a cura di Crizia Narduzzo
Il progetto Volo d'ape è uno dei più interessanti tra quelli presentati dalle Sezioni UILDM in ambito di servizio civile: ne parliamo con Gaia Valmarin, raro esempio di persona che usufruisce di un servizio del quale è anche coordinatrice
Alle XLII Manifestazioni Nazionali UILDM di Milano, svoltesi in maggio, uno degli appuntamenti era dedicato al servizio civile volontario, a cura del responsabile nazionale dell'Associazione per il settore Matteo Falvo, in collaborazione con Enrico Sperandio e Massimo Guitarrini, responsabile e viceresponsabile della Progettazione. Un appuntamento certamente utile ad aggiornare i presenti sulla situazione di questioni in fase di delicata evoluzione.
Ma tale incontro ha costituito anche un'ottima occasione, per chi scrive, di conoscere Gaia Valmarin, della redazione di "FinestrAperta" (il mensile della UILDM Laziale) e di parlare con lei di Volo d'Ape, uno dei progetti di servizio civile volontario che hanno destato maggiore interesse tra quelli presentati lo scorso anno dalle varie Sezioni UILDM.
Arrivo quindi a Milano con entusiasmo, perché Gaia ed io saremo faccia a faccia: un'ottima premessa che darà un valore aggiunto al nostro incontro. Non vedo quindi l'ora di poterle fare un po' di domande sul suo lavoro - è a "FinestrAperta" ormai dal 1998 - e naturalmente su Volo d'Ape.
Con Gaia approdiamo immediatamente alla sostanza dei temi che vogliamo affrontare. È una persona molto aperta e senza schermi rispetto alle situazioni che vive e alle emozioni che le suscitano e diventa un fiume in piena non appena le chiedo di parlarmi dei suoi impegni quotidiani.
Dal lavoro di caporedattore per il mensile "FinestrAperta" - che da oltre dieci anni costituisce un riferimento per tutti i soci del Lazio - al bel rapporto con i colleghi e soprattutto a quello con le quattro giovani ragazze che da alcuni mesi svolgono il servizio civile presso la redazione stessa.
Di tutto questo Gaia parla con passione e vivo coinvolgimento. Entusiasta, ma con la testa sulle spalle, il ruolo di OLP (Operatore Locale di Progetto), nell'ambito di Volo d'Ape, lo vive con grande senso di responsabilità, perfettamente consapevole di costituire uno dei rari esempi in cui chi usufruisce di un servizio ne è anche il coordinatore e il supervisore. Un ruolo inusuale e impegnativo, che Gaia affronta con grande concretezza.
«Il progetto Volo d'ape - racconta Gaia - a carattere educativo e culturale, ma anche assistenziale, è un'idea totalmente originale elaborata soprattutto per offrire un supporto a "FinestrAperta" e mirata al sostegno e allo sviluppo del giornale, per cercare di raggiungere una tiratura di 4.500-5.000 copie mensili entro la fine dell'anno. Quindi, una volta ricevuta l'approvazione del progetto - elaborato con il supporto dei responsabili del servizio civile volontario UILDM - mi sono personalmente dedicata alla selezione delle giovani collaboratrici che per un anno avrebbero lavorato tutti i giorni a mio stretto contatto. Quattro ragazze che avessero due requisiti fondamentali: un grande entusiasmo e un marcato buon senso, connubio ideale per poter contribuire alla buona riuscita di un'idea ambiziosa, essendo però anche in grado di crescere con essa».
«Noi abbiamo fatto la nostra scelta - continua Gaia - ma anche loro hanno cercato e scelto il nostro progetto. Di conseguenza la relazione e il livello di scambio e di collaborazione che si è sviluppato in questi mesi costituisce una realtà totalmente diversa da quella che connotava l'obiezione di coscienza o che caratterizza il semplice volontariato».
Di Francesca, Monica, Silvia e Tiziana, le nuove collaboratrici, studentesse universitarie di venticinque anni, Gaia parla con affetto ed entusiasmo. Coordinare le ragazze per lei è molto impegnativo, ma anche fonte di continuo arricchimento. Mi spiega inoltre di rendersi perfettamente conto che tutte e quattro stanno vivendo la fase più importante per il loro sviluppo e la loro crescita culturale e umana. Sottolinea quindi il fatto che per lei questo aspetto è fondamentale nell'economia del loro approccio a questa esperienza.
«Appena arrivate, le ragazze facevano un po' di tutto, sempre nell'ambito della redazione e della diffusione di "FinestrAperta". Poi, un po' alla volta, ognuna di loro ha identificato e scelto di occuparsi degli aspetti più adatti al proprio carattere, approfondendo così l'una quell'ambito più legato alla comunicazione, un'altra quello più vicino alla redazione, un'altra ancora mantenendo soprattutto i contatti telefonici e così via, focalizzandosi sempre sulla diffusione e lo sviluppo dei contatti con tutte le realtà sociali della zona di Roma, non necessariamente legate al mondo della disabilità. Non ci sono dubbi che stiano svolgendo un lavoro importante, fortemente motivato da stimoli e desideri di crescita e sviluppo personale. È vero, si tratta di quattro personalità molto diverse tra loro, soprattutto nel modo di rapportarsi con le persone. Mi rendo anche conto, però, che questa diversità per loro è un'ulteriore fonte di maturazione».
Ma che cosa lascerà loro questa esperienza? «Spero veramente - mi risponde Gaia - che quest'anno in compagnia della redazione di "FinestrAperta" lasci loro non solo buone capacità professionali e tecniche, ma soprattutto una diversa prospettiva e attitudine nel modo di vivere il rapporto con una persona inserita in una realtà complessa, avendo acquisito la consapevolezza che in quanto essere umano una persona con disabilità ha le stesse identiche passioni, voglie, sensibilità e capacità professionali di chiunque altro».
Capisco che una sincera stima e un grande rispetto si sono sviluppati in questi mesi e apprendo da Gaia che anche l'aspetto assistenziale del progetto - anziché sminuire lo stesso - ha contribuito a migliorare la relazione, a favorire la complicità all'interno del piccolo gruppo.
È un vero peccato che quest'anno i bandi per presentare i progetti e poter entrare in contatto con i volontari siano stati ridotti da due a uno. Questo implica che alla redazione di "FinestrAperta" eventuali nuovi collaboratori potranno arrivare solo verso la primavera del 2006 e che quindi alla partenza di Silvia, Tiziana, Monica e Francesca - a fine novembre - la redazione stessa vivrà dei momenti difficili. D'altro canto, non ho dubbi che la forza e l'intraprendenza di tutto lo staff di "FinestrAperta", con Gaia in testa, riusciranno a trovare una soluzione anche a questo!