Ho 23 anni, sono in carrozzina a causa dell'atrofia spinale e frequento l'Università di Modena, dove vengo accompagnato con un pulmino attrezzato. Recentemente avevo deciso di acquistare un veicolo più maneggevole e la mia scelta era caduta sul Fiat Doblò, con tetto alto, per trasporto disabili, che mi avrebbe permesso di avere seduto al mio fianco un accompagnatore. Ho perciò iniziato la ricerca fra succursali Fiat e allestitori vari finché ho potuto provare il mezzo in questione.
La mia delusione è stata grande sia per aver verificato la mancanza di un requisito fondamentale sia e soprattutto per l'impossibilità di porvi rimedio. Infatti, nel Doblò tetto alto il trasportato in carrozzina non riesce assolutamente ad avere una ragionevole visibilità anteriore! Sia esso posizionato a destra o a sinistra, sia disabile grave oppure con la possibilità di abbassare il capo e il tronco, egli non riesce a scorgere che un lembo di strada perché impedito dal massiccio montante frontale sopra al parabrezza che ingloba le alette parasole e il portaoggetti posto esattamente all'altezza degli occhi.
Questa situazione è ovviamente pregiudizievole per il trasportato che dopo alcune curve è già indotto al vomito. Né è di alcun aiuto il lunotto sul tetto, in quanto inserito per far entrare luce e mal posizionato per osservare la strada.
Nonostante il primo impatto fortemente negativo, non mi sono dato per vinto, pensando si potesse ovviare con una modifica alla carrozzeria, ad esempio facendo aprire un "oblò" sopra al parabrezza che permettesse di vedere il mondo esterno. Ma niente da fare! Infatti, gli allestitori contattati mi hanno confermato che questa modifica non è possibile e che anzi si chiedevano pure loro come la Fiat non avesse ancora posto rimedio a questa colossale topica. Qualcuno ha pure ironizzato sul fatto che il progettista si sia limitato ad osservare il lato estetico della trasformazione, ma non abbia mai provato il mezzo nell'ottica del disabile trasportato.
Aggiungo che anche lo Scudo ha le medesime problematiche, essendo in sostanza un Ulisse col tetto rialzato e per poter viaggiare senza l'effetto "cuccia del cane", bisognerebbe dotarsi di una carrozzina super-ribassata. Insomma, "vorrei tanto viaggiare italiano", però...
Diego Capponcelli
(Modena)