a cura di Gianni Minasso
I disabili stanno sulla carta stampata principalmente per testimoniare, informare e rivendicare. Nient'altro. Che ne direste di variare un po' il panorama verbale inserendo il satireggiare? Per questo esiste «Il Mio Distrofico». Scrivete dunque a ilmiodistrofico@uildm.it.
Cagliari - Il noto ricercatore Mirko Scopio ha finalmente reso pubblici i risultati che ha ottenuto studiando una cinquantina di ammalati neuromuscolari. Sembrerebbe che questi ultimi, nonostante le dure condizioni di vita, non soffrano in alcun caso di tic nervosi. Mordicchiare le unghie e arrotolarsi i capelli sono gesti involontari sconosciuti ai distrofici. «Per forza», ha ribattuto uno di loro, «abbiamo i muscoli più immobili di un platano!».
Il dottor Scopio ha promesso un supplemento di indagine.

1. Un'immagine bizzarra pescata in un sito americano di una vetusta carrozzina semovente
2. L'unico modello di carrozzina non manuale incluso nel nuovo Nomenclatore della Sanità
3. Il recente prototipo di una carrozzina elaborato dai possenti cervelloni di Tecnothon
(Soluzione: n. 1)

Caro Esperto, recentemente ho scoperto di essere stato colpito dalla distrofia muscolare di Becker. Per adesso sto bene, ma sono ovviamente preoccupato. È una malattia grave?
Antonio
Innanzitutto, cara testina di vitello, complimenti per la sfig... sfortuna che hai avuto: c'era solo una possibilità su 70.000 e tu ne hai subito approfittato, bravissimo! Allora sappi che, lasciando da parte gli ex tennisti tedeschi da rottamare, la distrofia di Becker è una sottomarca di quella di Duchenne, vera regina della categoria. L'unica differenza è che a te è rimasto qualche bruscolo di distrofina. Non ti basterà per fare wrestling, ma ne dovresti avere abbastanza per meritare la tessera UILDM da distrofico. Occhio comunque ai problemi di cuore (e naturalmente non alludo a quelli provocati dalle pulzelle miopi che troveranno affascinante quel fisico da bagonghi e quel cervello da cavolaia che ti ritrovi).
l'Esperto

Barriere di carta
Aprite subito i vocabolari che oggi andiamo a visitare il sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (www.welfare.gov.it) per vedere cos'hanno scritto nella IV Sessione della Seconda Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità. Parlando di accessibilità delle strutture pubbliche ecco l'odierna perla.
Burocratese
La mobilità per l'utenza considerata nell'ambito dell'accessibilità e fruibilità nelle strutture pubbliche deve contestualizzarsi nelle scelte che qualificano lo sviluppo del territorio, a partire dai piani regolatori generali e da quelli attuativi che determinano gli insediamenti produttivi, abitativi e socio-relazionali in genere.
Occorre quindi uno sforzo comune di Regione, Provincia, Comune per adattare le esigenze dell'Amministrazione ad un nuovo modello metodologico di gestione tecnica e economica del bisogno. I concetti di accessibilità e fruibilità sopra esposti vanno, a livello delle strutture pubbliche, integrati con quello di fruibilità totale del servizio di carattere pubblico in esso svolto. Il territorio urbano si ritiene fruibile (condizione di accessibilità parziale) quando esiste almeno la possibilità di raggiungere e di stazionare in quelle porzioni o aree del territorio costruito nelle quali la piena accessibilità è preclusa da cause imputabili solo alla conformazione morfologica del luogo.
Traduzione in italiano
A bel distrofichetto de mamma, chevvuoi? Rifatte la carta d'identità? Mo' scenniamo noi, perché sarà novo er Municipio, ma 'sto scalone jè rimasto da quello de prima!