DM 154 - APRILE 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Legge Stanca: quali sviluppi?

a cura di Barbara Pianca

 

Facciamo il punto sulla norma approvata all'inizio del 2004, che impone alle Pubbliche Amministrazioni di rendere accessibili i propri siti web. Ne parliamo con Roberto Scano, autorevole personaggio del settore

 

La Legge 4/2004 (meglio nota come "Legge Stanca") costituisce ormai un punto di partenza fondamentale per la conquista di una reale accessibilità dei siti Internet gestiti dalle Pubbliche Amministrazioni. Tanto più ora, dopo l'approvazione alla fine di febbraio 2005 del Regolamento Attuativo che obbliga ad attuare la norma nel giro di un anno, con alcune disposizioni estendibili anche ai privati.

Abbiamo quindi ritenuto opportuno tentare di fare il punto assieme a Roberto Scano, presidente di IWA (International Webmasters Association) Italy.

 

Qual è il bilancio a quasi un anno e mezzo dall'approvazione della Legge Stanca?

Dopo l'approvazione della norma, per tutto il 2004 la segreteria tecnico-scientifica della Commissione Interministeriale Permanente per l'Impiego delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione a favore delle Categorie Deboli o Svantaggiate ha prodotto una serie di documenti, fino a quando - poco tempo fa - il Governo ha approvato il Regolamento, con conseguente emanazione del Decreto Attuativo, contenente i requisiti tecnici per le forniture alle Pubbliche Amministrazioni. A partire dall'emanazione dello stesso, qualsiasi contratto di fornitura o di sviluppo di servizi web che non rispetti le regole dev'essere considerato nullo (con evidenti sanzioni verso il dirigente) e le stesse Pubbliche Amministrazioni - se sviluppano internamente i servizi - dovranno rispettare tali regole.

Intanto, le aziende produttrici di applicazioni web stanno adeguandosi: sono nati infatti i primi siti conformi alla Legge Stanca e sono partite iniziative per migliorare la qualità dei propri siti soprattutto da parte di piccoli Enti Pubblici, rivoltisi a piccole aziende che, prima delle grandi, hanno compreso l'importanza di sviluppare i prodotti secondo gli standard "giusti".

 

Ci sono segnalazioni di merito o di "demerito"?

Le segnalazioni di merito al momento sono poche, visto che pochi, tra i siti pubblicati, sono "a norma", ovvero conformi alle indicazioni fornite dal CNIPA (Centro Nazionale di Informatica per la Pubblica Amministrazione).

Quanto a un esempio di "demerito", segnalo il sito della Regione Veneto (www.regione.veneto.it), passato dai pubblici elogi del 2002, come quello maggiormente accessibile in Italia ad essere non accessibile...

 

Cosa aggiungono il Regolamento e il Decreto alla norma?

Sono di supporto alla legge, ne costituiscono un completamento: non modificano perciò la volontà del Legislatore, ovvero di garantire l'accesso ai servizi delle Pubbliche Amministrazioni, soprattutto forniti tramite i siti Internet istituzionali.

Sono previsti poi altri due decreti: uno sul multimedia, consistente in linee guida per l'accessibilità delle opere multimediali e un altro sui libri di testo e in generale per la formazione: tutte le attività formative, private e pubbliche, dovranno infatti rispettare tali linee guida al fine di non discriminare i discenti con disabilità.

 

Restando in tema di linee guida, dove si possono trovare quelle riferite all'accessibilità dei siti web, alle applicazioni informatiche e all'hardware di base?

Sono visibili nel sito www.pubbliaccesso.it sotto forma di Studio e la loro obbligatorietà coinciderà in sostanza con la pubblicazione in allegato al decreto attuativo. Sono ventidue i requisiti web obbligatori per le Pubbliche Amministrazioni che di fatto richiamano quanto richiesto dall'Unione Europea, ovvero le linee guida per l'accessibilità dei siti web (WCAG) definite dal World Wide Web Consortium (W3C), organismo internazionale che si occupa di portare il web al suo massimo potenziale.

Un'innovazione è, ad esempio, la richiesta di rispettare le grammatiche formali nel loro formato Strict, per cui i siti delle Pubbliche Amministrazioni rispettosi delle linee guida saranno gestiti graficamente tramite fogli di stile, rendendo più pulito il codice e più facile un'eventuale migrazione dei siti ad altre impaginazioni grafiche.

Per quanto riguarda le linee guida hardware e software, sono in fase di definizione e a breve sarà disponibile una prima bozza. Gli standard internazionali di riferimento in questo caso sono le ISO in materia di accessibilità delle interfacce delle applicazioni e le indicazioni della normativa americana Section 508.

 

Cosa si può prevedere ora?

Il 2005 verrà ricordato senz'altro come "l'anno del cambiamento": dall'emanazione del Decreto si assisterà a frenetici aggiornamenti e adeguamenti da parte di Enti Pubblici e fornitori. Nel lungo periodo, poi, anche il privato adeguerà i propri siti, avendo toccato con mano la differenza tra il web "di qualità" e quello "casereccio": creare siti secondo gli standard e che siano accessibili porterà anche beneficio a livello di webmarketing, consentendo un miglior posizionamento nei motori di ricerca.

 

Qual è il ruolo dell'International Webmasters Association Italia, di cui lei è presidente?

Di fatto è il pilastro di tutte queste iniziative. Ricordo solo che dal dicembre del 2002, quando fu presentato il progetto di legge Campa-Palmieri per l'accessibilità del web (da me redatto), vi è stata senz'altro una forte crescita del pensiero «professionista = chi sviluppa secondo gli standard».

L'IWA/HWG (The HTML Writers Guild) ha lavorato in tre direzioni: fornendo supporto alla nascita della normativa (quattro soci partecipano alle attività della segreteria tecnico-scientifica) e risorse ai professionisti del web (webaccessibile.org, educational.iwa-italy.org, edizioni.iwa-italy.org), oltre che partecipando alla stesura delle future regole di accessibilità del W3C.

La sezione italiana è l'unica associazione di sviluppatori esperti di accessibilità riconosciuta dal CNIPA.