Una doppia grave perdita, quella subita dalla UILDM di Padova, con la scomparsa dapprima di Erio Mazzon, fondatore e primo presidente della Sezione, poi di Alberto Donola, da molto tempo impegnato nelle iniziative e nelle battaglie della Sezione stessa.
«L'impegno di Mazzon - ricorda il genetista Gian Antonio Danieli - non era mai diminuito, neppure dopo la prematura scomparsa del figlio Fabio né egli ha mai fatto mancare il suo attivo incoraggiamento, i suggerimenti e l'esempio di un'instancabile e attenta partecipazione. La città di Padova da una parte, la UILDM tutta dall'altra devono un affettuoso ricordo a quest'uomo generoso».
A soffermarsi invece su Donola - che era stato anche candidato alla Direzione Nazionale UILDM - è l'amico Stefano Andreoli, che lo fa con l'abituale tocco lieve: «"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare": è la battuta uscita da non so più quale film americano, con cui Alberto amava ironizzare sul proprio stato fisico e di salute. Il suo tratto distintivo è stato quello di una persona che ha saputo e voluto mettersi in gioco all'insegna di uno spirito ben preciso: l'importante per un disabile non è né vincere né perdere né partecipare: è pareggiare. Proprio nel senso di vivere alla pari, con le stesse opportunità, rifiutando di essere considerato come un campione, ma senza rimanere nemmeno un passivo spettatore. Per questo mi piace ricordare Alberto semplicemente come un autentico giocatore, semplicemente autentico come la famiglia in cui ha vissuto».
(Stefano Borgato)