DM 154 - APRILE 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Becker e trapianto: una certezza

Non è più "fantascienza" pensare in Italia ad un intervento di trapianto cardiaco in persone affette da malattie come la distrofia di Becker. Il nostro giornale, ad esempio, se ne occupò già nel 1998 (DM 131, in: www.uildm.org/dossier/cardiologia/trapiant.htm), riferendo di un'operazione del genere al Centro "Marta Russo" di Catania, completata con successo su un paziente trentenne. E dopo quei primi passi, è importante registrare come oggi tale tecnica abbia raggiunto buoni livelli e venga sempre più presa in considerazione.

Lo spunto a parlare della questione ci viene da un articolo di qualche mese fa ("Il Giornale", cronaca del Piemonte), significativo esempio di informazione corretta, confezionata però in modo improprio, in particolare nel titolo, che recitava: Per la prima volta trapianto di cuore su paziente distrofico. Era del resto lo stesso articolo a precisare meglio che l'intervento era il primo a Torino, ma non certo il primo nel nostro Paese.

Corretta invece l'affermazione del chirurgo torinese Francesco Patanè, riportata nel testo, secondo cui «oggi, dopo un'attenta selezione dei pazienti sulla base dell'età, dell'avanzamento della malattia e delle condizioni neurologiche, siamo in grado di offrire a questi malati, specie ai più giovani, una migliore prospettiva di vita». Corretta e confortante nel ribadire che tale pratica - come detto - può essere ritenuta oggi come una certezza acquisita.

 

(Stefano Borgato)