di Claudio Imprudente*
Caro Presidente della Repubblica: era così urgente festeggiare i nostri atleti olimpici, mentre altri erano ancora impegnati nelle gare delle Paraolimpiadi?
Era il 27 settembre, all'ora di cena. Come sempre, il solito giro dei canali per beccare un telegiornale. La prima regola di un vero diversabile che si rispetti è quella di essere documentato su tutto quello che succede per il mondo: se volete, potete anche far finta di sapere tutto... io in questo me la cavo abbastanza bene...
Guerra in Iraq, le due italiane rapite: le cose ultimamente non vanno troppo bene per il mondo. Il volto del giornalista è giustamente teso, sono notizie drammatiche, speriamo passi subito questo brutto momento. Poi, con una scrollata di spalle, il giornalista cambia tono di voce e passa alle notizie dall'Italia. Non è che vada poi tanto bene neanche qui, in fin dei conti, ma almeno si spera...
Il presidente Ciampi riceve gli atleti della nostra Nazionale alle Olimpiadi 2004 di Atene. Bello lo sport! Che onore essere lì per questi atleti, spesso di sport minori che hanno il loro momento di gloria solo una volta ogni quattro anni, che bello lo spirito olimpico! Sono orgoglioso di loro, il presidente della Repubblica Italiana fa bene a ringraziarli, hanno dato visibilità, una bella visibilità, alla nostra nazione, alla mia nazione. Proprio una bella giornata, il 27 settembre 2004, per tutti i nostri atleti!
27 settembre 2004... 27 settembre 2004... Stavo per dimenticare che il giorno dopo, 28 settembre, sarebbero finite anche le Paraolimpiadi, una dimenticanza imperdonabile per un diversabile che si rispetti.
Il 2003 era stato l'Anno Europeo dedicato alle persone con disabilità e le parole d'ordine di quel periodo erano state: integrazione e visibilità. Due gran belle parole, cariche di significati culturali e politici. Due gran belle parole che però hanno bisogno di un contesto per poter essere vive.
L'integrazione, per essere tale, ha bisogno di una cosa fondamentale: le categorie devono essere mescolate, non esistono due categorie di atleti. Non c'è la categoria degli atleti normodotati e di quelli diversamente abili, c'è la categoria degli atleti olimpici e lo sport. E le Olimpiadi, in particolare, sono un momento d'integrazione molto significativo.
Caro Presidente, era così urgente festeggiare i nostri atleti olimpici? Alcuni non erano ancora impegnati nelle gare?
*Presidente Centro Documentazione Handicap di Bologna.