaca dei quotidiani locali la triste vicenda che ha posto sotto i riflettori la scuola materna "Pertini" di Poggio a Caiano (una cittadina alle porte di Prato), una classe di ventotto bambini di tre anni, un'insegnante colpita da sclerosi multipla e la protesta dei genitori che chiedono l'allontanamento di quest'ultima.

La sclerosi multipla è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale (il cervello e il midollo spinale), ma che pur interessando il cervello, non è certo una malattia mentale. Si tratta invece di una patologia "fantasiosa" e imprevedibile che può procurare piccoli disturbi, oppure gravi problemi, interferendo con la capacità di controllare funzioni quali la vista, la deambulazione, la parola ecc. Essa presenta un "andamento altalenante", va e viene, anche se in realtà è sempre lì perché, sino ad oggi, di sclerosi multipla non si guarisce.

La maestra che ne è colpita ha poco più di trent'anni, ha due bambini, è separata, è un'insegnante precaria (nel senso che non è di ruolo), ha un contratto annuale rinnovabile e fa parte delle categorie protette. Non vuole rinunciare al lavoro coi bambini perché questo la farebbe sentire ammalata due volte, e non può smettere di lavorare perché deve provvedere a se stessa e alla propria famiglia. I genitori, da parte loro, denunciano le difficoltà della maestra a svolgere in modo adeguato il proprio lavoro e riferiscono di episodi che avrebbero posto a rischio la sicurezza dei bambini a lei affidati. Intanto vengono coinvolti l'assessore alla Pubblica Istruzione di Poggio, la direttrice didattica e il CSA di Prato (ex Provveditorato agli Studi). La maestra si difende affermando che in realtà i problemi con i genitori sono iniziati solo dopo che lei si è confidata con le colleghe in merito alla propria malattia. Queste ultime la accusano di ingratitudine, dichiarano di essersi adoperate per aiutarla e di averle suggerito di rimanere all'interno della scuola con un incarico in ufficio...

Tra ritardi e inadempienze, la questione passa ai periti e agli ispettori del Ministero chiamati ad accertare l'idoneità dell'insegnante a svolgere il proprio ruolo e a porre fine a questa guerra dei diritti - quelli di sicurezza e di istruzione rivendicati dei genitori per i propri figli, e quelli di un'insegnante, madre e disabile, che ha bisogno di lavorare - tutti legittimi e degni di tutela.

Una vicenda gestita male che tuttavia, a prescindere dal suo epilogo, presta il fianco a qualche riflessione. Riguardo alla disabilità si fa continuo appello ad approcci di rete basati sull'assunto che vi sia una convergenza d'interessi tra i soggetti coinvolti. Non sempre è così. Spesso non è così. Il caso della scuola di Poggio a Caiano non è che uno dei tanti esempi che sarebbe possibile fare in tal senso. L'unica particolarità, a volerne trovare una, è che la persona disabile è un'insegnante e non un alunno, come accade nella maggioranza dei casi problematici rilevati in abito scolastico.

Si tratta, in sostanza, di situazioni di conflitto d'interessi in cui è abbastanza improbabile che scattino meccanismi di solidarietà nei confronti del "concorrente" più debole. Giusto per fare qualche esempio: quale genitore sarebbe disponibile a fare sconti sulla sicurezza o sull'adeguatezza dei percorsi educativi dei propri figli per venire incontro alle difficoltà, umanamente comprensibili e condivisibili, di un'insegnante con disabilità? Quale mamma, oltre a quella dell'alunno disabile, sarebbe disposta ad accettare un "rallentamento" del programma scolastico per consentire all'alunno in difficoltà di tenere il passo? Eppure si continua a ripetere che la vera integrazione passa attraverso l'azione concorde di tutti i soggetti coinvolti nell'ambiente considerato: l'alunno, i suoi genitori, i genitori degli altri alunni, gli insegnanti (di sostegno e non), il personale scolastico, il gruppo classe, gli operatori dello scuolabus, della mensa, della palestra, della piscina, dei laboratori...

L'approccio di rete non è in sé sbagliato, anzi, se opportunamente gestito, può eliminare molti degli inconvenienti riscontrabili nei sistemi che gestiscono i servizi, facendo riferimento a fornitori unici. Tali considerazioni non devono però far cadere nell'inganno di considerare la rete come un luogo ideale privo di conflitti. Al contrario è estremamente importante disporsi nell'ottica di dover gestire interessi divergenti, per evitare che i conflitti non identificati - e conseguentemente non agiti e non risolti - prendano il sopravvento e per impedire che i comuni problemi di una tranquilla, e finora sconosciuta, scuola materna si trasformino in fatti di cronaca corredati di tutti gli effetti collaterali dell'amplificazione mediatica.

La Conferenza Regionale Toscana delle Persone con Disabilità è stata molto rassicurante e promettente. Peccato che il mondo fuori sia un'altra cosa!

Riteniamo giusto segnalare ai lettori - al momento di impaginare questo numero di DM - gli sviluppi più recenti della vicenda raccontata da Simona Lancioni.

In realtà nulla di nuovo sembra essere successo, né è mutato l'atteggiamento dei genitori, nonostante vi sia stata anche un'ispezione regionale. Quel che è certo è che la maestra, in favore della quale si stanno battendo alcune associazioni e le forze sindacali, conserverà il proprio posto di lavoro perlomeno sino alla fine dell'anno scolastico, in attesa degli eventi successivi.

Non resta quindi che mantenere alta e costante l'attenzione su questo ennesimo caso di "ordinaria intolleranza".

 

Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com

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