DM 158 - GIUGNO 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

La disabilità scorretta

di Barbara Pianca

 

Un convegno organizzato alle Manifestazioni Nazionali UILDM di Napoli, dedicato alla satira e ai cartoni animati, come strumenti utili per informare e sensibilizzare sui problemi della disabilità. Dai Simpson a John Callahan, da Gianni Minasso alla televisione

 

Una risata fa bene al cuore. Ma non solo. Al convegno organizzato dal Comitato di Redazione di DM durante le Manifestazioni Nazionali UILDM di Napoli - intitolato La correttezza politica non è più una virtù. La disabilità tra vignette, cartoni animati e televisione, coordinato dal segretario di redazione del giornale Stefano Borgato e concluso dal direttore editoriale Enrico Lombardi - sono state presentate vignette e cartoni animati che accendono i dibattiti, abbattono i tabù e allungano la profondità dello sguardo. Vivacità, immediatezza, fantasia, provocazione e divertimento: sono molte le virtù che rendono vignette e cartoni animati elementi importanti per parlare e far parlare di disabilità.

Ed è anche questa l'opinione di DM che dal 1995 pubblica Le grandi vignette [tutte visibili all'indirizzo www.uildm.org/dossier/vignette, N.d.R.], doni preziosi dei maggiori vignettisti italiani (tra gli altri Cavandoli, Altan, Bucchi o Silver), che immortalano con acume varie sfaccettature della disabilità. Raccolti in due calendari (2000 e 2001), i disegni sono stati recentemente al centro della mostra Sorriderne si può, in un liceo di Monza, approdando poi alla manifestazione bolognese Exposanità. Dell'esposizione lombarda facevano parte anche i Muscoli di cartone, tre cartoni animati prodotti dalla UILDM nel 2001, altro fiore all'occhiello dell'Associazione.

Da segnalare come nella scuola di Monza che per prima ha ospitato la mostra e nelle altre in cui Stefano Borgato e Stefano Andreoli (del Comitato di Redazione di DM) si sono confrontati con gli studenti sul tema della disabilità - attraverso vignette e cartoni animati - ci sia stato un significativo riscontro che ha confermato tali strumenti come ricchi di potenzialità. E proprio questo risultato si è voluto restituire ai soci della UILDM a Napoli.

In questa occasione, senza soffermarsi sulle Grandi vignette o sui Muscoli di cartone - patrimonio ormai condiviso - sono stati presentati alcuni esempi di satira animata e "politicamente scorretta". «Non discutiamo il lavoro di "igiene verbale" grazie a cui oggi i mass media non parlano più di "mongoli" o di "infelici", ma vogliamo smontarne il lato deteriore che si verifica quando l'igiene verbale si confonde con l'igiene morale, in un "protezionismo" nei confronti del disabile rappresentato sempre positivamente. Invece, si può anche ironizzare su temi delicati come la disabilità», ha sottolineato Andreoli.

I Simpson e l'handicap in giallo

L'intervento di Stefano Andreoli è stato preceduto dalla proiezione del video Homer, la sfortuna di essere normodotato. Oh, io non sono handicappato, sono solo un po' pigrino, raccolta di episodi della nota serie americana a cartoni animati Simpson, in cui il capofamiglia Homer si confronta con la disabilità con una punta di invidia. Emblema della pigrizia, per Homer l'utilizzo della carrozzina e del respiratore sono una sorta di "privilegi": «Uso le gambe come un idiota, mentre questi vecchi filano senza fatica in carrozzina», si lamenta e fa di tutto per diventare disabile o almeno falso invalido.

«Un ribaltamento sorprendente - ha commentato Andreoli - in cui Homer vive la disabilità senza pregiudizi, con semplicità e purezza rare. Attraverso un approccio "politicamente scorretto", si avvicina alle persone disabili più di quanto non si riesca a fare rimanendo nei limiti retorici della "correttezza"».

L'handicap e la televisione

Gradito ospite del convegno, Antonio Dipòllina, critico televisivo di «Repubblica», ha portato il proprio contributo, cominciando col dire che la televisione «è un mezzo di cui pensiamo male quasi tutti». I talk-show, quelli della cosiddetta tv-verità, ospitano spesso persone disabili: il tema della disabilità genera infatti personaggi che provocano commozione. Solo da questo punto di vista - all'interno quindi del limitato territorio del pietismo - essi vengono ospitati nelle trasmissioni televisive.

Un po' diverso, secondo Dipòllina, è l'approccio della fiction italiana, per la quale, ha evidenziato, «ho almeno un buon esempio da portarvi, quello di un episodio della serie poliziesca La squadra in cui l'assassino, il cattivo, è disabile. Certo, ha ammazzato un uomo che molestava la sua donna, e quindi, in fondo, è ancora "il buono", ma almeno c'è uno spiraglio. E tra l'altro, essendo lo sceneggiatore un mio caro amico, posso assicurarvi che per elaborare lo script di questa puntata e per difendere l'idea fino in fondo ha dovuto lottare non poco».

Le vignette di Callahan

Chi scrive ha probabilmente avuto la bella opportunità di presentare per la prima volta ad un pubblico italiano John Callahan, autore famosissimo negli Stati Uniti, con fan come l'attore Robin Williams e l'ex presidente degli Stati Uniti Clinton, ma semisconosciuto nel nostro Paese. Finora, infatti, solo un festival italiano del settore ha presentato alcune puntate dei suoi cartoni animati, ma nulla più.

Autore decisamente "scorretto" di vignette che hanno indignato mezza America e ne hanno fatto innamorare l'altra metà, tetraplegico, ex-alcolista, Callahan è tutto da scoprire (si veda ad esempio il sito www.callahanonline.com). Nel video preparato appositamente per l'incontro sono stati raccolti alcuni stralci significativi del cartone animato Quads e una decina di vignette.

Frizzi, lazzi e irriverenze sulla distrofia

Ed infine il contributo di Gianni Minasso - altro componente del Comitato di Redazione di DM - che anziché raccontare il lavoro di qualcun altro, ha presentato il proprio. Autore infatti dell'irriverente foglietto «Il Mio Distrofico», divenuto ora rubrica fissa di DM, centrata sulla sua satira creativa, intelligente, giocherellona e cattiva, a Napoli Minasso ha costellato di vignette originali un viaggio in powerpoint dalle origini della satira all'analisi dei suoi effetti.

Se la distrofia può diventare una "religione", con tanto di dogmi (deficit di forza, progressione, incurabilità, Telethon), sacramenti (biopsia, DNA, respiratore), misteri (imperscrutabilità dell'origine, terapia) e clero (medici e burocrati), è fondamentale dissacrarla. La satira sulla distrofia può quindi esorcizzarne le paure, offrendo un'opportunità di sfogo, aiutando a capirsi meglio e a girare messaggi verso l'esterno. Indimenticabile la vignetta del patibolo accessibile.