Era "un cuore a colori", quello di Mattie J.T. Stepanek, come avevamo intitolato in DM 146/147 (www.uildm.org/dm/147/rubriche/80mattie.htm), parlando delle sue poesie raccolte in edizione italiana dall'editore Sperling & Kupfer. E quell'articolo aveva suscitato tanta emozione, nei nostri lettori, in particolare nei più piccoli, al punto da stimolare e ispirare varie iniziative nelle scuole, tra le quali, ad esempio, uno splendido album di disegni realizzato dalle terze elementari della scuola "Santa Rita" di Padova, grazie all'impegno della maestra Giuliana Frabetti.
"Il suo esempio - diceva Jerry Lewis - ha aiutato la gente a stare bene con se stessa" ed è di tanta gente che si parla, poiché Mattie, sorta di piccolo "Harry Potter disabile", era da tempo diventato l'ambasciatore nel mondo dell'MDA (Muscular Dystrophy Association) americana, ospite di talk-show di successo, amico personale dell'ex presidente Jimmy Carter, autore di cinque volumi di poesie che hanno venduto milioni di copie.
Mattie è morto in giugno, a tredici anni, e a chi ne ha amato i suoi toni di volta in volta lucidi, commossi, allegri, coraggiosi e ironici, piace oggi ricordarlo proprio con alcuni suoi versi che parlano di morte: "Mi piace portare tanti orologi per due motivi. Primo, se segnano tutti ore un po' diverse, nessuno sarà mai in ritardo, o in anticipo, o puntuale. `Sono' e basta. Secondo, con addosso tutti questi orologi, mi sembra di avere `tutto il tempo del mondo!' e di non dover pensare al trascorrere del tempo o alla morte".
(Stefano Borgato)