DM 152 SETTEMBRE 2004 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Il sorriso di Duchenne

di Gianni Minasso

 

Ma chi era e che cosa ha fatto Duchenne, personaggio ben noto a chiunque si avvicini alla UILDM? "Semplicemente" uno dei più grandi clinici dell'Ottocento.

 

Prima o poi, ahimè, chi entra in contatto con la nostra associazione sente pronunciare il nome di Duchenne de Boulogne. Ma chi era e che cosa ha fatto questo eminente personaggio, considerato come uno dei più grandi clinici del XIX secolo?

Guglielmo Beniamino Duchenne nacque in Francia, a Boulogne-sur-Mer, il 17 settembre 1806 e la sua figura occupa un'importante posizione nella storia della medicina e in quella della fotografia scientifica. Egli fu un pioniere nell'utilizzo dell'elettricità impiegata come strumento di investigazione fisiologica. L'uso della corrente alternata gli permise di stimolare con molta precisione un unico fascio muscolare alla volta e grazie a questa tecnica inventò l'elettrodiagnosi, riuscendo a localizzare l'origine e a descrivere parecchie malattie. E' il caso della tristemente famosa paralisi pseudoipertrofica infantile, la miopatia che oggi porta ancora il suo nome.

Duchenne si dedicò anche alla poliomielite, fu il primo a descrivere tutti i muscoli facciali e inaugurò la tecnica della biopsia, ideando uno strumento che permetteva di prelevare dei piccoli campioni di tessuto all'interno del corpo.

Il neurologo transalpino pubblicò diversi volumi sulle applicazioni dell'elettricità in campo medico, su molte patologie come l'atassia locomotoria e varie altre forme di paralisi, sulla fisiologia dei movimenti e poi diede vita a un'imponente iconografia medica. Morì a Parigi nel 1875, qualche giorno prima del suo settantesimo compleanno.

Duchenne fu l'indiscusso padre della fotografia medica. Già nel 1852 egli ebbe l'idea di rappresentare il movimento dei muscoli con l'ausilio dei rudimentali apparecchi fotografici dell'epoca. I suoi primi cliché immortalarono un ambito particolare del sapere umano: quello del palesarsi delle passioni. La sua teoria era che ci fosse un preciso legame tra la contrazione di un muscolo facciale e la conseguente espressione di un sentimento. Ad esempio egli aveva dimostrato che un sorriso, causato da una gioia spontanea, era costituito dalla contrazione combinata e involontaria del muscolo orbicolare dell'occhio e dello zigomatico maggiore (il sorriso di Duchenne, appunto, osservato recentemente anche in neonati e prematuri e quindi prezioso testimone dell'esistenza di un programma espressivo innato).

I risultati dei suoi esperimenti, sempre contraddistinti dal gran rigore della sua particolare metodologia, furono messi a disposizione di medici, ricercatori e insegnanti. Inoltre la paziente opera dello scienziato francese venne anche utilizzata dagli artisti, soprattutto per quanto riguardava l'analisi e la realizzazione dell'espressione del volto umano.

Duchenne fu un medico geniale e perciò è stato inserito a pieno titolo tra i padri fondatori della neurologia moderna. Quindi si può tranquillamente affermare che il suo eclettico ingegno ha segnato la storia della medicina moderna.