La UILDM è "sbarcata" a Milano e lo ha fatto con successo, all'interno di un'accogliente struttura. Numerose le facce nuove o quelle "di ritorno", tanti giovani e una serie di interessanti convegni. Le "impressioni di viaggio" del presidente nazionale UILDM Alberto Fontana
Ricco e apprezzato il programma delle XLII Manifestazioni Nazionali UILDM di Milano cui hanno partecipato in maggio quasi quattrocento persone, all'interno di una struttura accogliente come l'Hotel Quark, che oltre a disporre di sale convegni grandi e funzionali, alla fine - dopo alcuni aggiustamenti - non ha presentato nemmeno gravi problemi di accessibilità.
Una vera "svolta", per l'Associazione, approdata per la prima volta nel capoluogo lombardo, dove ha saputo affrontare con successo le varie difficoltà organizzative. E alla fine le numerose facce nuove o "di ritorno", i tanti giovani impegnati per l'indispensabile ricambio degli organi associativi, oltre ai seminari e ai convegni - seguiti con partecipazione e interesse - hanno ripagato gli sforzi della vigilia. Senza dimenticare la serata d'eccezione offerta dal concerto dei Ladri di Carrozzelle, preceduti da un'esibizione del gruppo teatrale dei Fuori Con-Testo.
È il presidente nazionale UILDM Alberto Fontana ad illustrare con una sua nota le "impressioni di viaggio" dell'Associazione.
(Stefano Borgato)
di Alberto Fontana
Le difficoltà di organizzazione delle nostre Manifestazioni Nazionali sono state assolutamente ripagate dalla calorosa partecipazione e dal confronto appassionato che abbiamo condiviso. I tre giorni di lavori assembleari hanno rivelato quanto sia importante per noi mantenere vivo il desiderio di partecipazione civile. E quanto orgoglio ci sentiamo dentro, per aver portato tutto ciò, per la prima volta nella nostra storia, a Milano, capitale economica della nostra penisola e dell'Authority sul volontariato.
L'aumento del numero di partecipanti e la presenza di nuovi amici ci autorizza a considerare la nostra Associazione in continuo movimento, in un'attività senza posa di riferimento per il volontariato a favore delle disabilità.
La decisione di percorrere tutta la penisola - modificando continuamente la sede delle Manifestazioni Nazionali, dei Consigli e delle Direzioni - rappresenta una ricchezza, grazie al contatto con i territori che esprimono il nostro essere quotidiano. Inoltre, l'incontro con le istituzioni di ciascun territorio è l'occasione per consolidare la nostra realtà, come un'Associazione di comunità di primo livello e di eccellenza.
L'impegno che sviluppiamo nella lotta quotidiana alle distrofie muscolari e nella tutela dei diritti dei disabili confermano l'esigenza che la Direzione Nazionale UILDM persegua una politica progettuale di supporto alle comunità e ai territori di riferimento. La priorità di questo momento storico dell'Associazione sta nella nostra capacità di creare una struttura di servizio unica, che sperimenti una lettura dei nostri bisogni organizzativi territoriali e che sappia rendere patrimonio comune le diverse esperienze.
Questo dev'essere fatto senza perseguire cambiamenti che portino a forme giuridiche autonome e/o federate delle Sezioni perché in questo modo dobbiamo essere consapevoli che contribuiremmo alla distruzione di un sistema solido e collaudato. Il modello alternativo è autoreferenziale, fine a se stesso, destinato a collocare la politica UILDM a un basso profilo organizzativo, favorendo sì ricchezza e rigenerazione, ma solo nei rapporti umani e sociali circoscritti, limitati a una rappresentanza parziale, ad un ombra di pensiero unico che non potrà mai essere di riferimento per una comunità.
Dobbiamo tutti abbandonare la presunzione che ci spinge troppo spesso in là e ci fa dimenticare che siamo cellule attive di un "sistema nazionale" e che la nostra forza deriva dalla capacità di cogliere i dati territoriali per convogliarli con decisione in un'attività generale e sovraordinata. In questo modo la progettualità politica della nostra organizzazione non sarà delegata ad un'unica persona o ad un unico pensiero - malattia che colpisce attualmente altre realtà associative che si occupano di patologie neuromuscolari - ma troverà ricchezza e profondità fin dalle radici più lontane.
Per questo è necessario aprire un dibattito interno, tra i soci e ad ogni livello, su argomenti che da troppo tempo non sono più all'ordine del giorno nei nostri consigli territoriali. È urgente aprire un dibattito su temi che non possiamo tralasciare o delegare con facilità ad altri: è per questo che bisogna creare momenti di confronto continuo e dinamico sulla ricerca scientifica, sulle nostre attività di informazione e sui nostri progetti societari.
Una dialettica interna associativa che dev'essere aperta al contributo di tutti, mai sospinta sul presente o appiattita sui fatti, ma mossa in avanti, decisamente, dai valori della solidarietà che tutti condividiamo.