DM 156 - OTTOBRE 2005 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Anche a Venezia si può

a cura di Stefano Borgato

 

Sembra proprio che Venezia voglia far tesoro delle polemiche riguardanti il quarto ponte sul Canal Grande, progettato da Santiago Calatrava: lo confermano un concorso di idee e trenta giorni tutti accessibili

 

Sono stati Giorgio Furter e i gruppi ACME-nuvolaB a vincere il concorso internazionale di idee promosso dal Comune di Venezia per la realizzazione di una rampa provvisoria da collocare su uno dei ponti della città, in occasione del ventennale della Venicemarathon, svoltasi il 23 ottobre.

Avevamo già accennato a tale iniziativa in DM 155, annotando come il Comune veneziano volesse far tesoro degli errori compiuti con il quarto ponte sul Canal Grande, progettato da Santiago Calatrava, tormentata vicenda cui il nostro giornale ha dedicato ampio spazio a più riprese. E i passi più recenti sembrano confermarlo.

Un concorso di idee

In questo senso, particolare importanza ha avuto il concorso cui hanno partecipato 35 giovani architetti e ingegneri i quali hanno dato ampio spazio alla creatività, ricorrendo a soluzioni tra le più originali. Dodici i candidati "sopravvissuti" alla prima selezione, con progetti molto innovativi e sperimentali, dalla proposta di passerelle poggiate su balle d'acqua della laguna a quella di una rampa gonfiabile. Essi sono stati poi coinvolti in un seminario allo IUAV (Istituto Universitario Architettura Venezia), nel corso del quale è stata dedicata molta attenzione a concetti quali l'accessibilità integrale o la progettazione inclusiva, nel tentativo di formare un pool di progettisti che in futuro potrà essere coinvolto in altri interventi di trasformazione del paesaggio urbano.

I vincitori

Ad aggiudicarsi il concorso il progetto di cui si è detto, caratterizzato da una struttura metallica rivestita in legno e poggiante su 1.600 sacchi da cantiere. L'idea è stata premiata per la qualità della soluzione architettonica adottata, per l'approccio innovativo, per i requisiti prestazionali e per l'integrazione con le architetture e gli spazi urbani esistenti.

Problemi di budget non hanno consentito poi l'immediata realizzazione dei progetti selezionati. Si è scelta così la strada delle mostre in più parti della città, ciò che ha comunque valorizzato il senso fondamentale del concorso, ovvero quello di favorire la cultura dell'accessibilità, creando momenti di dibattito, approfondimento e formazione sul tema delle barriere.

Il mondo ci guarda

E sullo sfondo una Venezia mai così accessibile, per i trenta giorni successivi alla maratona: rampe dalla pendenza ribassata, luoghi "irraggiungibili" come l'Arsenale aperti a tutti, soluzioni provenienti dalla Danimarca. La strada intrapresa da questa città unica al mondo - e come tale "sotto gli occhi di tutto il mondo" - sembra quindi essere quella giusta.