a cura di Barbara Pianca
Se il ministro dell'Economia Tremonti pensa ad un nuovo cinque per mille dell'IRPEF, destinato alla ricerca scientifica e alla solidarietà sociale, ci sono da tempo altre proposte, con alcune differenze fondamentali
Secondo Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, scarseggiando le risorse pubbliche occorre responsabilizzare il cittadino. Come? Facendogli scegliere la destinazione del proprio denaro. La ricerca scientifica e la solidarietà sociale sono temi sulla cui importanza gli italiani potranno far sentire direttamente la propria voce. All'"intoccabile" otto per mille dell'IRPEF (tassa sulla persona fisica) destinato alla Chiesa Cattolica e in minima parte a pochi altri centri di culto come la Chiesa Valdese, il ministro intende quindi aggiungere un nuovo cinque per mille per la ricerca scientifica e la solidarietà sociale.
Sommersi dal putiferio di reazioni che quest'idea ha sollevato, cerchiamo di orientarci. In fondo, c'erano già state delle proposte per indirizzare una quota dell'IRPEF alla ricerca scientifica. Esse però presentano delle differenze fondamentali, come quelle del parlamentare di Rifondazione Comunista Giuliano Pisapia e del giornalista del «Faro» Enzo Mellano.
Entrambe infatti chiedono che la voce "ricerca scientifica" venga aggiunta nell'elenco dei beneficiari già esistenti della destinazione dell'otto per mille già determinata dalla legge. Quindi, nessuna aggiunta di detrazioni dalla tassa. Inoltre, la proposta di Mellano precisa un punto molto importante, chiedendo che il Fondo per la ricerca formato attraverso la raccolta dell'otto per mille sia «integrativo al finanziamento statale annuale per la ricerca scientifica previsto dalla Finanziaria, che non dovrà essere inferiore a quello stabilito dalla Finanziaria precedente l'approvazione della legge proposta [dallo stesso Mellano, N.d.R.]».
Ci sono poi altre precisazioni da fare. L'idea di Pisapia è in piedi già da qualche anno e diffusa come petizione conta ormai su 15.000 firme depositate a Montecitorio. Essa è sostenuta in particolare dai trevigiani Circolo Bertrand Russell e Associazione Mazziniana Italiana ed è stata recentemente rilanciata dall'AISA (Associazione Italiana per la Lotta alle Sindromi Atassiche), il cui particolare interesse si spiega perché la petizione fa riferimento non alla ricerca in generale, ma esclusivamente a quella promossa dalla Fondazione Telethon per la ricerca genetica.
Alla ricerca scientifica in generale pensa invece Enzo Mellano, la cui proposta di legge di iniziativa popolare (illustrata all'indirizzo Internet www.clubfattinostri.it/8x1000/index.htm), non collegata ad alcun partito politico, avrebbe lo scopo di «dare stabilità ad un fondo di finanziamento alla ricerca slegato dalla Finanziaria annuale e dai contributi dei cittadini».
Il documento si articola in sei punti:
1) inserire nell'elenco a disposizione del contribuente per la destinazione dell'otto per mille dell'IRPEF anche l'opzione "ricerca scientifica" e raccogliere tali versamenti in un apposito Fondo;
2) destinare allo stesso Fondo una parte non inferiore al 20% della quota dell'otto per mille a diretta gestione statale;
3) considerare come destinazioni possibili dell'otto per mille non solo «scopi di interesse sociale o di carattere umanitario» ma anche di carattere scientifico;
4) considerare il Fondo così formato come integrativo al finanziamento statale annuale per la ricerca scientifica previsto dalla Finanziaria, che non dovrà essere inferiore a quello stabilito dalla Finanziaria precedente l'approvazione della legge qui proposta;
5) obbligare alla trasparenza circa l'impiego del denaro raccolto nel Fondo, cui potranno attingere tutti i soggetti riconosciuti dallo Stato (università, enti, istituti), eccetto le fondazioni e le associazioni non profit;
6) garantire la deducibilità fiscale totale delle donazioni.
«La ricerca scientifica - dichiara sulla questione Alberto Fontana, presidente della UILDM - quella buona, etica e rispettosa dell'uomo, è l'unico strumento per comprendere come migliorare la qualità della vita di molte persone in Italia e nel mondo. Se tutti riconosciamo ad essa il ruolo determinante di combattere e sconfiggere tante malattie e quindi molte tra le sofferenze umane, risulta incomprensibile non dare la possibilità al cittadino italiano, coinvolto o meno, di destinare parte dei propri tributi a tale causa. Queste considerazioni vengono rafforzate dalla presenza di enti senza scopo di lucro, come Telethon, che forniscono alla collettività un rendiconto trasparente delle proprie attività. Senza alcuna presunzione, credo che la destinazione dell'otto per mille alla ricerca potrebbe essere gestita in modo più trasparente di come avviene oggi».
«La FISH - sottolinea dal canto suo Pietro V. Barbieri, presidente della stessa Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - non ama i finanziamenti "a pioggia" e ritiene invece fondamentale il monitoraggio della ricerca e la misurazione costante dei suoi risultati, attraverso progetti specifici che ottengano finanziamenti mirati in base all'autorevolezza del loro promotore e confermandone serietà e validità attraverso verifiche in corso d'opera e pubblicazione degli esiti.
Pur accogliendo positivamente ogni modalità che incentivi la ricerca, temiamo che il Fondo creato dall'otto per mille possa diventare "un buco nero" di cui si perda il controllo. Del resto è quello che sta già accadendo con gli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), che ricevono finanziamenti "a pié di lista", specie sulla tariffa di degenza delle persone ricoverate e sulla ricerca, indipendentemente da cosa essi producano.
Quanto a Telethon - uno degli enti più credibili per la raccolta di donazioni e il loro utilizzo nella ricerca genetica, con il merito di aver mantenuto in Italia cervelli altrimenti espatriati - la proposta di inserirlo come destinazione unica della ricerca correrebbe il rischio di porre un discrimine poco accettabile ad altri e ancor peggio di renderlo una sorta di "ente nazionale della ricerca scientifica"».