DM 156 - OTTOBRE 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Una Convenzione che parla a tutti

di Giampiero Griffo*

 

Dal nostro "inviato speciale" al Palazzo delle Nazioni Unite di New York, un excursus sulle politiche internazionali attuate in ambito di disabilità, fino alle discussioni in corso per una nuova Convenzione ONU

 

La prima iniziativa dell'ONU in tema di disabilità risale al 1975 ed è legata ad una sorta di "raccomandazione" nei riguardi delle persone con disabilità mentale. In quegli anni, però, alle Nazioni Unite non ci si poneva ancora il problema di una strategia globale su queste tematiche e quando venne istituito nel 1981 l'Anno Internazionale delle Persone con Disabilità, ciò determinò una crescita nuova di sensibilità e di attenzione che vide coinvolte in tutto il mondo associazioni e istituzioni, realtà di Paesi sia ricchi che poveri.

Questo indusse le Nazioni Unite a lanciare una decade dedicata alle persone con disabilità (United Nation Decade of Disabled Persons), che dal 1982 al 1991 è riuscita a stravolgere positivamente numerose iniziative dell'ONU, come anche molte azioni e interventi a carattere nazionale e locale.

Dalle Regole alla Convenzione

Successivamente, la spinta del movimento delle persone con disabilità ha portato alle Regole Standard per l'Eguaglianza di Opportunità per le Persone con Disabilità, approvate nel 1993 dall'Assemblea Generale dell'ONU, linee guida per le azioni dei vari governi i quali ne sono stati via via influenzati. È cresciuta così anche la consapevolezza della necessità di una Convenzione, proposta che però venne accettata solo nel 2000, quando il Messico riuscì a far approvare dall'Assemblea Generale la Risoluzione 56/168, in cui vennero date indicazioni per sperimentare - attraverso la costituzione di un Comitato Ad Hoc - la possibilità di discutere e approvare appunto una Convenzione per i diritti delle persone con disabilità.

Il Comitato incominciò a lavorare e dopo due sessioni di approfondimento, nel 2003 ricevette l'incarico formale di redigere il nuovo testo.

Un lungo percorso

Ma che cos'è esattamente una Convenzione? Essa equivale a una legge ed è quindi uno strumento che - una volta ratificato da almeno un terzo dei Paesi membri delle Nazioni Unite - diventa vincolante e dev'essere rispettato sia nelle legislazioni che nelle politiche attuate da quegli stessi Paesi.

Una sorta di "bozza della Convenzione" è stata compilata da uno specifico gruppo di lavoro che l'ha sottoposta al Comitato Ad Hoc nel gennaio del 2004. È da allora che si è iniziato a discutere sui temi, fino alla sesta sessione, svoltasi a New York dall'1 al 12 agosto di quest'anno.

Anche questa volta il lavoro è stato impegnativo, ma soddisfacente, dal momento che il Comitato Ad Hoc ha licenziato una seconda lettura del testo della Convenzione, che si va progressivamente delineando. Si tratta di circa trenta articoli, che trattano anche temi molto innovativi.

I contenuti

Se purtroppo non è ancora passata la proposta di prevedere un articolo specifico per le donne e per i bambini - suscitando accese discussioni - aspro e appassionato è stato anche il dibattito sul fronte dell'educazione, ove la posizione delle associazioni di sordi, ciechi e sordociechi di prevedere classi speciali per alunni sordi e ciechi - almeno nelle scuole primarie - e di richiedere una tutela specifica per la lingua dei segni come espressione di una minoranza culturale, è stata combattuta sia dal nostro Consiglio Nazionale sulla Disabilità che da altre associazioni nazionali. Si è ritenuto infatti che l'educazione inclusiva non possa avere deroghe, in quanto prevede di garantire agli studenti con disabilità adeguati sostegni nei luoghi ordinari di studio. Al momento le posizioni su questo tema appaiono difficilmente conciliabili.

Tra le altre questioni che hanno destato molto interesse, rientra anche quella dello sviluppo inclusivo proposto dalla Banca Mondiale, visto che le politiche di sostegno allo sviluppo sono più efficaci e rispettose dei diritti umani se prevedono interventi che garantiscano l'inclusione di tutti, tra cui anche delle persone con disabilità. Secondo tale impostazione, quindi, non basta aumentare le risorse per le persone con disabilità, ma è necessario introdurre il cosiddetto mainstreaming (letteralmente "flusso", "emissione principale") della disabilità, in ogni azione destinata allo sviluppo dei Paesi poveri, facendo in altre parole emergere la disabilità stessa all'interno dei vari progetti generali.

La fiducia è d'obbligo

In generale, quindi, i lavori della sesta sessione del Comitato Ad Hoc hanno prodotto un avanzamento sostanziale nella discussione sulla Convenzione. Prima di tutto il quadro culturale e giuridico di riferimento è più chiaro e condiviso; inoltre, molti articoli - in particolare quelli su accessibilità, diritto al lavoro e vita indipendente - hanno iniziato a configurarsi in un testo anch'esso condiviso. Lo stesso lavoro di collaborazione tra le organizzazioni di persone con disabilità da una parte e i governi dall'altra è divenuto più chiaro e accettato.

Queste discussioni stanno facendo emergere che il movimento mondiale delle persone con disabilità - per quanto diversificato - è uno dei pochi movimenti di emancipazione su scala mondiale ad essere capace di organizzarsi e di contare a livello internazionale, nazionale e regionale. Forse perché la tutela dei diritti umani delle persone con disabilità solleva princìpi e valori che parlano a tutti i popoli del mondo. Infatti, rivendicare la non discriminazione e la parificazione delle opportunità o il superamento di qualsiasi politica di segregazione e di istituzionalizzazione, costruire linguaggi e culture capaci di dare vita a società inclusive, che offrano a tutte le diversità umane la possibilità di essere tutelate e valorizzate e in grado di contribuire ad uno sviluppo basato sulla pace e la giustizia sociale, sono valori che parlano a tutti i popoli del mondo.

 

*Giampiero Griffo è membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples' International) e rappresentante italiano presso l'EDF (European Disability Forum), oltre che componente della delegazione ufficiale italiana, in rappresentanza del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) alla sesta sessione dell'Ad Hoc Committee ("Comitato ad Hoc"), riunito a New York dall'1 al 12 agosto 2005, per discutere la nuova Convenzione ONU sui Diritti e la Dignità delle Persone con Disabilità.

 

Numerosi documenti relativi alla sessione di New York sono reperibili nel sito Internet www.superando.it.