di Moreno Burelli
Ho sempre desiderato andare in Spagna, perché è un bel posto, punto e basta! E quest'anno finalmente la cosa è andata in porto. Con mia madre, mio padre e la sorellina Azzurra, "belva di casa", siamo partiti in luglio e in due ore di aereo (senza precipitarsi...) siamo arrivati a Malaga. Da qui con il taxi a Torre Molinos, ridente, amena, simpatica ecc. ecc., località balneare.
Ero emozionatissimo, c'era un buon profumo di mare e una speciale brezza che trasportava magnifici effluvi di pesce grigliato. Cosa desiderare di più? In effetti, dopo la presa di possesso della stanza d'albergo, il giretto esplorativo serale sul lungomare mi ha chiarito (e schiarito...) che qualcosa in più si poteva desiderare: erano tutte abbronzate, indossavano splendidi costumi della serie vedo-non vedo e tanta "abbondanza" mi ha stordito: non vi dico altro, per risparmiarvi sofferenze.... A tutt'oggi, data astrale o giorno del Signore 02-08-2004, fatico a riprendere un normale assetto mentale!
Ma a parte questo (...e queste) e a parte il pesce grigliato, devo dire che le escursioni nell'entroterra, con le montagne rosse simili al Grand Canyon, con gli ulivi e i girasoli a perdita d'occhio e con i piccoli paesi di case bianche immersi in un silenzio d'altri tempi, mi hanno lasciato sensazioni forti mai provate prima. Non potevamo sottrarci poi ad una visita turistica all'arena dei tori e non ci siamo sottratti. La plaza di Ronda pare sia la più antica di Spagna, e va bene; comprende un museo in cui sono esposti sgargianti abiti da toreador e discutibili trofei (teste di toro impagliate non consenzienti...), per la delizia dei fanatici delle corride e di quant'altri.
Il resto del tempo è trascorso tra l'albergo e la spiaggia. Riguardo al sottoscritto, oltre al bellissimo ricordo del viaggio, rimane il rammarico di non possedere un terzo occhio né l'utilissima mobilità visiva dei camaleonti. In conseguenza a tali carenze, le "perdite" (ragazze non schedate visivamente...) sono state innumerevoli.