di Barbara Pianca
Un'altra puntata della lunga storia riguardante il nuovo ponte sul Canal Grande di Venezia, progettato da Santiago Calatrava. Oggi finalmente sappiamo che sarà accessibile. O meglio, non proprio il ponte in sé, ma il suo dorso...
Quante storie per questo quarto ponte di Venezia, la cui inaugurazione continua a essere spostata. E d'altronde, necessario o meno che sia, appoggiare un ponte sul Canal Grande non è impresa facile e la zona tra la ferrovia e Piazzale Roma - scelta per la fabbricazione firmata Calatrava - è particolarmente stretta e irta di difficoltà. Anche per questo, sembrerebbe, non si è pensato a rendere l'opera accessibile in sé, a dispetto della normativa e soprattutto della cultura dell'integrazione sociale.
In ogni caso, a fine gennaio, la proposta di agganciare un'ovovia, ovvero una cabina nascosta sul fondale marino che emerge a comando, accoglie al proprio interno la carrozzina e poi scorre lungo il dorso del ponte, ha ricevuto l'approvazione ufficiale. Ora, ci ha raccontato l'ingegner Salvatore Vento che ne segue i lavori per il Comune di Venezia, una volta firmato il contratto con la ditta, bisognerà affrontare il problema gestionale, della sicurezza e dell'informazione; sarà necessario cioè mettere a punto un servizio di assistenza e di pronto intervento a richiesta.
All'ingegner Vento abbiamo chiesto anche un po' di chiarezza in più su qualche cifra, dopo che i mezzi di comunicazione ne avevano indicate varie e diverse tra di loro.
Ebbene, abbiamo appreso allora che 750.000 è il numero di euro approssimativi che verranno spesi per la costruzione della navicella e soprattutto del sistema meccanico, sofisticato ed estremamente complesso, che ne permetterà i movimenti. 5 saranno i minuti necessari soltanto per passare il ponte, da sponda a sponda. 10 o 12 i minuti totali di attraversamento, contando anche il tempo dell'imbarco e dello sbarco.
«Ma non è un tempo un po' troppo lungo?», abbiamo chiesto all'ingegner Vento. «Il problema - ci ha risposto - non è questo: l'ovovia, infatti, nasce per rispondere alle richieste di esperienza del ponte, tanto che si vorrebbe permettere una sosta durante il percorso, che però tecnicamente sembra assai difficile».
Non ci resta che attendere. L'inaugurazione dell'infrastruttura potrebbe essere prossima, ma il ponte, completo di "ovetto", non sarà pronto prima della fine dell'estate.
Della vicenda del nuovo ponte sul Canal Grande di Venezia, DM si è occupato in: