di Enrico Lombardi
Grossetano, trentaquattrenne disabile dalla nascita per tetraparesi spastica, laureato sia in giurisprudenza che in scienze politiche (entrambe con lode), di professione avvocato (che esercita in uno studio a Grosseto, uno a Firenze e un altro in fase di apertura a Milano), da poco coniugato con la sua bellissima e normodotata Roberta, Pier Francesco Angelini è il primo docente universitario in Diritto e Sociologia della Disabilità e con Il mappamondo delle meraviglie (Casale Monferrato, Piemme, 2004), giunge al suo secondo appuntamento letterario, a distanza di quattro anni dal debutto con Il disabile nella società.
Il nuovo libro è un tributo ai sentimenti, alla passione per i viaggi e per la geopolitica internazionale, nonché il segno ulteriore che la disabilità non può pregiudicare nessun progetto: insomma un inno alla vita. Sviluppatosi viaggio dopo viaggio (da Parigi all'attraversamento del Circolo Polare Artico, dalla Mitteleuropa alle dune del Sahara a dorso di un dromedario, dai Paesi ad est dell'ex "Cortina di Ferro", per finire commosso in silenzioso omaggio alle vittime di Ground Zero a New York), Angelini confonde e coinvolge il lettore in un turbinio di emozioni per l'intreccio della sua storia d'amore con Roberta, tra aeroporti, monumenti, escursioni e richiami storici.
La sua pungente ironia, dosata nei momenti in cui tutto sembra più difficile e improbo, le puntuali osservazioni sulle condizioni dei disabili nel mondo, la spensieratezza e la voglia di provare forti emozioni, il coraggio di certe riflessioni, fanno del libro una specie di romanzo autobiografico, rivolto parimenti sia al mondo dei soggetti normodotati che non.
Indomito e non privo di umana vanità e orgoglio, l'Autore ha comunque deciso di tornare a danzare "con il naso sulla tastiera del computer" (è proprio con il naso che digita i tasti), con il precipuo fine di infondere amore e speranza, avvalendosi delle sue avventure di tre anni in giro per il mondo. Nessun diario di viaggio, quindi, ma solo riflessioni ed emozioni allo stato puro. A chi gli chiede lo scopo dell'opera risponde: "Non è possibile attendersi il superamento di barriere da parte della società, se prima non è il singolo ad essere cosciente di poter superare le barriere che ancestralmente il suo subconscio porta con sé".
Ma perché il "Mappamondo" è meraviglioso? Perché quel curioso oggetto in gomma e gonfiabile, oltre ad essere un'inaspettata panacea concreta che, grazie alla forma e alla consistenza indistruttibile, aiuta la patologia dell'Autore nei momenti in cui la sua muscolatura necessita di decontrarsi, rappresenta pure il trait-d'union con l'inizio della storia sentimentale che lo legherà a Roberta, già dedita al piacere di viaggiare e anche lei attratta da quel mappamondo che riserverà loro incredibili sorprese. E allora a perdifiato Angelini trasporta il lettore da un continente all'altro, trasudando stilettate polemiche e situazioni comiche, ma, soprattutto, tanto amore, sentimento supremo che prevale sempre, in un appassionante groviglio di emozioni, a coinvolgere un giovane professionista disabile e la sua avvenente e sicura compagna.
Insomma, la vita oltre la disabilità, in un mix tutto da scoprire pagina dopo pagina.