di Carlo Giacobini
La nuova Legge Finanziaria per il 2005 prospetta ben poco di buono per le persone con disabilità. Tutti i punti più significativi e gli emendamenti proposti dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap)
Un primo punto fermo all'interno del Disegno di Legge per la Finanziaria del 2005 [approvata nel frattempo alla fine di dicembre 2004, N.d.R.]: nessuna spesa dovrà superare del 2% lo stanziamento previsto lo scorso anno. Purtroppo in molti casi il Disegno di Legge prevede un incremento addirittura inferiore, se non un decremento.
Sono fioccate a questo punto le polemiche sulla restrizione della spesa che hanno visto uniti in un fronte tutt'altro che compatto sindacati, imprenditori, commercianti ed enti locali. La preoccupazione maggiore, per quanto qui ci riguarda, è il possibile decremento del Fondo per le Politiche Sociali che, come noto, interessa direttamente le famiglie italiane più disagiate e le persone con disabilità. Una ridda di voci discordanti non ha certo contribuito a calmare questi timori.
Per il resto il Disegno di Legge non contiene novità di rilievo per i disabili, se si eccettua un "pastrocchio" davvero poco chiaro. Ma andiamo per ordine.
Esattamente il giorno successivo all'approvazione del Disegno di Legge con la Finanziaria 2005, il nuovo ministro dell'Economia Siniscalco lo presentò alla stampa, riservandosi di modificarlo prima di depositarne il testo ufficiale alla Camera. L'articolo 21 di quel testo prevedeva che lo Stato cedesse all'INPS (Istituto Nazionale Previdenza Sociale), tutte le competenze residuate, cioè le attività di verifica finora riservate al Ministero dell'Economia.
Nella sostanza, il Governo, anziché trasferire queste competenze alle Regioni - secondo una logica federalista e di decentramento - preferiva cederle ad un soggetto privato. Veniva riservata poi alla Presidenza del Consiglio la facoltà di stabilire con decreto «la data di effettivo esercizio da parte dell'INPS delle funzioni trasferite» e di individuare «le risorse umane, strumentali e finanziarie da trasferire».
Sarebbe stato quindi dislocato personale - e risorse finanziarie - dal Ministero dell'Economia all'INPS, allargandone ancora, e notevolmente, il potere in materia assistenziale. Le Commissioni di Verifica dipendenti dal Ministero dell'Economia, svuotate di queste competenze, sarebbero state soppresse e sarebbero passate all'INPS anche le funzioni di controllo sulle certificazioni di handicap (Legge 104/92) e di disabilità (Legge 68/99).
Si trattava ovviamente di una manovra difficilmente sostenibile sotto il profilo dei costi che per lo Stato sarebbero aumentati ben oltre il 2%. Nel frattempo, il Consiglio dei Ministri ha depositato il testo della manovra alla Camera, modificandone alcune parti e facendo addirittura "scomparire" l'articolo 21 di cui detto - nella parte che prevedeva l'attribuzione all'INPS delle nuove competenze - mantenendo il solo comma riguardante gli asili nido.
Evidentemente, per ragioni a noi in larga misura non note, tali disposizioni sono state ritenute non opportune o non convenienti politicamente.
Su tali aspetti, quindi, rimane fermo quanto previsto dalla Legge 326/2003 (art. 42): le Commissioni di Verifica possono esercitare il controllo di merito, oltre che formale, anche sugli accertamenti che riguardano l'handicap (Legge 104/92) e la disabilità (Legge 68/99 sul diritto al lavoro dei disabili). Infine, dall'1/1/2005 viene soppresso il ricorso amministrativo riservato ai cittadini che volessero opporsi ai verbali di accertamento di invalidità e dalla stessa data per difendersi si dovrà ricorrere al giudice con l'assistenza di un legale. In sede di giudizio, poi, la controparte sarà anche il Ministero dell'Economia.
Sostanzialmente invariato, invece, è rimasto l'articolo 20, quello dei trasferimenti economici all'INPS, anche se da leggersi diversamente.
Il Governo prevede che l'erogazione delle provvidenze economiche agli invalidi civili comporterà per l'INPS maggiori oneri: 1.236 milioni di euro in più per il 2004 e 827 milioni per il 2005. Dalla relazione del ministro dell'Economia sembra che questa maggiore uscita dipenda da un aumento della spesa in termini di numero di provvidenze economiche. Ciò appare piuttosto strano, visto che la stessa INPS ha dichiarato nell'agosto del 2004 una significativa diminuzione del 9% (primo quadrimestre del 2004), riguardo al numero di provvidenze erogate rispetto al 2003. Certo è che l'importo di assegni, pensioni e indennità non verrà aumentato, se non per il consueto adeguamento ISTAT.
Questi maggiori oneri troveranno copertura non già con un nuovo finanziamento dello Stato, ma autorizzando l'INPS a usare stanziamenti già avuti, ma che risultano non spesi: tra l'altro, anche i soldi risparmiati nell'applicazione di due norme che interessano direttamente le persone disagiate o con disabilità.
Si tratta di 245 milioni di euro non spesi nel 2004, finalizzati all'aumento a 516,46 euro (Legge 448/2001) delle pensioni di soggetti disagiati e di altrettanti per il 2005. Verranno poi recuperati altri 160 milioni di euro non spesi nel 2004, destinati all'indennità per il congedo retribuito di due anni per l'assistenza ai figli con handicap grave e per i contributi figurativi ai lavoratori con invalidità superiore al 74% (Legge 388/2000).
Dalla minore spesa di quest'ultima norma verranno poi ripresi ulteriori 300 milioni di euro per destinarli ad altre gestioni INPS (assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali).
In sostanza: nemmeno un euro in più per i disabili e le maggiori spese coperte con i risparmi effettuati negli anni precedenti su norme a favore delle persone con più grave handicap. Non solo: parte di quei risparmi andranno anche a finanziare interventi che con l'handicap hanno ben poco a che vedere.
Pietro Barbieri, il presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (FISH) - cui la UILDM aderisce - ha espresso una posizione complessivamente dura sia sull'impianto generale della Finanziaria, sia rispetto al rischio che i finanziamenti del Fondo per le Politiche Sociali subiscano un'effettiva restrizione, come lo scorso anno.
Dal canto suo la FISH aveva elaborato e depositato alcuni emendamenti "a costo zero" (ma nonostante ciò, rimasti inascoltati), volti a migliorare l'esigibilità delle disposizioni già vigenti in materia di agevolazioni fiscali, congedi e permessi lavorativi, eliminazione delle barriere e assistenza ai gravissimi.
La strada resta quindi in salita: appuntamento al prossimo numero di DM, per un'analisi più approfondita dei punti più significativi presenti all'interno della nuova Finanziaria.