DM 153 - FEBBRAIO 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

L'asino è intelligente e coraggioso

a cura di Crizia Narduzzo

 

Uomo e animale: un altro bell'esempio di collaborazione viene dall'onoterapia, con gli asini che possono aiutare tutti a vivere meglio

 

Originale e interessante appare il progetto avviato nel 1996 dal gruppo Idotea - Un asino per amico, di Villazzano (Trento), nel cui centro si propone un nuovo sviluppo del concetto di pet therapy, pratica che si avvale in campo medico del rapporto e dell'interazione uomo-animale, con specifico riferimento agli animali "da compagnia". Siamo nell'ambito dell'onoterapia, che prevede il contributo dell'asino per intervenire su disagi di carattere relazionale e comportamentale, ma non solo.

«Il nostro progetto - racconta la responsabile Maddalena Wegher - nasce dall'incontro di un gruppo di persone amanti degli asini e desiderose di impegnarsi nel recupero della comunicazione tra l'uomo e questo animale. Varie le attività proposte, tutte in armonia con l'ambiente e volte a migliorare la salute fisica e mentale, promuovendo la riabilitazione e il reinserimento di soggetti disabili o con disagi profondi».

Ma chi sono i destinatari di queste attività? «Persone con difficoltà di comunicazione, depressi, anziani, giovani con problemi comportamentali, oltre a portatori di deficit visivo, di disturbi motori, di ritardo mentale o di autismo. E tuttavia tutti possono partecipare, semplicemente per piacere e per benessere, perché conoscere l'asino e comprenderne il comportamento, il linguaggio, giocare con lui, prendersene cura, favorisce una migliore conoscenza di sé e del proprio corpo, stimola alla ricerca, facilita l'apprendimento, consolida l'autostima e il rispetto per gli altri».

E' stato proprio il gruppo Idotea a coniare il termine onoterapia, dopo una visita ad un analogo centro in Inghilterra da parte di Maddalena Wegher che, laureata in scienze naturali, si è sempre occupata di temi ambientali. Altre professionalità, poi, contribuiscono al progetto: medici, veterinari, psicologi e fisioterapisti.

«L'asino - riprende Wegher - permette sia di cavalcare (è più piccolo e più tranquillo del cavallo), ciò che porta a benefici per l'handicap fisico, sia di entrare in relazione con un animale affettuoso e intelligente, ciò che è positivo per l'handicap psichico. Si tratta infatti di una creatura obbediente, paziente, coraggiosa, prudente, fedele, socievole e anche molto curiosa».

Tutti i programmi prevedono fasi diverse, personalizzate, sempre all'insegna del massimo rispetto per l'animale e ricercando i maggiori benefici possibili per la persona che si avvicina all'esperienza. Riguardo infine alle persone disabili con poche forze residue, secondo Maddalena Wegher è possibile un certo recupero delle forze - o almeno un mantenimento più prolungato delle stesse - anche se tali attività sono ancora a livello sperimentale.

 

Idotea - Un asino per amico: Via Dante Sartori, 14, 38050 Villazzano (Trento) tel. 0461/913721-333/6323777 (E-mail: idotea@idotea.it - in Internet: www.unasinoperamico.it).