DM 158 - GIUGNO 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Il gioco vale la candela

di Paolo Paoletti

 

Decibel, respiratori, emozioni e contrattempi: assistere ad un concerto degli U2 è una vera avventura per chi convive con gravi problemi di salute e di mobilità. Ma volere è potere, senza troppo parlare di eroi

 

Un concerto rock è sempre una specie di avventura, soprattutto quando non si tiene nella tua città, ma era da troppo tempo che volevo vedere gli U2 su un palco e purtroppo, per tutta una serie di imprevisti organizzativi e di salute, non c'ero mai riuscito.

Contrariamente al solito, vorrei subito ringraziare le persone che hanno reso possibile realizzare questo sogno, prima di tutto Emiliano, che dopo una lunga e paziente ricerca ha recuperato i biglietti introvabili, e poi Marco, Sandra e Pier che oltre ad assistermi hanno fatto di tutto per realizzare questa impresa. E naturalmente ringrazio anche Bono e gli U2 che sono riusciti a farmi uscire di casa, visto che l'ultimo concerto cui ho assistito risaliva a cinque anni prima.

Qualche colpo di tosse

Il grande giorno è arrivato in una calda mattina d'estate, con la prospettiva di essere a Milano per la serata. Ho preparato le mie cose e ho atteso Pier con il pulmino proveniente da Albenga e Marco che avrebbe aiutato l'operatore a prepararmi. Tutto era iniziato qualche mese prima e a quel punto di colpo eravamo in viaggio.

Siamo partiti molto in ritardo sui tempi di marcia, abbiamo "imbarcato" Sandra con le provviste e a fatica siamo riusciti a spegnere l'allarme del respiratore che, non si sa perché, suonava di continuo. A questo punto finalmente, via verso Milano. La strada scorreva tranquilla, l'aria condizionata e la radio erano accese, avevamo anche il frigorifero da "veri signori".

Una volta arrivati, trovare l'albergo è stato uno scherzo, grazie alle indicazioni di Marco e al GPS satellitare di Pier. Mentre parcheggiavamo, però, ho avvertito una specie di brivido lungo la schiena a causa di qualche colpo di tosse. Tra me e me ho detto: «Ci siamo, ora mi salta il concerto!»...

Corsa contro il tempo

Fortunatamente, entrati nell'albergo - tra l'altro confortevole e con il personale molto gentile che ci ha accompagnato in camera - Marco e Sandra mi hanno attaccato l'altro respiratore e la tosse è sparita. Nel frattempo altri momenti di panico con la portiera del pulmino che non si chiudeva.

Con i minuti contati, Pier è andato a cercare un carrozziere, per dirigersi subito dopo allo stadio a recuperare i biglietti. Intanto, per non perdere tempo, Marco era uscito a comprare qualcosa da mangiare per la sera, mentre Sandra mi faceva fare qualche telefonata per avvisare a casa che tutto stava andando bene. E invece, proprio in quel momento, arriva la chiamata di Pier che i biglietti non c'erano!

A quel punto abbiamo rischiato di aver fatto tanta fatica per nulla. Marco mi ha chiesto se li avessi prenotati e se c'era qualcosa che potesse dimostrarlo, visto che per prenotare l'albergo lui aveva mandato un fax con risposta di ritorno, mentre noi, in quel momento, non avevamo niente in mano che potesse confermarlo. L'unica cosa da fare era rintracciare Emiliano, chiedendogli di parlare con la ragazza dell'organizzazione che gli aveva procurato le prenotazioni dei biglietti. Mancava soltanto un'ora al concerto!

Decibel e "pizzini"

Finalmente abbiamo scoperto che si era trattato solo di un equivoco e che Lucia ci aspettava all'entrata dello stadio, ma... con un problema in più: i biglietti erano solo due, mentre noi eravamo in quattro! Alla grande, Pier è riuscito a trovarli a fatica, a mezz'ora appena dall'ora X.

Ci siamo preparati velocemente, siamo usciti dall'albergo, saliti di corsa sul pulmino e via verso San Siro. Arriviamo che il concerto è appena iniziato. Sapendo che da quel momento in poi sarebbe stato difficilissimo sentirmi - non so se avete presente i decibel che produce un concerto - avevo istruito Sandra affinché tenesse la mia mano e se gliel'avessi stretta significava che avevo bisogno di qualcosa. A quel punto, facendomi scorrere davanti agli occhi dei bigliettini con delle frasi che avevo preparato la sera, lei avrebbe capito, pur in mezzo al frastuono, cosa mi sarebbe servito...

Momenti indimenticabili

Descrivere le emozioni che ho provato nel trovarmi insieme a ottantamila persone, con il mio gruppo musicale preferito e che da anni desideravo vedere in concerto, è stato qualcosa di incredibile. Tutte quelle luci, la gente che cantava e ballava pezzi conosciuti a memoria, nonostante la lingua straniera, credo che non lo dimenticherò mai.

A volte è difficile far capire alle persone quali siano i tuoi problemi se non ti hanno mai visto ed è stato così anche per Lucia, la ragazza dell'organizzazione, che solo vedendoci ha compreso la ragione di tutte le nostre richieste ed è stata molto gentile, soprattutto quando ha fatto spostare le persone per permettermi di vedere il palco. Oppure quelle persone che non credendo ai loro occhi nel vederti ad un concerto, solo perché hai qualche difficoltà in più ti dicono frasi del tipo «siete grandi» o «grazie per essere qui», senza rendersi conto che volere è potere!

Purtroppo non sono riuscito a vedere i bis perché siamo stati costretti ad uscire dallo stadio per non trovarci in mezzo alla marea di persone che cercano di raggiungere i parcheggi e alle migliaia di macchine che regolarmente bloccano il traffico costringendoti a code chilometriche; quindi, strategicamente, ci siamo defilati prima di tutto questo.

Alla prossima avventura

Naturalmente abbiamo incontrato anche il classico vigile non troppo intelligente che ormai fuori dai parcheggi non voleva farci uscire perché sarebbe dovuto tornare indietro per permetterci di passare; alla fine, però, Marco e Pier l'hanno convinto a spostarsi, visto che il nostro furgone era troppo ingombrante per far manovre. A parte questo piccolo episodio, è stata una serata bellissima e indimenticabile. Siamo tornati in albergo soddisfatti di tutto quanto e dopo quattro chiacchiere assieme, tutti a dormire perché l'indomani si tornava a casa. Il ritorno è stato del tutto tranquillo.

Finalmente l'obiettivo più importante dell'anno era stato raggiunto! Ne sono particolarmente contento. Alla prossima.