DM 157 MARZO 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Una vita, tante vite

«Accomiatarsi per sempre da un caro amico - racconta Antonio Arcadu, già presidente della UILDM di Sassari - è cosa difficile e dolorosa. A me è accaduto alla fine del 2005 con Pinuccio Cau, storico fondatore e animatore della nostra Sezione. Ben oltre trent'anni di impegno, di attiva e quotidiana testimonianza per un traguardo a lungo sognato: la scoperta di una cura per una malattia che gli aveva tolto anzitempo i due figli Andrea e Giampiero».

Cau era stato un testimone unico e un tenace combattente delle tante battaglie nazionali e locali intraprese dall'inizio degli anni Settanta assieme al fondatore della UILDM Federico Milcovich e proseguite anni dopo con Roberto Bressanello.

«Se in Italia - annota ancora Arcadu - l'impegno per la ricerca sulle malattie genetiche come la distrofia e le campagne per l'abbattimento delle barriere sono diventate un patrimonio culturale più diffuso e acquisito è anche merito di uomini rari e forti come Pinuccio Cau. Alcuni ricorderanno ancora il bellissimo convegno medico e l'Assemblea Nazionale da lui organizzata a Sassari nell'85, con la presenza di uomini di scienza come Emery, Siniscalco e Nigro».

A livello locale Cau è stato una figura assai importante anche per il territorio di Sassari, «nel quale - conclude Arcadu - ha piantato, insieme ai propri figli, il seme dell'integrazione sociale e dell'inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita civile, partecipando, dialogando con le istituzioni, "tesserando mezza città" e credendo sempre al valore della UILDM».

Oggi la UILDM sassarese, pur tra grandi difficoltà di partecipazione e di coinvolgimento, continua le proprie attività, potendo talora contare anche su iniziative come quella di Salvatore Sini, socio "storico" della Sezione, da sempre sostenitore degli ideali di libertà e solidarietà sociale, che ha devoluto il ricavato della vendita di Composizioni e appunti di ideali e di sentimenti - suo recente libro di poesie - proprio alla UILDM, come contributo per la riapertura della Casa Vacanze di Platamona.

«Un'opera - annota l'attuale presidente della Sezione Francesca Arcadu - che spazia dalla poesia alla riflessione politica, frutto di un lavoro di scrittura e riflessione durato una vita, con il racconto di una generazione che ha affrontato ideali e sconfitte. Dall'alto dei suoi 72 anni, vissuti sempre all'insegna dello spirito critico, della sfida ai luoghi comuni fatta di dialogo e provocazione, Sini, che nel suo paese è chiamato "Farore", ha raccolto in un testo scritto sia in lingua sarda che in italiano i pensieri finora espressi oralmente, magari alle persone che, nel corso degli anni, si sono avvicendate nella sua casa posta strategicamente al centro di Banari. Proprio il suo lavoro di sarto, che ha svolto per anni, gli ha permesso di stare al contatto con la gente, rappresentando una vera "coscienza critica" per i compaesani, dai quali è considerato un interlocutore ancora temibile per capacità dialettica e provocazione. La distrofia ai cingoli, compagna di vita e anch'essa sfida da affrontare a testa alta, lo fa rammaricare, a vecchiaia inoltrata, di avere "qualche acciacco", di non sentirsi più "quello di prima", come tante volte mi ha raccontato durante una delle nostre lunghe e ricche chiacchierate. Uno spirito vivo, che traspare dalle poesie ricche di personaggi e figure di un tempo passato, dalle riflessioni politiche di un marxista da sempre, dai ricordi di amori giovanili e da un vero e proprio inno alla figura femminile, descritta con sguardi ammirati».

 

(Stefano Borgato)