di Barbara Pianca
Il nuovo spettacolo dei Fuori Con-Testo, gruppo teatrale integrato della UILDM Laziale. Una bella rappresentazione, nata da una scrittura collettiva sui sogni, per la regia di Emilia Martinelli
Sono noti ai lettori di DM i Fuori Con-Testo, gruppo teatrale della UILDM Laziale che dal 1999 sperimenta, utilizzando testi originali, nuove forme d'arte «per la promozione della condizione della disabilità fisica e mentale nel mondo del teatro, a partire da un'idea di valorizzazione della differenza». Ora è nato il loro nuovo spettacolo, con dieci sognatori, il presidente dell'Associazione Tutela Sogni, un operatore onirico co.co.co. (collaborazione coordinata e continuativa), un fantomatico investigatore alla ricerca dei sogni rubati, un pianoforte, due enormi palloni e un sarcofago.
Questi gli ingredienti di Chi sogna non piglia pesci che dà vita «alla rappresentazione onirica dei bisogni e alla possibilità di trasformare un bisogno-sogno in un progetto di vita». Molte le collaborazioni: i Fuori Con-Testo, tra teatro e danceability, hanno messo in scena la pièce utilizzando scenografie, oggetti e costumi preparati dal laboratorio per disabili dell'Associazione Scuola Viva. Dal canto loro l'ETI (Ente Teatrale Italiano) e il Comune di Roma hanno concesso il Teatro Valle (per la prima messa in scena), tra i più antichi e rinomati d'Italia.
Ogni attore ha individuato i propri sogni e, a partire da questi, ha costruito il proprio personaggio, mettendolo in relazione con altri. Dopo una prima stesura all'insegna dell'improvvisazione, è stato definito il copione nei particolari.
«Sono una donna con disabilità fisica - ci ha raccontato Maria Di Profio - e cinque anni fa ho iniziato per passione a far teatro con i Fuori Con-Testo. Da allora ho percorso un cammino interiore che mi ha dato la forza di andare avanti e di considerare il teatro la cosa più importante della mia vita. Il teatro non ha barriere, ogni spettacolo è stato una riscoperta del mio corpo, una liberazione dalla gabbia, è come se in scena la mia disabilità si alleggerisse».
«Non sono un critico teatrale - ci dice Marco Piazza di Telethon - e sono anche "di parte", essendo dentro alla famiglia UILDM da quasi vent'anni. Però lo spettacolo mi è piaciuto davvero tanto. Mi ha commosso e divertito e non mi sono mai annoiato. Soprattutto ho visto con piacere come l'integrazione - parola spesso abusata negli statuti di centinaia di associazioni - sia diventata realtà grazie ai Fuori Con-Testo. Perché è vero che "chi sogna non piglia pesci", ma è altrettanto vero che chi non sogna finisce male. E non piglia pubblico!».
«Il teatro - conclude Emilia Martinelli, regista dello spettacolo e responsabile del settore Qualità della vita della UILDM Laziale - è per tutti noi dei Fuori Con-Testo un modo per mostrare il volto ironico della disabilità e della vita, con l'intenzione di contribuire al cedimento di quel muro che nella società divide il mondo della diversità da tutto il resto».