DM 154 - APRILE 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Non dirlo è come non farlo!

Nei mesi scorsi, a Bologna e a Torino, vi sono state le manifestazioni fieristiche HANDImatica e Ability-TecnHelp, entrambe dedicate ai disabili. Ebbene, nei siti Internet delle iniziative c'erano ampie informazioni su come raggiungerle con i mezzi pubblici, dove acquistare i biglietti, dove fossero le fermate ecc. Poi - nel sito di HANDImatica - in fondo a una lunga pagina di informazioni per la mobilità dei normodotati, due righe piccole piccole sulla disponibilità di alcuni taxi accessibili. Insomma, quell'informazione sull'accessibilità era l'ultima per importanza! Nulla poi sull'eventuale presenza o meno di bus accessibili. Silenzio assoluto, infine, nel sito di Ability-TecnHelp su eventuali mezzi pubblici accessibili.

Il Codice Civile - approvato ai tempi di Mussolini - stabilisce che il privato, nell'adempiere ad un'obbligazione, deve adottare «il buon senso del padre di famiglia». Sono molte le considerazioni, anche giuridiche, per cui questo deve valere di sicuro per tutti i privati e, a maggior ragione, per i "pubblici". A parer mio sarebbe bastato proprio un po' di buon senso per capire l'essenzialità di una chiara indicazione sull'accessibilità (o meno) dei trasporti.

Sempre restando al diritto, il DPR 384/78 stabiliva che, quando viene fatta una cosa accessibile ai disabili, questa dev'essere indicata con estrema chiarezza. Un punto talmente importante da rendere quasi superfluo sottolinearlo. Una volta, sempre a proposito dell'accessibilità, un'impiegata del campeggio di Fiesole mi disse: «Una cosa fatta, ma non indicata, equivale ad una non fatta».

Il DPR appena citato è entrato in vigore ventisette anni fa: forse per Bologna e Torino è un lasso di tempo troppo breve? Oppure, più verosimilmente, il problema della legalità è davvero così grosso e trasversale in Italia?

Va detto anche che la legislazione vigente impone di spendere il denaro pubblico attenendosi ai criteri dell'efficacia e dell'efficienza. In questo caso la chiarezza non sarebbe costata nulla e poteva essere un fatto assai significativo per i disabili. Se HANDImatica e Ability-TecnHelp sono state organizzate in generale con le attenzioni appena viste, è verosimile che gli sprechi di risorse abbiano interessato anche altri settori.

Ho provato anche a telefonare ad HANDImatica e il centralinista mi ha detto: «Siamo tutti dei volontari, cerchiamo di fare del nostro meglio, ma non sapevamo che questa cosa andasse indicata». Purtroppo la Legge 328/2000 prevede l'utilizzo del volontariato per i disabili... Il fatto è che, tra l'altro, l'articolo 2 della Costituzione unisce in maniera indissolubile la solidarietà con l'inviolabilità dei diritti fondamentali dell'individuo. Per questo, e per altri motivi, l'utilizzo del volontariato in tema di disabilità diventa illegittimo quando significa un calo verticale, ed evitabilissimo, nella qualità delle prestazioni erogate.

 

Raffaello Belli
(Firenze)