Le tecnologie avanzate nel campo dell'informatica possono sempre più aprire nuove frontiere nel settore sanitario. Un ottimo esempio di quanto detto viene dall'importante progetto di telemedicina presentato presso l'Ospedale Valduce - Centro di Riabilitazione "Villa Beretta" di Costamasnaga (Lecco), messo a punto in collaborazione dalla UILDM di Como e dalla Fondazione Valduce.
Si tratta di un'iniziativa di particolare interesse anche per i pazienti affetti da distrofia e altre malattie neuromuscolari, in situazione di gravità, poiché tramite un collegamento multimediale via Internet i medici specialisti potranno effettuare controlli a distanza "visitando" gli stessi pazienti a domicilio ed evitando così le difficoltà e i rischi di spostamenti di malati in condizioni critiche. Oltre a ciò, tali controlli "a distanza" consentiranno un monitoraggio puntuale della condizione clinica e delle modalità di utilizzo di apparecchiature sofisticate a domicilio, quali i ventilatori meccanici per il supporto respiratorio diurno/notturno o la verifica delle modalità di utilizzo delle carrozzine e dei sistemi di postura.
«Da tempo - ha dichiarato Franco Molteni , primario di "Villa Beretta" - utilizziamo le connessioni in teleconferenza per scopi scientifici e per realizzare consulti a distanza o confrontare protocolli di diagnosi e cura con diversi centri ospedalieri in Italia e all'estero. La nuova opportunità che intendiamo far decollare consente un passo ulteriore. Infatti, "entrare in casa" dei pazienti e rendere regolare il contatto permette un intervento medico che entra nel minimo dettaglio, anche se "a distanza", come l'adattamento dei valori del ventilatore alla capacità respiratoria del paziente, oltre che la verifica della postura, della posizione di un cuscino antidecubito, particolari di notevole rilevanza clinica per intervenire su situazioni molto critiche. Per non parlare del vantaggio per i pazienti che non devono affrontare viaggi di centinaia di chilometri per una prima valutazione volta ad impostare un programma di diagnosi più precisa o una consulenza qualificata».
Un'opportunità che «in ogni caso - ha precisato Molteni - va intesa come una maggiore possibilità di presa in carico delle necessità dei pazienti e non come un metodo d'approccio alternativo al rapporto interpersonale medico-paziente».
(Stefano Borgato)