di Giulio De Rosa
Continua la sua marcia il progetto WebMe Too voluto dall'Università di Napoli e dal Comitato Regionale Campano UILDM. E arrivano anche i primi riconoscimenti...
«Con l'attuazione della Legge 17/99 sul sostegno agli studenti disabili nelle università", dichiara Alessandro Pepino, coordinatore del Punto di Supporto per gli Ausili Tecnici (PSTAT) dell'Università Federico II di Napoli, «è stato affermato il concetto dell'integrazione, creando in alcuni casi gli effetti di una vera propria rivoluzione. L'impegno degli atenei nei confronti dei disabili si è fatto più intenso e sistematico, ma soprattutto più diretto al sostegno della persona tramite azioni concrete, molte delle quali già in atto e destinate ad arricchirsi e ad affinarsi. I progressi delle tecnologie elettroniche e le nuove possibilità di interscambio delle informazioni rese possibili da Internet, offrono oggi nuove e preziose opportunità alle persone disabili che possono trovare in esse delle valide occasioni di integrazione e di inserimento sociale e lavorativo».
Sono i princìpi su cui si basa WebMeToo, progetto di cui DM si è già occupato (all'interno del numero 146/147 e successivamente nel numero 148), nato alla fine del 2002 dalla sinergia fra la Commissione per gli Studenti Disabili dell'Università "Federico II" e il Comitato Regionale Campano UILDM e finalizzato alla creazione di un nuovo modello di integrazione delle persone affette da gravi disabilità motorie, con la formazione di specifiche competenze professionali. Recentemente ha preso avvio il terzo ciclo di lezioni, presso la Facoltà di Ingegneria, che coinvolge dieci allievi.
Dopo il primo anno dedicato alla necessaria formazione di base, si è entrati nella fase esecutiva del progetto, che ha già portato a "tracce" ben visibili. E' stata ad esempio realizzata una parte del sito del CLABARC (Comitato di Lotta per l'Abbattimento delle Barriere Architettoniche e Culturali), attivo organismo che riunisce ventidue associazioni della Campania, il cui ambizioso obiettivo è quello di rendere nel giro di qualche anno Napoli "la città più accessibile d'Italia", tramite vari piani d'intervento che coinvolgano ogni angolo dell'intero territorio comunale e dell'hinterland partenopeo (www.clabarc.it).
Il corso di quest'anno prevede - oltre alla costruzione di altre parti del sito CLABARC - anche la formazione di un comitato di redazione per la progettazione e lo sviluppo del portale che dovrà essere completamente realizzato e gestito dai partecipanti al progetto.
Un'iniziativa, quindi, sempre più interessante, voluta da un'università che è stata l'unica ad essere premiata dal Forum P.A. (Pubblica Amministrazione) Aperta 2004. Ma anche per WebMeToo è arrivata recentemente una soddisfazione, con la notizia che un'azienda industriale campana si è interessata al progetto, chiedendo più dettagliate notizie sulla formazione tecnica degli allievi.
Per saperne di più: siti Internet www.disabili.unina.it e www.clabarc.it