di Gianfranco Bastianello
Tappi, codici a barre, carta stagnola, scontrini: in genere "leggende metropolitane" senza reali finalità benefiche. Ma qualche volta le cose possono andare diversamente e si può riuscire a incontrare il "signore dei tappi"!
Sono sempre stato tra i molti che in questi anni si sono scagliati contro le varie "leggende metropolitane" secondo le quali, per beneficenza, si dovevano di volta in volta raccogliere tappi, codici a barre, carta stagnola, scontrini e così via [tra i testi dedicati da DM a questi temi, segnaliamo Attenzione, raccolta scontrini, di Lucia Veccia, in DM 112, N.d.R.]. E ho anche sempre manifestato una certa contrarietà per quella beneficenza non mirata che invece illudeva tantissime persone, le quali, in buona fede, si davano da fare per racimolare questi materiali, senza poi sapere cosa succedesse delle varie raccolte.
Come in tutte le leggende metropolitane, ogni volta che se ne presentava qualcuna nell'ambito della mia azienda, da buon segugio cercavo di trovare il bandolo della matassa, per arrivare all'origine e scoprire finalmente da dove partisse questa storia e chi ne fosse l'artefice. Ma tutte le volte si arrivava fino ad un certo punto, poi le tracce sparivano nel nulla... Questo mi convinceva ulteriormente della poca serietà di queste iniziative estemporanee.
Stavolta, però, mi sono trovato direttamente coinvolto in una situazione, per così dire, alla rovescia: i "raccoglitori di tappi" mi hanno cercato per fare della beneficenza...
Tutto è nato nell'estate del 2005 durante una gita sociale della UILDM di Venezia, ove tra i vari accompagnatori vi era un nostro amico "raccoglitore". Durante il viaggio l'avevo parecchio contestato, contrario com'ero alla diffusione di notizie prive di fondamento.
A fronte delle sue giustificazioni, pur accettando, ma ancora non credendo - alla San Tommaso - che tale iniziativa fosse vera, le mie obiezioni si concentravano sul fatto che la beneficenza attuata da quel comitato benefico non fosse mirata, portando ad esempio a delle carrozzine negli ospizi, dove sarebbero poi rimaste inutilizzate. Spiegai quindi all'amico che la beneficenza va fatta ove richiesta, dove si sa a chi è rivolta e anche l'uso che ne viene fatto.
Dopo un po' di giorni venni contattato da una persona che mi disse di voler investire dei soldi raccolti per acquistare un ausilio utile a qualche nostro socio. E così, dopo aver preso i necessari accordi, incontrai il responsabile di questo gruppo benefico, ovvero "il signore dei tappi".
Per la prima volta ero arrivato alla fonte di una leggenda metropolitana che diventava storia vera. Di conseguenza, con un po' di umiltà e tornando sui miei passi, ho voluto capirne qualcosa di più.
Tappi e non solo. Tappi di plastica, flaconi, cassette per la verdura, il tutto dev'essere marchiato PE (polietilene) oppure trattarsi di fogli o materiale in PVC. In sostanza, per i riciclatori, questi due materiali vengono considerati più pregiati dell'altra plastica, quella delle bottiglie di bibite per intenderci.
A Venezia si è creata un'autentica catena di solidarietà per raccogliere questo materiale, con i vari protagonisti ognuno perfettamente calato nel proprio ruolo: il Cral ACTV (Azienda Comunale Trasporti Venezia) che raccoglie nel proprio cantiere il materiale stoccato; la Marina Militare che si occupa del trasporto del materiale raccolto fino al punto di prelievo da parte della ditta riciclatrice al Tronchetto. Poi i "piccoli raccoglitori": i piloti dell'ACTV che rientrando in cantiere portano i vari sacchi accumulati; gli esercenti di Via Garibaldi (sempre a Venezia) che nei loro negozi o ristoranti effettuano punti di raccolta; molti alberghi della città lagunare che hanno aderito entusiasti a questa iniziativa solidale; il Circolo Anziani di Castello Est; il patronato di San Francesco della Vigna.
È il gruppo del Circolo Ricreativo Culturale "Tre Agosto" (i "sette martiri" di Venezia) ad organizzare sul territorio questa iniziativa, percependo dalla ditta riciclatrice (regolarmente autorizzata) 0,18 euro al chilo. Ecco che allora si capisce quanto materiale bisogna raccogliere per ottenere risultati economici di un certo rilievo.
Ma arriviamo al lieto fine: c'era bisogno di un pulsiossimetro, apparecchio che permette di misurare l'ossigeno nel sangue ed è indispensabile per chi, come il socio della UILDM di Venezia Luigino Bragato, è costretto a vivere attaccato alla bombola d'ossigeno tutto il giorno.
E quindi, in un'autentica gara di solidarietà, la UILDM veneziana ha seguito il caso e si è attivata; la Medimec di Mestre (ditta concessionaria dell'apparecchio) l'ha fornito al prezzo di costo. Grazie poi alla somma raccolta dal gruppo benefico, l'apparecchio è stato consegnato nel corso di una cerimonia svoltasi presso il prestigioso Bar Dandolo dell'Hotel Danieli di Venezia, dove per l'occasione il personale dello stesso ha prestato gratuitamente i propri servizi. Tra gli altri erano presenti anche la presidente provinciale dell'AVIS - associazione spesso vicina alla UILDM negli ultimi anni in varie manifestazioni - l'ammiraglio capo della Marina Militare e i responsabili del cantiere ACTV, ad ulteriore testimonianza della serietà di tale iniziativa.
Chi scrive - in qualità di vicepresidente regionale UILDM - ha fatto notare che mentre fino a poco tempo fa la beneficenza veniva fatta un po' a "pioggia", ora, grazie alla collaborazione instauratasi con la UILDM, le eventuali donazioni saranno senz'altro più mirate e quindi più utili.
Un'iniziativa importante, quindi, che merita senz'altro di essere supportata da altri volontari. Tra gli altri lati positivi, poi, ci ha permesso finalmente di conoscere un "signore dei tappi" in carne ed ossa!