DM 155 LUGLIO 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Echi di un fuoriclasse

La partita di hockey in carrozzina sembrava iniziata da poco, ma gli anni sono trascorsi in un baleno e adesso l'implacabile arbitro ha appena fischiato il termine del tempo.

È finita, Roberto. I giorni che avevi a disposizione si sono esauriti fin troppo presto e quindi, doppiata la boa dei trent'anni, sei stato costretto ad abbandonare il campo da gioco. Ne esci comunque trionfante perché era ovvio che un campione della tua stoffa realizzasse grandi imprese.

Hai battuto i tuoi avversari, la malattia e mille altri problemi. Hai bloccato gli affondi dei nemici mantenendo saldo e impavido il tuo cuore, mentre la tua fertile mente ha organizzato le efficaci risposte contro il selvaggio destino. Ad un certo punto della competizione hai intercettato la pallina giusta e pilotando magistralmente la tua fedele carrozzina hai impostato l'azione nella quale hai segnato il gol della vittoria. Della tua personale vittoria. Della vittoria della "Vecchia Volpe", così come eri conosciuto.

Adesso la partita è terminata, i riflettori si sono spenti e sugli spalti rimaniamo solo noi, accaniti tifosi, a fissare sbigottiti il campo vuoto. Da lontano, però, ci sembra ancora di udire i segni della tua presenza, una sgommata, un colpo secco dello stick elettrico, ma il consueto urlo di incitamento si strozza nella nostra gola. Ti pensiamo allora negli spogliatoi mentre, sotto una doccia bollente, stai finalmente cancellando le innumerevoli fatiche terrene.

Ci manchi, Roberto. Inesorabilmente.

 

(Gianni Minasso)