DM 153 - FEBBRAIO 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Una sensibilità da fiaba

di Enrico Lombardi

 

Ma si possono eliminare le barriere con una giornata di sensibilizzazione celebrata in pompa magna? Non basterebbe applicare le leggi già esistenti? E nel frattempo, è arrivata la nuova Finanziaria

 

Anche quest'anno, con la prima domenica di ottobre, si è svolto con la solita enfasi il cosiddetto "fiaba-day". Come i lettori forse sapranno, si tratta di un'iniziativa volta alla sensibilizzazione dei cittadini verso il problema delle barriere architettoniche. Inoltre, durante la giornata, attraverso un meccanismo ormai collaudato, si è svolta anche un'azione di raccolta fondi.

La manifestazione può contare su sponsor e patrocinanti di primo piano, come la Presidenza della Repubblica o quella del Consiglio dei Ministri. Addirittura, per l'occasione, oltre ai musei (ma perché negli altri giorni è vietato l'ingresso?), è stato "aperto ai disabili" anche Palazzo Chigi. Normale, allora, che ci sia stata una grande copertura mediatica dell'evento. E così, durante tutta la giornata di domenica, all'interno del palinsesto RAI, i telespettatori sono stati invitati a dare il loro contributo per questa importante iniziativa. La sensibilizzazione è stata affidata a qualche servizio comparso nei vari telegiornali.

Ci è stata così raccontata la solita storia di una vita "spezzata" da un brusco incidente, con protagonista il solito "campione nello sport e nella vita", che è riuscito proprio grazie al suo impegno di sportivo a riscattarsi, a farsi una famiglia propria, addirittura a mettere al mondo un figlio. Peccato che non possa prendere la metropolitana o che ogni tanto qualcuno parcheggi sul posto riservato ai disabili, altrimenti sarebbe una vita perfetta! Ovviamente ci è stato anche ricordato più volte che le vere barriere - quelle più difficili da abbattere - sono quelle culturali.

Ma al di là delle banalità, sempre in agguato quando si parla e si tratta il tema della disabilità sui mezzi di comunicazione di massa, sono altri gli elementi che suscitano le nostre perplessità riguardo all'iniziativa.

Prima di tutto ci chiediamo se - a distanza di trentatré anni dal primo provvedimento legislativo sul tema delle barriere architettoniche e dopo numerosi altri interventi normativi - sia ancora il caso di parlare di sensibilizzazione dei cittadini. Costruire oggi, nel nostro Paese, edifici di vario uso, inaccessibili alle persone con disabilità, è vietato dalla legge! Un progettista, un professionista del settore, un amministratore, un politico che non sa queste cose è semplicemente un incompetente. Anzi un "fuorilegge". Da parte loro, i cittadini italiani danno già il proprio contributo attraverso il pagamento delle tasse all'erario. Non si vede perché, quindi, dovrebbero contribuire ulteriormente. Senza contare che avrebbero dovuto versare non per finanziare progetti precisi e concreti, ma per contribuire genericamente alla causa. Senza avere alcuna informazione su come i loro soldi sarebbero stati spesi e su come sono stati impiegati quelli raccolti l'anno scorso.

Inoltre, almeno per quel che abbiamo potuto appurare, il comportamento degli organizzatori e dei giornalisti, proprio nei confronti dei nostri amministratori, ci è sembrato un po' troppo accondiscendente. Nessuno, se non vagamente, ha fatto riferimento alla normativa esistente che se applicata garantirebbe perlomeno l'accessibilità degli edifici di nuova costruzione. Oppure, nessuno che abbia fatto riferimento al mancato finanziamento di importanti leggi, prima fra tutte la 13/1989, che stabiliva dei contributi (concreti) per l'abbattimento delle barriere negli edifici privati.

Eppure le contraddizioni sono sotto agli occhi di tutti. Proprio mentre si celebrava, con grande sfoggio di ministri e sottosegretari, la giornata nazionale di sensibilizzazione sul problema delle barriere, il Governo approvava la legge di programmazione finanziaria per il prossimo anno. Per cui, se non ci saranno modifiche che auspichiamo, lo Stato trasferirà le sue competenze in materia di accertamento di invalidità ad un istituto privato, l'INPS. E la necessaria copertura finanziaria dell'operazione arriverà non da un finanziamento specifico, bensì dai fondi previsti per i congedi retribuiti ai genitori di persone con handicap grave, da quelli destinati ai contributi figurativi per i lavoratori con invalidità superiore al 74% ed infine da quelli previsti per portare la pensione di invalidità - anche per i disabili gravi al di sotto dei 65 anni - a 516 euro. Il tanto enfatizzato milione di vecchie lire. Come si vede, una grande sensibilità verso le persone disabili...