Ho 38 anni, sono in carrozzina a causa della distrofia e da dieci anni, a seguito di una tracheotomia, vivo grazie all'ausilio di una macchina respiratoria. Tutto ciò non mi ha impedito però di lottare per i miei diritti e di pubblicare quattro libri di poesie.
Scrivo a DM per dare il mio contributo ad abbattere il muro di pregiudizi ed emarginazione che spesso circonda la persona disabile, dal momento che la mia vita è fatta di amore e - non lo nascondo - di sessualità, anche se purtroppo non si viene né capiti né incoraggiati, ma snobbati, non corrispondendo ai canoni normalmente accettati.
Credo che ogni uomo, quando lo sceglie, abbia il diritto di svegliarsi con qualcuno accanto, che ti ami per quello che sei e non per quello che hai e soprattutto di avere la possibilità di crearsi una famiglia. E per far sì che tutto ciò si realizzi, la TV e tutti i mass-media devono cancellare dalla mente delle persone la falsa idea che il disabile sia solo "buono e triste", evidenziandone invece la voglia di vivere sotto tutti i punti di vista.
Lo Stato, poi, dovrebbe permettere alla persona disabile (sola), tramite leggi specifiche, una maggiore indipendenza economica e anche un migliore servizio sociale che le consenta autonomia e libertà fisica.
Esistono aspettative che quando vengono enunciate appaiono impossibili, ma possono trasformarsi nell'ovvio, quando «quel futuro si trasforma in questo presente» (Howard Zinn).
Stefano Mazzoni
Marina di Carrara (Massa Carrara)