Lo conoscevo bene Luca Conigliaro, anche perché con lui avevo condiviso qualcosa di importante: i sogni. I sei anni passati alla presidenza della UILDM di Aosta sono stati indimenticabili proprio perché mi hanno permesso di scoprire quale vigorosa umanità potesse nascondersi dentro un corpo che di anno in anno si afflosciava sempre più. Perché Luca era affetto dalla distrofia di Duchenne, la peggiore tra le malattie che interessano i muscoli ed è stato proprio lui a farmi capire che - come scriveva Stendhal - dei dolori non ci consoliamo, al limite ce ne distraiamo. Magari vedendo realizzarsi alcuni sogni. Come gli successe nel dicembre del '97: aveva dieci anni e per molto tempo non si staccò dal cappellino che i Pooh gli regalarono al termine del concerto alla stazione del Pavillon del Monte Bianco che inaugurò quell'edizione di Telethon.
Poi vennero le risate con David Riondino e le canzoni e gli occhi lucidi di Francesco Guccini, conosciuto a Tavagnasco Rock nel '99. Per cinque anni Luca fu anche il protagonista della festa legata all'uovo gigante di cioccolato che rompeva ad Aosta, in Piazza Roncas, la Domenica delle Palme, con fatica sempre maggiore e con la segreta speranza di vedervi uscire la sua beniamina Wendy Windham.
Abbandonata la UILDM nel 2001, sono rimasto in contatto con Luca seguendone nel 2003 l'eccitante avventura del viaggio con il padre negli USA. Nel 2004, poi, l'ho accompagnato al Palais Saint-Vincent dove, nel corso delle prove di BravoGrazie, conobbe Nina Moric, la bella croata tante volte "lumata" in TV. Una "luce lontana" che improvvisamente planò su di lui abbagliandolo con un sorriso, insieme all'imitatore Max Tortora. Tutti lì per lui, a farlo sentire importante.
«Come sono fortunato!», confessò al padre. Nina gli regalò pure un suo calendario, con tanto di dedica e cuoricino, che fece rodere d'invidia i compagni dell'Istituto Professionale di Verrès. Era bello vedere Luca sfogliare spensierato un calendario programmando il prossimo incontro importante. Che purtroppo non ci sarà più. Era un grande appassionato della Ferrari, Luca, un'auto veloce come lo è stato - sin troppo - il suo transito terreno.
Gaetano Lo Presti
Pontey (Aosta)