Si chiama ECTO e svolge, nell'embrione appena formatosi, la funzione di interruttore per la formazione di sistema nervoso e pelle. Sembra quindi arrivata la risposta ad una delle domande di biologia dello sviluppo finora irrisolte, ovvero: come fanno alcune cellule di un embrione nei primissimi stadi della sua formazione - le famose cellule staminali embrionali- a diventare cellule del sistema nervoso e della pelle?
Oggi un gruppo di ricercatori dell'Università di Padova, coordinati da Stefano Piccolo, hanno trovato chi indirizza tale percorso, tramite una ricerca finanziata anche da Telethon.
Il gene scoperto si chiama ectodermina e deve il suo nome alla capacità di indirizzare la maturazione di alcune cellule nell'embrione appena formatosi verso il cosiddetto ectoderma, il tessuto embrionale che darà origine proprio al sistema nervoso e alla pelle. Il prodotto del gene ectodermina, battezzato appunto ECTO, è un enzima che funziona come una sorta di "forbice molecolare" che taglia letteralmente a pezzi il suo bersaglio impedendone il funzionamento.
Il risultato ottenuto dal gruppo di Padova potrà portare a importanti ricadute per la biologia dello sviluppo, per quella delle cellule staminali e per il cancro, ma anche in ambito di distrofia muscolare, dal momento che tra i "bersagli" colpiti dall'ECTO, vi è la molecola-segnale TGF-beta, molto potente, probabilmente proprio quella che indebolisce il muscolo mandandolo in atrofia. Aumentando infatti l'attività o la quantità di "forbici" come ECTO si potrebbe in futuro contrastarne l'azione.
(Stefano Borgato)