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Nuove sfide per Telethona cura di Edvige Invernici Riprende - dopo l'interruzione dello scorso anno - il prezioso lavoro di monitoraggio, curato da Edvige Invernici, nei confronti della maratona televisiva di Telethon. Un'analisi quanto mai utile, che fa intravedere variazioni anche importanti, in un evento che talora, con superficialità, viene ritenuto sempre uguale a se stesso. "La parte seria di noi": lo ha detto Milly Carlucci rivolgendosi a Piero Angela per presentarlo ai telespettatori quale conduttore della trasmissione Geni, si nasce?, all'interno di Telethon 2003. Com'è noto, la quattordicesima edizione della maratona televisiva nata per raccogliere fondi da destinare al finanziamento dei progetti più meritevoli nel campo della ricerca scientifica di base, sulle malattie di origine genetica, è andata in onda il 12 e 13 dicembre 2003 sulle reti della RAI. Una trentina di ore all'insegna della varietà e del coinvolgimento, con spunti scientifici, umani e culturali. Spettacolo e informazione di buon livello, con qualche caduta di stile e qualche impreparazione, colte qua e là, trasversali a tutte le fasi dell'evento mediatico. Programmi e protagonisti Sono stati coinvolti esattamente sette programmi: Casa Raiuno, La vita in diretta, Sottovoce, Unomattina, Mattina in famiglia, Torno sabato... e tre e Sport 2 sera. Sono stati dedicati poi spazi mirati condotti da Milly Carlucci, spumeggiante e sempre più convinta della bontà del suo lavoro. Torno sabato... e tre, la trasmissione di Giorgio Panariello, si è rivelata come il contenitore meno generoso: una manciata di minuti spalmati in tre collegamenti. Dal canto suo, Sport 2 sera non è andato oltre la coreografia procurata dalle sciarpe con ricamo verde, rosso e blu messe sulle spalle di chiunque e la presenza, a tratti, di Milly. Ottimo invece lo spazio gestito da Piero Angela: cellule, DNA, geni, techiche di trapianto, storia della medicina e validità della ricaduta delle scoperte, illustrati con strumenti efficaci. Una lezione alla portata di tutti. Semplice e chiara. Talvolta divertente grazie ai cortometraggi di Bruno Bozzetto. Ottima anche l'idea di aprire più trasmissioni alle famiglie, invitate per raccontare la propria storia e per parlare della propria malattia, confortate dalla presenza dei medici che la stanno studiando; ai ricercatori e agli scienziati coinvolti negli studi nazionali e internazionali, per rendere noti i successi ottenuti e le difficoltà ancora da superare; infine, ai rappresentanti del Comitato Telethon di Roma, per fornire informazioni utili e trasparenti sulla mission e sulle strategie dell'organizzazione, oltre che su come vengono spesi i soldi raccolti. Ricordiamoci che nessun telespettatore segue la maratona nella sua globalità... Sicuramente soddisfatti i sostenitori, i partner storici e i benefattori imprenditoriali. Per tutti loro una serie di spazi dedicati in studio, riprese dalle piazze, assegnoni in bella vista e citazioni a tutte le ore. Anche la UILDM è stata ben servita: cinque citazioni da parte di Franco Bomprezzi, protagonista dello spazio riservato al volontariato, tre minuti per Enrico Lombardi, presidente nazionale e collegamenti esterni con Bologna (Roberto Alvisi), Rimini (Mira Battarra), Caserta (Pasquale Campanile), Udine (Barbara Litroni). Qua e là nella maratona Canzoni, danze, gag, acrobazie, musica, interviste, telefonate, mobilitazione su tutti i fronti: tutto questo è stato Telethon 2003. E anche momenti coinvolgenti. Come la maratona podistica partita contemporaneamente da Padova e da Catanzaro per raggiungere Roma dopo 1.400 chilometri percorsi, toccando 9 regioni e 142 comuni. O come i record giocati sulle piazze all'insegna dell'inventiva che caratterizza i popoli latini: dall'abbraccio corale dei bolognesi al taglio di capelli collettivo ad Altamura, dalle duecento bottiglie stappate contemporaneamente ad Asti alla corsa del gambero a Udine; fino al grande puzzle virtuale composto per riprodurre il pensiero del Sommo Pontefice. Momenti toccanti come quello dedicato alla vedova di uno dei militari caduti a Nassirya: madre di un figlio disabile, ha voluto donare il compenso che la missione aveva fruttato al marito scomparso. E poi stuoli di attori, sportivi, personaggi noti a condire ogni iniziativa. Una massa di persone a condividere un evento al servizio della ricerca scientifica e della solidarietà. Non sono mancati gli aspetti negativi. Imprecisioni nel definire i partner storici e il numero di anni relativi alla loro collaborazione. Interpretazioni scadenti da parte di taluni comici o di chi si credeva tale. Interruzioni plateali verso chi aveva la parola. Livia Azzariti a sostenere, per tutta la mattina, che Telethon doveva superare il record precedente di 25 milioni di euro, quando la somma da battere era di 23 milioni. Marzullo a sostenere la teoria berlusconiana che la TV digitale garantirà il pluralismo dell'informazione. Ma, soprattutto, una contraddizione: durante la maratona televisiva diurna è stato evidenziato in più interventi il problema della fuga di cervelli italiani verso l'estero. Sottolineato e rimarcato energicamente. Durante la notte, uno dei medici intervistati sosteneva che i ricercatori non fuggono, ma si recano all'estero per approfondire gli studi e arricchire la propria esperienza! Non sono mancate nemmeno le banalità sulla solidarietà. Le frasi retoriche o quelle dette tanto per dire. Belle, ma inadatte al contesto, come quella pronunciata da Veltroni ricordando quanto gli aveva detto un africano: "Nessuno è mai tanto povero da non poter aiutare uno più povero di lui!". O i dialoghi poco felici come quello fra Milly Carlucci e Gigi D'Alessio. Lei: "Penso alle donne che involontariamente mettono al mondo un bambino che poi avrà problemi e chiedo a Gigi di dedicare la sua canzone alle donne di Telethon". Lui: "La forza delle donne. La dedico alle donne belle come te e a quelle meno belle di te ma che, comunque, sono forti!". Una notte da ricordare E la nottata? Un salotto intelligente che merita un approfondimento successivo, quasi un articolo a sé. Studenti e giornalisti, scrittori e professionisti di varia natura a trattare argomenti interessanti, nonostante la domanda tormentosamente rivolta a tutti dal conduttore: "E' proprio la vita stessa, la vera ragione di vita?". Riflessioni e opinioni che meritano di essere evocate perché trattavano temi quali la memoria storica e i ricordi, la ricerca scientifica e le remore che suscita, la funzione della TV, la qualità dell'informazione, la proiezione verso il futuro, giovani e solidarietà, cattolicesimo e dono. Peccato le abbiano seguite solo i nottambuli! Tra gli ospiti c'era Franco Bomprezzi. Pochi interventi, ma ottimi. Un assaggio? "Dalla malattia genetica non si scende come da un film. Un'esistenza, vale comunque. La diversità suscita paura, la paura suscita pregiudizio. La vita, è un sogno...". Non disabili, ma professionisti! La qualità televisiva di Telethon è migliorata ogni anno. Finalmente il numeratore non è più il grande protagonista, si esorta a donare per la ricerca e non più per il povero malato che soffre. Sono state bandite lacrimevoli scene di pubblico accattonaggio. E tuttavia c'è ancora molto da cambiare e in particolare un ulteriore passaggio da compiere, ovvero cercare di "spendere" le persone con disabilità in funzione dei ruoli professionali che rivestono e non solo in funzione della malattia di cui sono affette. Un esempio? Un Bomprezzi giornalista, ingaggiato come conduttore, indurrebbe a connotare la carrozzina solo come strumento per spostarsi. Farebbe comprendere il significato della diversa abilità. Sarebbe un ulteriore salto di qualità. Sicuramente, poi, non avrebbe mai detto che Nanni Loy è "il padre del Grande fratello", affermazione che non si può proprio perdonare, nemmeno a Gigi Marzullo. E avrebbe tenuto testa in modo politico a certe affermazioni piuttosto di parte. Possiamo ritenere che Telethon accetterà anche questa sfida?
Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |