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A proposito di "Bella a metà"di Vanna Menegatti Del libro di Vanna Menegatti Bella a metà (Milano, Greco & Greco, 1999) si era occupato Stefano Andreoli in DM 149/150 (www.uildm.org/dm/150/rubriche/24vanna.htm). Dalla stessa autrice riceviamo ora la seguente nota, che ben volentieri pubblichiamo. Il lettore può trovare nel mio Bella a metà una fiaba, una sfida alla vita, una storia autobiografica, uno spunto per parlare della propria sessualità. Chi scrive si racconta, ma soprattutto scrive per gli altri, per comunicare qualcosa di importante; sono certa infatti che un libro al momento giusto possa aiutare a migliorare la qualità della vita, così come sono certa che altri possano essere felici come me. Mi piace scrivere. Bella a metà è stato il mio secondo libro, la mia autobiografia, ove racconto le mie storie d'amore. Parlare di una certa intimità non è semplice, ma sarebbe limitante se la lettura comunicasse solo questo. Riguardo a scrittura, forma e stile, sfortunatamente non faccio la scrittrice per professione e non oso confrontarmi con i "Grandi Scrittori"; posso solo dire di aver volutamente scritto in modo semplice e stringato per giungere a tutti e perché, senza annoiare, tutti sentano il desiderio di arrivare all'ultima pagina. Ritengo il mio libro schietto, ben lungi dal "posticcio" che si dice di ciò che è "artificiale e finto". Leggendolo per intero, appare chiaro che "non bisogna armarsi di pazienza e sopportazione per incontrare il proprio principe azzurro", al contrario, "bisogna non cedere a compromessi", non sottovalutarsi ed arrivare a vedersi come una "fuoriserie", un pezzo raro nella sua unicità che vale molto! (p. 135). La base di partenza, insomma, è quella di sapere ciò che si vuole e crederci! E' importante credere nei sogni, intesi come realizzazione dei propri desideri. Se voglio, posso tirarmi su le maniche, non piangermi addosso, accettare i miei limiti, valutare le mie qualità, migliorarmi per quanto è possibile. Questo per arrivare a piacersi, a sentirsi completi anche di fronte ad uno specchio che finalmente ci mostrerà un'immagine serena e soddisfatta di noi. Disabili o no, non si può piacere senza piacersi, né rimanere nascosti per paura di soffrire ed in questo "volere è potere"! Nella vita le difficoltà arrivano per tutti; è indiscusso che ce ne possano essere di più per chi ha una disabilità grave, ma è fondamentale volerle superare! Trovare l'Amore implica trovare "l'Altro"; è indubbio che vi sia una parte di destino o di fortuna che bisogna saper cogliere, ma molto spetta a noi, nel migliorarci, senza temere di mettersi in gioco, senza perdere la speranza. Scindere in modo netto il destino dalla nostra volontà sarebbe rendere incompleta e piatta la vita. Superato il capitolo del matrimonio, dove i miei suoceri mi definiscono "bella a metà", leggendo il libro fino in fondo ci si potrà domandare: "Qual è la metà bella di ognuno di noi?". E qui comincia la ricerca, la crescita individuale. Quello che ci fa sentire a metà non è sempre l'handicap... siamo noi! Vorrei da ultimo precisare che il retro della copertina induce in errore e parla di persona "senza gambe". E' stata una scelta editoriale, ma al di là della copertina, come ben si evince da numerosi capitoli, si può chiaramente capire che le gambe le ho... e che ci tengo! Sono nata focomelica, il che significa persona con arti malformati, piccoli, mancanti di ossa, inutilizzabili per camminare senza protesi. Certamente esistono gambe più appaganti all'occhio, ma devo dire che le mie le ho accettate, non le ho mai volute tagliare, forse a scapito di un'andatura più ciondolante, di un'estetica meno "nella norma", ma mi piacciono così! Nel mio libro, come nella vita, si possono cercare aspetti di critica in positivo o in negativo e ogni critica può divenire oggetto di una discussione che ci matura. Perché invece non trovarne uno spunto coraggioso per parlare di sessualità dei disabili, un campo dove sovente non si vuol vedere o si vede solo asessualità? In ogni caso una cosa è certa: Bella a metà, come tutti i libri, può essere sfogliato o letto. Sfogliandolo può sembrare una fiaba, ma questo vorrebbe dire leggerlo a metà e allora, sicuramente, sarebbe solo bello a metà!
Articolo tratto da DM 151 - aprile 2004. DM è un trimestrale edito dalla Direzione Nazionale dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. La Redazione di DM ha sede in: Via P.P. Vergerio, 19 - 35126 Padova, Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249 e-mail: redazionedm@eosservice.com |