di Alberto Fontana*
Ripartiamo dai fondamentali, riscopriamo l'Essenza della Comunicazione
Cari lettori di DM, in soli cinquant'anni le relazioni sociali, i processi economici, l'impiego del nostro tempo di vita sono stati investiti dall'esplosione del fenomeno della "comunicazione", il cui valore è alla portata di tutti e autorizza ciascuno di noi a pensare ad un futuro positivo e condiviso di ricchezze e di saperi. Nello stesso tempo, siamo sommersi quotidianamente da informazioni, slogan, volantini, pubblicazioni, notizie e questa gran massa di dati è spesso il riflesso di un mondo di difficoltà che tutti noi viviamo. Com'è possibile distinguere le notizie "vere" da quelle "verosimili"? Quanto l'informazione è "condizionata" dalle regole del mercato economico? Come garantire che uno strumento come Internet, che fa della "velocità" il suo punto di forza, possa informare correttamente senza superficialità?
Siamo tutti mittenti e/o destinatari di problemi intrecciati tra di loro con nodi così stretti che spesso ci troviamo di fronte a quadri di ambiguità, riflessi sulla nostra quotidianità, specie quando vissuta in situazioni psicofisiche difficili e nella speranza di prospettive e progetti per un avvenire migliore. E così, ogni giorno, assistiamo a proclami e annunci straordinari dei telegiornali e dei quotidiani sulle presunte scoperte riguardo alla cura delle malattie genetiche e poi, ovviamente, pochissimi cenni sulla quotidianità dei malati di distrofia muscolare, mai un segnale sui concreti problemi delle famiglie.
Gli antichi greci hanno spesso utilizzato il termine ousia, per indicare la vera "essenza" delle cose, indipendentemente dalle svariate e mutevoli espressioni della realtà. Il mio invito è quello di riscoprire questo valore, questa Essenza, della comunicazione: proviamo a costruire e a curare la radice di questo concetto, in modo che ne rappresenti la trama principale, consapevoli che tutto questo non sarà mai delegabile ad alcuno se non a noi e all'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare.
"Comunicazione" significa mettere in comune qualcosa, passare qualcosa da una persona all'altra e per estensione "unire in comunità"; a ben vedere è simile al significato della parola "Associazione", che denota l'unione di due o più individui allo scopo di esercitare la medesima attività. E che dire della parola "Solidarietà"? Essa indica chi è obbligato, cioè caratterizzato da un vincolo comune, dal momento che condivide con altri opinioni, propositi e idee.
Associazione, Comunicazione, Solidarietà: tre concetti che sono il cardine della nostra Unione, princìpi che rappresentano anche l'"Essenza" del nostro modo di fare informazione.
Una forte condivisione di interessi e di ideali tra la redazione di DM e le nostre sedi territoriali UILDM è una condizione fondamentale per un'informazione partecipata e viva; innalziamo nuovamente la nostra bandiera della solidarietà, con un approccio critico alle posizioni di chi ha il potere, ma anche verso coloro che stanno all'opposizione, in forza della nostra autodisciplina e di una fedeltà a noi stessi, a quello che siamo. Nel comunicare non esistono scorciatoie che durino a lungo, non ci sono azioni o scelte indifferenti: i comportamenti, gli usi e le modalità di relazione connotano la nostra vita, hanno un'importanza decisiva.
Non possiamo far altro che comunicare ciò che siamo, perché anche se abbiamo di fronte a noi le difficoltà che quotidianamente viviamo con la distrofia muscolare, dobbiamo diffondere ad ogni livello e in ogni comunità che tutti noi difenderemo in ogni modo ciò che amiamo più profondamente: la vita.
*Presidente Nazionale UILDM, eletto nel giugno 2004.