Vorrei segnalare una situazione di grave discriminazione: la compagnia aerea Meridiana impedisce alle persone con disabilità di imbarcarsi su molti dei suoi aerei! Nel prenotare infatti un volo Cagliari-Verona (e ritorno) per mio figlio disabile in carrozzina (con accompagnatore), mi sono resa conto che questa possibilità era preclusa dalla mancanza di un servizio con sollevatore meccanico o con un "tunnel" di accesso diretto al velivolo.
Mi è stata così proposta in alternativa la tratta Olbia-Verona, con un unico aereo che prevede persone disabili a bordo, alle 6.50 del mattino. Questo comporterebbe per noi una partenza alle tre di notte (!), un disagio inammissibile, dal momento che l'aeroporto a noi più vicino è quello di Cagliari Elmas e vogliamo usufruirne senza subire discriminazioni.
Cristina Cometti
(Oristano)
Abbiamo scelto questa - che è solo una e forse nemmeno la più grave - tra le tante lettere di protesta contro il comportamento della compagnia aerea Meridiana nei confronti delle persone con disabilità. Di fronte ad un altro caso eclatante, di cui si è occupata la stampa, vi è stato anche l'intervento ufficiale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), appoggiato dal Consiglio Nazionale sulla Disabilità (CND), con una dura presa di posizione da noi ripresa qui di seguito, nella quale si parla di «grave violazione dei diritti umani».
Interventi che hanno certamente contribuito ad un provvedimento annunciato dall'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), ovvero la convocazione delle varie compagnie aeree nazionali, per invitarle «ad una maggiore attenzione finalizzata a facilitare i viaggi aerei alle persone non autosufficienti, garantendo loro un'adeguata e continuativa assistenza».
La FISH denuncia la grave violazione dei diritti umani subita da un cittadino al quale sono stati impediti la prenotazione e l'acquisto del biglietto aereo sulla tratta Roma-Olbia, se non in orari serali, a causa della sua disabilità. La discriminazione è resa ancor più pesante dall'affermazione della compagnia Meridiana, rilasciata il 16 giugno 2005, secondo cui l'operazione di imbarco di un disabile «impedisce sempre più di frequente il rispetto degli orari di partenza, creando ritardi operativi e quindi nocumento al resto dei passeggeri in partenza e a quelli in attesa dell'aeromobile in arrivo».
Sono parole gravi che mettono in allarme le persone con disabilità e i loro familiari: ogni servizio, infatti, potrebbe appellarsi a motivazioni analoghe ed escludere l'accesso alle persone con disabilità in barba al principio di non discriminazione che ispira la Costituzione Italiana, gli atti fondativi dell'Unione Europea e delle Nazioni Unite.
Tale prevaricazione dei diritti fondamentali non è stata mai raggiunta sin qui, nonostante gli abusi di altre compagnie low cost ("a basso costo") che chiedono fino a 40 euro di pagamento per il servizio di imbarco e sbarco, oppure impongono i posti più scomodi a fronte di un prezzo pieno del biglietto di compagnie ordinarie.
La FISH chiede quindi al ministro delle Infrastutture e dei Trasporti di porre un argine immediato a questi abusi attraverso un atto urgente che impedisca di discriminare i viaggiatori con disabilità a tutte le compagnie aeree con sede in Italia oppure con atterraggi e partenze da aeroporti italiani.