DM 153 - FEBBRAIO 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Superman non vola più!

di Riccardo Rutigliano

 

L'uomo che aveva incarnato sullo schermo il mito del Supereroe per eccellenza se n'è andato, a soli 52 anni. Ma chi era davvero Christopher Reeve, le cui ceneri sono state sparse al vento il 14 ottobre, quattro giorni dopo la morte dovuta ad un'infezione?

E' scomparso uno di noi, è il pensiero più comune circolato nella grande famiglia delle persone con disabilità. L'attore era infatti tetraplegico da circa dieci anni a causa di una tragica caduta da cavallo. Eppure non è così. Perché Reeve era al tempo stesso qualcosa di meno e qualcosa di più di un disabile. Di meno perché sicuramente non aveva patito i disagi che devono affrontare le persone che scontano un handicap fin dalla nascita oppure quelli che sono imposti all'uomo comune che diventa disabile in seguito ad un incidente. Indubbiamente, vivere in carrozzina con un passato di attore hollywoodiano alle spalle non è la stessa cosa che scontarne gli effetti da perfetto sconosciuto. Ma partendo da questo presupposto è anche facile dimostrare che Reeve ha saputo essere qualcosa di più di un comune disabile, adattandosi sorprendentemente al suo nuovo ruolo e innestandovi una sorta di valore aggiunto: la dignità nell'affrontare un calvario comunque dolorosissimo senza approfittare della sua posizione, ma anzi facendone un perno per la sua volontà di sostenere come testimonial la battaglia per la libertà di ricerca con le cellule staminali, in un Paese come il suo - gli Stati Uniti - dove essa non è certo vista di buon occhio.

Al momento dell' incidente che ne aveva stroncato la carriera, Reeve non aveva ancora potuto dimostrare compiutamente le sue doti di attore, né sappiamo se lo avrebbe fatto. Certo è che quello che ci ha lasciati non è stato solo l'ex interprete di ben quattro film della saga di Superman (dal 1978 al 1987), ma un vero, autentico protagonista dei nostri tempi. E come tale il pubblico, commosso, lo applaude.

 

(Riccardo Rutigliano)