DM 157 MARZO 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

IL MIO DISTROFICO - FRIZZI, LAZZI E IRRIVERENZE SULLA DMP

a cura di Gianni Minasso

 

Osservando le attuali ed asettiche collane di pieghevoli made in UILDM, abbiamo pensato di ricordare le pregevoli Cento domande di un genitore, interessante soluzione informativa appartenente agli anni ruspanti della nostra beneamata associazione. È stato dunque un piacere riproporre una di queste cento domande nelle colonne (sprecate) che state leggendo. La risposta, ovviamente, è la classica carognata da "Mio Distrofico"! Scrivete a ilmiodistrofico@uildm.it e risolveremo all'istante ogni vostro dubbio.

 

Cento domande di un genitore


Domanda: I pazienti affetti da distrofia muscolare possono sentirsi in alcuni giorni forti, in altri deboli?

 

Risposta: Sì, come le altre persone anche i distrofici hanno giornate buone e giornate cattive. Per esempio se riescono a stare attaccati al respiratore soltanto 22 ore, si sentono come gli eroi "anabolizzati" del wrestling e quella giornata viene inserita nello striminzito elenco di quelle buone. Mentre se un loro amico (normodotato), dopo una partita di calcetto, si lamenta perché è stanco... beh allora la giornata diventa brutta perché il morale dei distrofici finisce sotto le ruote, visto che loro non riuscirebbero a battere a braccio di ferro neppure un grillo con l'influenza.

 

Cos'hacca è?

 

1. La segnalazione di un'altalena speciale utilizzabile anche dai portatori di handicap

 

2. Il curioso effetto provocato dalla doppia verniciatura di un parcheggio riservato

 

3. L'indicazione di un locale nel quale i miodistrofici praticano la lap dance

 

(Soluzione: n. 2)

 

 

Squinternet


Ecco due immagini esemplificative della Warrior School: nella prima un disabile mentale attacca rogna con una cicciona in carrozzina che, nella seconda figura, si fa controllare la pressione delle gomme...

Le statistiche affermano che le aggressioni ai disabili sono significativamente inferiori a quelle perpetrate ai danni dei normodotati. Nonostante ciò (e per far quattrini) la statunitense Scuola del Guerriero (www.warriorschool.com) ha deciso, grazie a una brillante pensata, di farci anche scompisciare dalle risate. Infatti, per "soli" 65 dollari, questo particolare istituto promette di insegnarci la "Difesa dei disabili". Lascio a loro la parola perché io sto già incominciando a sghignazzare. Tra un singulto e l'altro potrete leggere i miei commenti tra parentesi.

 

ABLa Disabled Defense è uno dei soli corsi di autodifesa personale che può essere utile ad un numero incredibile di diverse disabilità. Disabled Defense si basa su un'arte del combattimento conosciuta come Budo Taijutsu [il cui fondatore era un certo Farah Budo]. Questo tipo di allenamento è centrato sul tempo e sulla distanza, in opposizione alla velocità e alla forza, allo scopo di rendere capaci coloro che lo frequentano di difendersi in base alle loro abilità individuali [tanto, noi distrofici abbiamo "tempo" a disposizione e siamo sempre a molta "distanza" da ogni cura].

 

Le tecniche insegnate si fondano sui princìpi delle naturali dinamiche del corpo [averle 'ste dinamiche...], in modo tale da favorire un allenamento di tipo "elastico".

Jeffrey Prather, con l'aiuto di P.J. Dixon [il Gatto e la Volpe], ha elaborato il progetto Disabled defense, pensando a tutti i tipi di disabilità [tranne l'insufficienza mentale, visto che loro due sono già esponenti significativi di questa categoria]. Tramite un breve seminario di un giorno, imparerai a proteggere te stesso da pugni, prese, tentativi di strozzamento e attacchi armati [e contro le aggressioni delle Finanziarie?].

 

Disabled Defense insegna agli studenti ad usare tutte le armi disponibili, dalle braccia alle gambe [quattro arti che per noi distrofici sono solo optional], dalla testa alle stampelle [ma Enrico Toti l'abbiamo inventato noi italiani!], dalle carrozzine [poveri calli dei malfattori] ad altri ausili per la mobilità [andrebbero bene i tutori?]. Con questo allenamento non sarai mai disarmato contro eventuali attacchi [sì, di rabbia].

 

Disabled Defense è perfetto per chiunque voglia imparare a difendersi, ma non abbia il tempo o l'interesse di imparare un'arte marziale [o di fare qualcos'altro di meglio senza sprecar palanche!]».

A chi non fosse ancora svenuto dalle risate dico solo questo: dopo il wheelchair hockey, il politically correct e la danceability, qualcuno di noi Quattroruote si è un po' stufato di dover apparire a tutti i costi "normal". Ci mancava solo la Disabled Defense... Ma ci volete lasciare un po' in pace?

 

Ruggero Urlando